finalmente l’ho capito
seppellirò la mia poesia
come ho seppellito mia madre
mio padre, i miei migliori amici
la vita mia.
Seppellirò i miei versi lassù sulla collina
e questo cuore dilaniato
lo scaraventerò dal burrone
che sia pasto per le iene
per sfamare finalmente la fame
quella vera.
E per finire
rinchiuderò l’anima mia in una prigione
disperderò le chiavi
così nessuno mai potrà entrare
e sarò un fantoccio
che non conoscerà più
la parola amare.
E così che questo amore
può rimanere intatto
nel ricordo eterno del suo inferno
per illuminare il cielo nelle notti di Maggio
per chi vorrà almeno per un attimo
nutrirsi di questa mia magia
rimasta nel sogno
e mai fatta mia.
Fine
E' cambiato il tempo
oggi piove...
Senza tonfi
sotto nuvole di perla
volteggiano le rondini
in cerca di un riparo
in pozze larghe
si specchia il cielo
sembra una tavolozza
di acrilici
su tela setata .
Anche l'aria è fresca
come a Natale
quando i comignoli
hanno la Domenica ad oziare.
Sui vetri appannati
piccole gocce danzano
i profumi delle mie colline
in fiore.
Ritorno
come una rondine
a sedermi sulla panchina
sotto la grande quercia
cerco l'ombra schiusa dei rami.
Alleggerisco
il cuore
ascoltando il fiato del fiume.
In mezzo alle gialle ginestre
per i sentieri,
i rovi intrecciano i ricordi.
Poi giace il tramonto.
Dopo aver
vissuto ogni nostro istante
disperderò
una mia lacrima
con un refolo di vento.
C’è una linea
e dietro io
indifesa
di sorpresa
per scoprire
dove sia
la mia baia
di poesia
All’inizio
son parole
loro sole
ed io con loro.
Tutto a specchio
d’un pretesto
quasi un brio
incontro casto.
Poi c’è l’altro
un po’contatto
forse solo
per il furto
dell'aspetto
C’è una linea
e dietro io
indifesa
a mia difesa
al mio vero
fragile forma
a respiro
di mariposa
Apro lesta
la mia ala
la mia sola
anima vera
affamata
di poesia
Ad occhi chiusi
vivo il verso
soffio mesto
mio ricamo
a punto intarsio.
C’è una linea
e dietro io
indifesa
a mia difesa
sembra casa
senza mura
senza tetto
o serratura
solo porta
valle aperta
sulla stessa
mia paura .
questo paesaggio d'anima
a raccogliere
il nostro respiro.
Sarà
la magia della notte
ad annidarsi tra le lenzuola
e a sfiorare la pelle.
Sarà l'intreccio
delle gambe
a ubriacare i sogni.
La pioggia
ora danza
il suo ritmo delicato
come il gioco di un bambino.
Appena percepibile
traccia il suo fluire
ora lento
ora veloce.
Si disperde.
All'alba il suo profumo
nell'erba condensata
come una musa
avida di sete.
Era cosi che ti volevo
infinito come un giorno di vento.
Era cosi che ti volevo
colorato come l'ultimo giorno di Maggio.
Ora sei fluente del passato
goccia di rugiada di un tremulo tramonto
voce della notte spoglia d' occhi
odore di fumo
rifugio dell'inverno.
Tra questi fogli pieni di silenzio
occhi di stelle sfumano la sera
e i pensieri tornano righe vuote
vuote come il cielo
senza movimento.
diverso
persino il caffè
ha un altro gusto.
Il sole
prima si nascondeva
adesso fa un gioco di colori
con sfumature più intense.
Le nuvole
formano
figure strane
come un puzzle.
E' ritornata la normalità
tanto attesa
quella che amo
che fa parte di me.
Quel sorriso
che mancava
da un pò di tempo
è tornato.
In mezzo a tanti fiori
un bocciolo di una rosa attorcigliata
intatta al sole,
abbraccia la luce.
Nessun bocciolo
le è vicino
solo fusti verdi e foglioline.
Rigida
quando l'accarezza il vento,
e silenziosa
quando ascolta la luna.
Somiglia ad un'anima
che si abbevera di rugiada.
E mi parla d'amore
quando tra i capelli
adorna e impreziosisce
la mia favola
in stile frisè.
Il vento si sta alzando
Asciugherà le lacrime infuocate
Si calmerà il vento dopo aver
Lasciandoli con pochi rami instabili
come me.

Non vi è foglia che si muova
ne canto d'usignolo
il ciel uggioso reclama
quella fetta d'attenzione
Eppur è sempre uguale
l'immensità celestiale
dove danzano le nuvole
toccandosi qua e là
Anelli di fumo aperti
spiragli oltre mare
profumo di salsedine
le cozze fan clacla.
Dettano il tempo
le lancette temporali
gonfiando le ali
di divina bontà
Eppure il ciel reclama
brontolii nell'aria
di raggi nascosti
attraversar dovran.
Attacca la memoria
ma ho il sole in tasca
e sul palmo scintilla
trasformando l'oscurità.
sul grigio dei muri, corpo d’angelo dall’urlo di fuoco
guarda -le disse la memoria- fioriscono le rughe
dove lacrime trattenute in questo mondo
sono stelle sulla scala della morte e tu
che insegui ancora il sole nel perduto vento
hai primavere distratte in ciclo disconnesso
nell’ozio d’abitudini di nostalgica sequenza
e le paure sbattono sul cuore come onde
con la pretesa d’arredare gli occhi in sogno.
Dalle ferite aperte la vita non sempre si perdona
in memoria s’adagia nel silenzio della stanza occulta
con la tenerezza del viaggiatore al finestrino
che ha smarrito la meta tra le paure dell’arrivo.
Il lettino con l’orsacchiotto e il gattino sono lì
a ricordo d’un mondo ormai piccino
e l’uomo dagli occhi bianchi gli sorride
padre dolce sollevando l’anima nel sonno
nel mentre la donna col piatto tra le mani
nutre di calma l’ultimo addio con un bacio rotto.
Chiudi gli occhi ora al pianto di bambina .
Son ansimi
di speranza
quei caldi respiri al cielo.
Sono la voglia
di cambiare il tempo
che appaga
e passa inesorabile e veloce.
Si perde
come brina sulle foglie
dei platani nei viali,
disordinato e imponente.
Eppure oltre il vetro
ogni mattina e ogni sera
li s’annida il cuore
quando il mare è una tempesta,
quando la nebbia sale,
quando l'anima è sospesa tra i ricordi,
quando i sogni chiedono luce.
Nel blu tra il cielo e il mare
la speranza mai muore.
with my sorrow,
tired of this loneliness,
here
at the edge
of my last wet drop.
Observing bloodied clouds
disappear as the day;
my lips merged
while the shy stars
were overlooking
the vastness
of this
soaked silence.
The graceful quiet I found:
fragments of sky,
hissing the shape of a forgotten desire,
held hands.
The graceful quiet I saw:
a sunset that pierced my heart.





