Un lampo improvviso, un bagliore a tinte bianche mi colpisce. Mi tocco ovunque, tutto a posto. A dire il vero non sono mai stato tanto bene. Cosa sarà successo? Ricordo che ero in auto quando…no! Che spettacolo, ragazzi ! Sotto di me il mondo scorreva proprio come stessi volando. Non facciamo scherzi. Non ho mai preso l’aereo in vita mia per uno spudorato sacro terrore del vuoto e vorreste farmi volare da…da…Già, come sto volando? E dove sono? Mi risposero delle voci dentro di me : “Sei in Paradiso!” Ragazzi, finiamola, ho anche fretta e dovrei essere già al laboratorio, oggi ci sono analisi importanti da fare, mi farete litigare con la biologa ! Che strano, il tratto che stavo “sorvolando” era uno spazio immenso, verdeggiante ed io riuscivo a distinguere ogni filo d’erba che lo componeva, a sentire tutti gli odori e queste sensazioni esaltavano il senso di pace di cui tutto il territorio era circondato. Che avrò mangiato, ieri sera? Se ci fosse stato il mio amico Peppe avrebbe almeno visto a cosa mi hanno attaccato per volare così, senza che mi becchi un filo d’aria. Ma che dico, Peppe è morto…sarà in Paradiso, poveretto. Ora basta voglio scendere e vedere chi fa questi scherzi sciocchi a metà settimana, nel pieno dell’orario di lavoro. Speriamo, almeno, che tacciano queste voci dentro di me che mi proclamano in paradiso. Dovrò farmi vedere da un neurologo!

E dovrò anche prendermi un sano, meritato, giusto riposo. Gli ammortizzatori della “cosa” che mi trasportava erano ottimi. Fui depositato a terra senza scossoni ! C’era un profumo dolce e l’aria, se c’era, era immota. Feci qualche passo e non mi sembrò neppure di toccar terra. A dire il vero non sentii neppure lo sforzo delle gambe nel compiere quell’azione. Devo smettere di bere il grappino dopocena, mi dissi. Quello che mi incuriosiva di più era il fatto che non riuscissi a prendermela più di tanto per il contrattempo che stavo vivendo. Già, perché era un contrattempo organizzato maestosamente da qualche amico buontempone. Non potevo essere morto, non io, avevo tanto da fare ed i miei conti bancari urgevano della mia presenza. Oltretutto in Paradiso. Io, in Paradiso. Avrebbero preso una cantonata coloro che mi avrebbero visto in quel luogo. Non avevo i canoni della santità. Avevo vissuto la mia vita normalmente. Ora, non voglio elencare i miei difetti che sono tanti, non solo per vergogna ma perché potrei sminuirli. I pregi, invece…lasciamo stare ! E allora, basta così poco per conquistarsi il paradiso ? Avevo commesso tante marachelle nella mia vita…Le donne, ecco con loro le marachelle sono state tante. Tutto azzerato ? Tutto perdonato ? Non è possibile. Chi può amare tanto ? E il mio egoismo, la mia inosservanza di alcuni comandamenti (a cominciare da quello sulla fornicazione!)? Esiste un amore simile  ? Sono stato credente e praticante e mi faccio ancora queste domande ? Potevo fare di più, certo e non l’ho fatto. Devo ammettere che l’amico che ha organizzato questo scherzo non ha pensato che io mi ponessi queste domande. Se fossi morto davvero, avrei dovuto vedere la mia vita scorrere come in un film, per qualche attimo ed invece mi sono trovato a volare con una specie di parapendio per i cieli di chissà quale regione italiana. Se fosse stato vero, di me in Paradiso, chissà che risate si sarebbero fatte le quattro vecchiette  che incontro la domenica alla messa in paese ! Intanto ero arrivato sul cocuzzolo della collina e vidi, in una grande spianata una folla immensa di persone. Bene, pensai. Chiederò a costoro come fare per tornare alla mia auto. Quando entrai nel gruppo di queste persone, rimasi basito. Conoscevo tutti, ma proprio tutti solo che…erano tutti morti da tempo. Così mi convinsi di esserlo anch’io, ma non ebbi paura, sentii che c’era sempre qualcuno accanto a me che mi sosteneva ed incitava ad essere felice. Infine mi affacciai su una terrazza e vidi il mondo, gli uomini viventi che svolgevano le loro normali funzioni. Cercai di attirare la loro attenzione per invitarli ad una vita migliore. L’angelo che mi accompagnava, sorrise. Con calma, pronunziò una sola frase “Sei sempre il solito”. Perché, ad essere sempre il solito, non si guadagna il Paradiso ? 
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Commenti  

elisa
+1 # elisa 10-10-2015 17:58
Mi è piaciuto davvero tanto! Scritto con penna leggera, scorrevole e perché no? con un bellissimo significato!
Ciao Elisa
Giò
+1 # Giò 10-10-2015 18:14
... Bisogna vedere cosa intendi per "essere sempre il solito", certo tu sei quel che sei, ma c'è qualcuno che non è mica per la quale, sai? Allora che paradiso vuoi gli tocchi?... Bello bello, sincero di sentimenti, nella semplicità dell'anima, fiducioso e spirituale.
Complimenti! Ciao, Nì... ^-^
P.S. Speriamo di incontrarci, in Paradiso, che dici?! :o
nabrunindu
+1 # nabrunindu 12-10-2015 00:51
bel racconto, divertente e interessante allo stesso tempo. bravo!

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