Perdo i confini del cielo guardando gli occhi di chi ha visto il culo delle stelle sedersi sul suo respiro. E lo specchio fotografa tutti i graffi che lasciano le penne che ti ciucciano l'inchiostro dalle vene.
E si formano bolle d'aria nella tua gola che non si fanno respirare, forse serve un bambino che le rincorra e le faccia scoppiare.
C'era quell'ombra perenne che non si scioglieva neanche con il sole. Cadeva a fiocchi nelle pozzanghere, ma quando si fermava rifletteva il cielo che non mancava all'appuntamento.
Ho concluso in un respiro il ragionamento di una vita, persa dietro un calendario che mostrava la sconfitta di vincere. Persa in qualche numero sparso che qualcuno ci ha incollato addosso. Ed è rimasta più di una cifra a dar profumo al mio sudore.
Perdo i confini del mondo cercando l'inizio di una corsa che se non finisce non ha ragione di avere un punto di partenza. Ma dobbiamo trovare un muro per poter dire che li c'è una casa. E mi abito dentro stanze che non sembrano voler funzionare saltando la canzone che ci piacerebbe sentire.
Sono le parole ora che scrivono me ciucciando l'inchiostro dalle mie vene.
E' sbagliato anche avere un foglio bianco e poterlo colorare solo di segni che non hanno gusto né sentono dolore.
E si formano bolle d'aria nella tua gola che non si fanno respirare, forse serve un bambino che le rincorra e le faccia scoppiare.
C'era quell'ombra perenne che non si scioglieva neanche con il sole. Cadeva a fiocchi nelle pozzanghere, ma quando si fermava rifletteva il cielo che non mancava all'appuntamento.
Ho concluso in un respiro il ragionamento di una vita, persa dietro un calendario che mostrava la sconfitta di vincere. Persa in qualche numero sparso che qualcuno ci ha incollato addosso. Ed è rimasta più di una cifra a dar profumo al mio sudore.
Perdo i confini del mondo cercando l'inizio di una corsa che se non finisce non ha ragione di avere un punto di partenza. Ma dobbiamo trovare un muro per poter dire che li c'è una casa. E mi abito dentro stanze che non sembrano voler funzionare saltando la canzone che ci piacerebbe sentire.
Sono le parole ora che scrivono me ciucciando l'inchiostro dalle mie vene.
E' sbagliato anche avere un foglio bianco e poterlo colorare solo di segni che non hanno gusto né sentono dolore.
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