Giorno dopo giorno chiesi a Dio
i sogni che mi aveva destinato,
i rumori del mio fiato d’uomo
e le rose da donare a una lei.

Giorno dopo giorno chiesi a Dio
quanto tempo c’era da aspettare
per smetterla coi pantaloni corti
e coi sorrisi larghi da bambino.

Lo supplicai di accorciare i tempi,
di farmi specchiare grande e bello,
vestito col vestito di mio padre
e la cravatta a pois di mio fratello.

Non mi rispose, assente…
E dire che Lo pregavo tanto…
la sera, al bacio di mia madre
e la mattina, al bacio di mia madre!.

Dunque, son due le cose, mi dissi:
o Quello è sordo, e non ci credo,
o sono forse io e forse è vero
che più non seguo i passi della vita.

Davvero non si cresce mai?
Oggi che la mia barba è svelta,
che ogni giorno sono di rasoio,
ripenso ai balocchi che non ebbi.




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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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