Ho sentito la pioggia stamattina
Ho rivisto i suoi suoni
Scendeva dal cielo, il suo canto
Spoglio di emozioni
Arie grigie in foreste di salici
Da cui madri e loro figli stanno fuori
Se a restarci fossi tu
Sentiresti quelle voci
I canti delle foglie
Nella danza autunnale
I ruscelli e i fiumi pieni
Come usciti da quadri
Montagne brune e spoglie
Oltre quali il vento sale
Radici di querce che invadono il terreno
Di campagne a settembre
Profumo di legno
Di fuoco, di fango
Sapori di rosso vino e fungo
Fiumi di luce e cieli di grano
Gracili lune e gelide mani
Orizzonti con quel sole
Morto sempre troppo presto
Bimbi soli con le suole
Già straziate a suon di giochi
Cosa c'è oltre quel sole?
Tra le ombre delle querce
e i venti sulla pelle?
C'è quel nido di una pernice ora vecchia e ormai passata
C'è quel fuoco, vini e bacche
per un vecchio creatore
Di bambole scolpite
A fatica in botteghe
Ricorda solo odori di legnami
Ed ora gli occhi sono stanchi
Il vecchio solo sogna il suo canto del cigno
Addio alle streghe
E a chi di morte attende segni
Lui ora è oltre il cielo
E lì di pioggia non ce n'è
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che attende ...
Un saluto cordiale