E s'anche il cielo di luglio

diventa incolore,

di un celeste sbiadito

che non rasserena il mio umore,


allora finanche il più ardito

ottimista finisce per disperare, 

pensando che poco ci sia da salvare. 


Si consuma la terra 

sotto il sole cocente, 

l'estate è una guerra

per noi povera gente. 


Ruggiscono le folte chiome

di alberi adorni come

spose all'altare, 

ignare che l'autunno 

non tarderà ad arrivare. 


Io lo desidero più d'ogn'altra cosa,

che arrivi la quiete dove la natura riposa. 

Dove l'atmosfera è meno caotica, 

e forse la folla un po' meno nevrotica. 


Dove la solitudine pesa di meno, 

perché anche il cielo è poco sereno. 

Ove c'è più tempo per udire

il ritmo quieto del mio cuore, 

che adesso scalpita,
in frenetico clangore. 

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Profilo Autore: Antonio  

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