nuovo.
Trovarsi a parlare
con uno sconosciuto.
Pian piano scoprire
le mille cose in comune.
La chat che si riempie
giorno dopo giorno.
Scambiare opinioni importanti
oppure solo delle risate.
Attendere....
quella presenza....
Sentire la
"mancanza".
Mi sembra strano ammetterlo
ma mi piaci ! ! !
il vecchio barcollante
che cammina lentamente
sul marciapiede.
Non è ubriaco,
è un sognatore.
E’ attento all’inesistente
e forse ancora spera.
La sua felicità risiede
in attimi leggeri
e nel sogno incantato
della semplicità.
sognavamo tanto
giovani e spensierati
coi capelli al vento
si andava in motorino
a cercar ragazze.
Bei tempi gli anni ottanta
bastava un niente
per divertirsi tanto.
Erano i giorni
del tempo delle mele
dei bravi musicisti
che facevano sognare.
Bei tempi...
L'Italia vinceva il suo mondiale
il papa buono
che riusciva a perdonare
i nostri primi amori
nati sulle spiagge
bastava qualche sguardo
e già t'innamoravi.
Che tempi gli anni ottanta
i nostri tempi...
giochi che ci facevano
stare insieme con pochissimo
ci divertivamo un mondo
bastava un pezzo di carta
piegato destra, sinistra
la barca era pronta
una bacinella di acqua
iniziava la gara
quale era più bella?
quale andava più veloce?
giochi di ragazzini felici
innocenti
giochi che adesso
non conosce più nessuno
non sanno neppure
fare la barchetta di carta.

Sarà che forse non mi riconosco
Dove sarà la mia nuova dimora
Pensare al momento del trasloco
Da questa città vorrei allontanarmi
Se solo esistesse distesa galleggiante
da lì costruirei una passerella
a l’unica certezza che in me sopravvive:
la madre, lo spirito e l’inesistente.
il verde degli alberi
e il mio cuore pulsa
nelle striature di una foglia.
Sogni e sentimenti,
idee e colori,
sapori e suoni
in un marasma di felicità.
Finzioni d’interludio
coprono astratti amori
tra sensazioni d’incredulità.
non rimane che accettare
di doversi rialzare
per poi ripartire.
Non c'è tempo per pensare
nè una scusa per non riuscire
a superare i difficili momenti
che la Vita ha deciso di offrire.
Solo in Te possiamo confidare,
certi dell'aiuto che non sempre
sappiamo apprezzare.
Donaci ogni giorno la forza di perseverare
nell'abbraccio fraterno
che raccoglie ogni nostro tormento.
il cosi detto “Gigante di Pietra”
un gigante buono, creazione a
testimonianza della Santità del Signore
La guglia si perde nel cielo
color indaco, nuvole ancora sfumate
dall'ombra del sole che tramonta
creano un'aura misteriosa,
ricordano la religiosità delle cattedrali
Nella sera di un giorno
oberato dal sole, da una brezza
quasi primaverile che muore pian piano,
osservo col cuore commosso
da tanta bellezza, da tanta pienezza
che dona all'anima serenità
e ringrazio di essere viva
Il cammino che sto percorrendo
di sofferenza, di cambiamento totale
arricchito ha di sensazioni intense,
i sorrisi, le lacrime, le carezze
i tuoi sguardi profondi, sono mutati, arricchiti
di una spiritualità
alle quali i miei occhi erano ciechi
La stanchezza mi prende
dolce sensazione di aver vissuto
una giornata ricca, piena di luce
le lacrime che allagano gli occhi
sono parole di preghiera silenziosa
Domani tornerò da te amore
ti racconterò tutto questo...
ed un giorno non lontano lo vedrai …
si rivedremo insieme questa immensità
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IMMAGINE DAL WEB DEL MONTE MONVISO, PIEMONTE
sono universi separati,
uniti da ponti immateriali,
su cui, a cavallo di bit,
viaggiano riflessi di emozioni,
simulacri di passioni,
conoscenze vere, ma astratte,
svuotate dalla loro carnalità
fatta di tocchi, gesti e sguardi.
Nel mondo virtuale,
il tempo è in ritardo di quel attimo
che serve alla trasmissione,
premendo sul tasto invia.
Non è un mondo men vero,
ma è diverso da quello reale,
è composto da pixel più studiati,
da byte appena meno spontanei.
Quando ci proiettiamo nel universo virtuale,
è come se usassimo il teletrasporto,
passiamo da qui a li, attraverso
una demolecolarizzazione del nostro essere,
che poi astrattamente si ricompone
in una immagine oleografica, creata dalla mente.
E sono quei ologrammi che comunicano tra loro,
che si attraggono o si respingono,
che si raccontano più o meno sinceramente.
Ma mancherà sempre la lettura degli occhi,
la simbolica comunicazione dei gesti,
l'intima sensazione del tocco,
che possa fare divenire quello scambio astratto
una verità palpitante di vita.
Ci sono momenti
che guardare dentro le persone
si aprono voragini,
la vertigine non lascia
spazio,
il nulla
e' ombra senza confini;
la poesia si spegne.
Le vibrazioni dell'anima
indugiano raminghe,
cercano, bramano
l'eco dell'amore
dove poesia sosta.
Il bagliore dell'attimo
congiunge all'estasi
d'un momento di vita
piena di soffusa lirica,
e la vertigine si schiude
dentro un mulinello
di parole..
come respiri di bosco,
mormorii di fagiani
come sapori di fragole,
voli di rondini
come suoni di prati,
odori di libertà
come sussulti di colline,
tepori umani
come rivoli di felicità.
Ardori dell’anima,
tra sublimi incanti,
m’inducono
a godimenti innocenti.
fanno stragi ed inganni
mentre fuori si muore
loro vivono agiati
in palazzi dorati.
C'è chi vede un paese
dove tutto è una manna
e ci viene di corsa
affrontando tempeste
rischiando di morire affogato.
Una gran delusione
per chi riesce a campare
non è questo il paese
che ha sentito parlare
chi ci vive fatica
a tirar fine mese
perché i ricchi hanno fame
di sontuosi castelli.
Diventa la guerra
della povera gente
che si ammazza
per un tozzo di pane
d'altronde hanno fame.
Niente rimane.








