Il vocio fino a tardi,
il brusio della sera,
le piante di basilico sui davanzali
e il loro profumo per l'aree leggera.


L'opprimente canicola del meriggio,
l'afa soffocante del pomeriggio,
la fastidiosa mosca del mattino
e il ronzante moscerino.


La gioventù si sparge, si corteggia
aspetta il primo amore, il primo bacio sotto il sole.
Si esce sereni e leggeri,
non c'è scuola, niente pensieri.


E nella remota campagna sta chinato il contadino,
che lavora l'arida e bruciata terra.
Solo nella natura,
di tutti quei divertimenti non si cura,
per lui é la stagione del duro lavoro,
non c'è riposo, non c'è ristoro.


In questa calura, io penso a te
dolce fanciulla,
niente mi dà pace,
né divertimento alcuno mi trastulla,
poiché senza te non c'è gioia,
senza te tutto é noia,
senza te é apatia,
un'insana malinconia.


Sto, pertanto, come quel contadino,
assorto nel caldo di luglio.
Per noi non c'è festa,
non é una bella stagione codesta.


Estate di nostalgia,
finale di un capitolo di vita andata via,
che non tornerà più.
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Profilo Autore: Antonio  

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