il passo, il salto, il volo
il tragitto verso l’assoluto.
In questa vita ho fallito
e adesso mi ritrovo nudo
a vagare per strada
con una valigia piena di inutili poesie.
Questa vita mi ha offeso
mi ha scavato e denigrato
succhiandomi fino alla radice
il sangue, il bene
l’amore che mia madre mi ha regalato.
Ed io illuso, ho cercato
d’appagarmi del profumo
di piante grasse
ingoiando le spine
come fossero ginestre.
Adesso che mi guardo nei tuoi occhi
mi ritrovo inerme
un falco, un’ape, un verme
un uomo trasparente
piegato alle incombenze.
Tu se puoi
portami lontano da questo imbuto
e in cambio ti darò
tutto quello che mi rimane
un cuore martoriato e un’anima inviolata;
non ho altro
se non questa terra bruciata
sotto le suole e in mezzo ai denti
un sorriso malinconico
e la voglia di ricominciare
lontano da questo frastuono
di maschere e finzioni.
Accoglimi sul tuo seno di lacrime
dentro il tuo ventre candido
nel tuo cuore incredulo
nelle crepe della tua pelle
e saremo unico incastro
melodia e incanto
per sempre.
Sveglia
prima del cielo
prima del sole
prima del vento.
Perchè possa ascoltare
il silenzio disgiunto
di questo limpido mare.
Luccicano i granelli
di vetrini e di conchiglie
ed affondo i passi
solleticandomi i piedi.
L'acqua è fredda
come dev'essere
quando è in solitudine.
Quattro pecorelle
si abbeverano di sale
in lontananza
e
un gabbiano stride zampettando
un equilibrio
instabile con l'aiuto delle ali.
Anche lui ama la quiete...
.....E s'allontana
Disfando l'ombra
sulla sabbia.
Tornò a vivere
la grondaia
appesa di scodelle di fango e
paglia impastata
tornò a vivere l'aria
di chiacchiericci
sui fili e sui cornicioni
nei meriggi assolati.
Pendolari del cielo
fino al crepuscolo
tra carambole, capriole e
mille acrobazie.
Flebile memoria
ho dell'inverno
uggiosa ai vetri
ad ascoltare
ora ho tanta luce
e questo scorrere allegro di voci
a strariparmi
il cuore.
Giugno
profuma di grano
uno stelo
tiene l'istante tra le righe
appassito
sa di pane ed anima.
Ma nel ricordo
è un fermo di gruccioni
e baci di papaveri
sui covoni adagiati.
Le lettere falciano
il foglio piegato
e mille tasselli s'incastrano e sfilano
svolazzando leggeri
nel vento.
Assaporano
i passi e il sapore dei baci.
La luna
tremula e silenziosa
non dimentica
l'infrangersi delle onde e
i granelli di sabbia
tra i capelli.
In lontananza
le lampare... il solo rumore!
I miei ricordi
hanno nuvole di pioggia
a rinfrescare il cielo
hanno sillabe nascoste
a masticare versi
abbandonano
stille a far nascere le rose
intrecciano
sogni quando ti guardo
addormentare
e all'alba
hanno i miei fianchi
per farti amare.
Con la luce soffusa
sorrido nascosta al mattino
imprevedibile uno specchio scivola
tra le mie cose, perfetto... mi dico!
Metto il rossetto, la matita,
scosto la tenda e .....
e lei è li.....infinita!
Liscia, dritta, ben segnata,
è nuova, la tocco con le dita.
Cornice dei miei pensieri
hai lasciato il segno di ieri,
quanti fogli scritti, quanti discorsi,
quante parole!
Una ruga in più è una finestra aperta
alla nuova stagione che avanza.
Che vuoi che sia...mi dico
è una speranza!
Cosi accosto la tenda
entra l'ombra nella stanza
e sorrido al mio rossetto
e alla mia matita.
affettuoso, fuoco crepitante
mentre, dentro, la neve dipinge l’anima.
O parola
che giunge e lenisce rabbia
e dolore che romba come tuono.
O puranche
uno sguardo di mamma che
in silenzio guida, dissipa ogni dubbio
scioglie dolcezza per lacrime amare.
O solo una scia di profumo
lasciata alla pelle dopo una notte d’amore.
… Lascia sempre una traccia di te,
una buona traccia…
Appoggio il viso
ai vetri e guardo il mare
confondersi con il cielo
in un azzurro ceruleo
e delicato
un'atmosfera
rarefatta
intarsiata
che m'incanta.
Capita
che anche le ginestre
danzano con il vento
tutte tramate d'oro
dipinte nel verde
abitano i sentieri profumati
dalle ore intatte della notte
per mostrarsi
poi alla Primavera
e alla la mia poesia.
Non c'è posto per te
le pagine sono centotre
Non piagnucolare te ne prego
se l'avanzar è toccato a te
Sei tutta stropicciata
e se fossi una pronta pietanza
direi che sei alquanto insipida
e sai bene che le spezie
non le aggiungo mai
Ma si, anche le sospensioni son finite
non ho più nulla che occorra a te
Non guardarmi stiracchiandoti
te l'ho detto non ce ne!
Non c'è più posto
Non c'è più spazio
Non c'è più senso
infilarti dentro a casaccio
ma certo non posso
infilarti nel cassonetto
Assomigli tanto ai sentimenti
sai quelli che stanno stretti
e più stanno stretti
e più... vuoi farli fuori
Ma tranquilla tu
ti terrò in disparte
e cercherò di non dimenticarti.
Promesso si...promesso.
Mi torni pensiero
in tempo di neve
come farfalla e rugiada di Primavera.
Mi chiedi la luce, i profumi,
la carezza soffice di un raggio di sole.
Lungo il viale alberato dipinto
t'aspetto con tutti gli scarabocchi del cielo
e ti abbraccio brezza marina
che della mia sera sei leggerezza,
ti ascolto canto innamorato
che della mia voce sei graffio e purezza.
Tu,
la mia stilla di lacrime
il volo mite di una rondine
il destino di una stella
l'orizzonte della mia vita.
Abito l'inverno del tuo cuore
e ingoio i viaggi del tuo amore.
Ti calpesto senza lamento
e tu non lamentarti
la mia pianta è già dolente
sulla brulla terra
d'amaranto rivestita
di fuoco che non brucia
Le mani in tasca
riordinano i pensieri
lasciati li accartocciati
sulla mensola del focolare
stillando ad uno ad uno
riaffiorano gli amori
Tornerò, si tornerò
e li ritroverò
tutto ciò che ho lasciato
così come lasciai
una mattina di maggio
annoiata e grigia




