di cui ben pochi conoscono il vero perché.
Talvolta furono create per ricordare
eventi lieti o tragici della storia,
spesso hanno all'origine interessi ambigui,
ornati e celati da inesistenti stigma valoriali.
Consideriamo il Natale, il dono più grande
che il credente possa immaginare,
il Figlio di Dio nato per essere sacrificato
agnello pasquale, per la sua salvezza eterna!
Di fronte a tale, incommensurabile dono,
ogni altro dovrebbe scomparire
tanto meno essere invocato o desiderato.
In tale occasione, ai bimbi bisognerebbe,
insegnare a donare, non a ricevere doni.
Se poi non si è credenti, perché mai festeggiarlo?
E perché festeggiare il Capodanno,
che innanzitutto ci dice che l'anno
della morte di ognuno di noi
è di un anno più vicino
a quello che si fisserà sulla nostra tomba?
E dobbiamo aver ben chiaro
che non è il nuovo anno che, solo perché nuovo,
ci cambierà in meglio le attese e le prospettive,
ma siamo noi che dobbiamo darci da fare,
per cambiare in meglio le prospettive del nuovo anno.
E il giorno della festa del lavoro?
Se è il lavoro l'attività che ci permette di avere
una prospettiva di progresso della nostra vita,
esso andrebbe festeggiato lavorando,
per un giorno, senza compenso,
proprio per onorarlo in sé e per sé,
e non fuggendo da esso,
come fosse una liberazione starne lontano.
Le festività sono ormai un realtà fine a se stessa,
avulse dal loro significato originario,
spesso del tutto travisato e tradito,
cosicché, alla fine, si assomigliano tutte
per la loro inutile, scialba vacuità.
s’increspano le acque del lago,
sulle mie riflessioni
si ritira il sole.
E i miei sogni
si spengono
come la luce
oltre la collina.
Serro gli occhi
e la sera
lascia il posto
alla notte.
Nel buio
emergono alghe
e anatre selvatiche
tra scialbi luccichii.
un centurione
attraversa disinvolto
sulle strisce pedonali
Nel gelo del mattino
un cavallo strappato al sonno caldo
traina una carrozzella ancora vuota
Qualche turista coraggioso
inizia il turno di lavoro
alla scoperta di arte
leggenda
storia
e tante meraviglie
Osserva affascinato
e forse non capisce nulla
Oppure è preda
della sindrome
detta di Stendhal
Vede colonne e templi
Tanto marmo intorno
tutto ormai senza i colori del passato
Ammira quel gigante in travertino
che toglie aria e respiro all’orizzonte
chiude come un portone
il cielo
il panorama su Fori
Campidoglio e Palatino
Quell’ammasso
di pietrame scuro
è simbolo del nulla
Dell’invenzione della storia
di favole e leggende
per falsi santi e finti eroi
Lo acquisterebbero gli americani
che amano
il troppo esagerato
Qui lasciate solo
la lupa in Campidoglio
e tutto il resto
la mia vita si srotola
sulla verde radura
e si riavvolge in disadorno
rocchetto abbandonato
sul bordo della collina.
L’odio e l’amore
mi opprimono.
Mi cercano,
mi trovano
e trafiggono
la mia solitudine.
Come pareti d’alabastro
i miei silenzi
diffondono candore
in un prato di papaveri.
il fremer dei preparativi echeggia nell'aria
è un sentirsi più vicini
esprimere in modo più marcato
il buon sentimento più nascosto
Il commercio si fa grasso
addobbi
fragranze
sapori
e la gioia dei bimbi nel chieder il dono
Ma non c'è spazio solo per la materialità
c'è ancora chi sente nel cuore
il vero valore che ha il Natale
anche se lo esprime infine
intorno ad un tavolo imbandito
e con le tradizioni tramandate
ma nella famiglia riunita e affiatata tutto l'anno
in questo giorno che si celebra l'amore
nel trovarsi particolarmente
ancora tutti accanto
Certo c'è chi soffre di tanti mali
ed un pensiero forse invano
va anche a loro
è calore umano
ma non pensiamo sempre al peggio
basta poco
una parola di conforto
un abbraccio
un piccolo gesto
per sollevare per un pò gli animi
Chi nel cuore porta il calore
non lo sente solo alle feste comandate
ma ogni giorno in cui respira
e allora colgo l'occasione
per dire a tutti e augurare
indistintamente
come voi siate
un caloroso e sereno
Buon Natale
nell’immensità
sognando
ricordando
la felicità
la gioia
che mi contraddistingueva
pensieri che volano
giorni indimenticabili
di passione, emozioni
vagano
in uno spazio
cosmico interminabile
un grande amore
che occupava
tutte le ore del giorno e della notte
pensieri vaganti
di un amore immenso
che non potrà mai morire.
puro come un corpo sognato,
muto come una preghiera
nell’aria impregnata d’incenso.
Gli anni non scalfiscono
il vitreo silenzio,
raggrumato in turbinii di feste
e false esistenze.
E consumo il tempo
tra distrazioni inerti
e vacue nostalgie.
Pausa di riflessione
Prendersi un po’ di tempo
Una pausa di riflessione
Fare ai pensieri uno shampoo
E poi lasciarli asciugare al sole
Chiudere quei libri mai letti
Aprire con forza nuovi cassetti
E dare un posto alla volontà
Troppo spesso seduta lontana …dalla felicità
Ora è il tempo, che ti chiedi
Cosa farai del tuo domani
Guarda sono fermi i tuoi piedi
Ma sempre più frenetiche le mani
Stiamo facendo grandi lavori
Sembra che si debba andare più veloce
Ma ho l’impressione che in verità non si muove
È solo una società …precoce
Corre tutto quello
Che sarebbe meglio stesse fermo
È resta attonito a guardare ogni duello
Il mondo intero davanti ad uno schermo
Io mi prendo un po’ di tempo
Una pausa di riflessione
Faccio ai pensieri uno shampoo
E poi li lascio asciugare al sole
fulmine a ciel sereno
all'improvviso
è arrivato
l’ho attendevo da tanto tempo
meraviglia..
stupore..
misti a felicità
rimango esterrefatta
guardo il monitor
penso....ӏ una visione
un sogno..
oppure è tutto vero? “
raggiungo l’apice della soddisfazione
si può chiamare
vendetta..
destino..
ma poco importa
è arrivato quello che attendevo
da moltissimo tempo.
dal seno glorioso,
dal sesso carnivoro,
d'accompagnarci gaudenti
alla scoperta dei sensi?
Vorranno le nostre belle donne,
dagli occhi lucenti,
dai sorrisi seducenti,
accompagnarci felici
alle gioie famigliari?
Sapranno le nostre sagge compagne
dall'intuito preciso,
dalla tenerezza innata,
starci vicino
nei topici momenti ?
Potranno le nostre vissute mogli
dai tinti capelli,
dalla voce esausta,
tenerci per mano
nell'attimo fuggente
e li riempio
di solide convinzioni
persone uniche
sentimenti docili
Spazi vuoti
malconci o splendenti
dopo passaggi di sole e tempeste
storie impolverate e obsolete
fotogrammi sbiaditi e ingialliti
Lividi e cicatrici
da guarire e ignorare
orme di baci e passioni
evaporate e gocciolate
verso altri mari
Preme il bisogno
di una bella rinfrescata
con nuovi colori alle pareti
ed è un passo avanti
Nuova mobilia e tappeti
è tutto pronto
per respirare aria nuova
per voltare pagina
e scrivere
imprimere nuovi attimi di vita
A volte mi chiedo
come tu possa
rimanere solo
di fronte alla tempesta,
ulivo,
mentre dietro la finestra
gocciola e si curva
il tempo mio;
tu che mi elemosini
con garbo
il sussurrar delle fronde tue,
e mi dici, lo sento
- quasi un canto verdazzurro
"L'eterno è solo
amara contemplazione."
In questo mondo dove i valori non contano più niente
In questo mondo dove vince solo chi fa il prepotente
Un grido si alza silenzioso dalle viscere del mio cuore
Un grido di speranza per un futuro che sia migliore
Basta con la gente che con la rabbia e per frustrazione
Annienta ogni sogno e cancella tutte le emozioni
Quelle che avevano da bambini quando mano nella mano
Sognavano che il futuro ci potesse portare lontano
Gente come noi che sogna ancora di poter cambiare il mondo
Gente come noi che per la vita nutre un sentimento profondo
Che vuole vedere ancora dei bimbi fare un girotondo
Che vuole vedere di nuovo la pace regnare in questo mondo
In questo mondo dove in un secondo si può sparire nel nulla
In questo mondo dove si fa scempio di una piccola fanciulla
Un grido sale dalle viscere della mia anima candida e sincera
Un grido di speranza per un mondo dove sia sempre primavera
Ed io che sono solo un puntino nel mare dell’Universo
A volte mi sento solo e mi ritrovo come disperso
E vorrei urlare al mondo intero che così non si può continuare
E vorrei urlare al mondo intero che il mondo si può cambiare
Gente come noi che sogna ancora di cambiare il mondo
Gente come noi che per la vita nutre un sentimento profondo
Che vuole ancora vedere dei bimbi fare un girotondo
Che vuole di nuovo vedere la pace regnare in questo mondo







