I graffi sulle mani, le more nel cestino.
Era la mia estate...
Non l'ho più visto il sole del mattino,
brillare d'innocenza
come gli occhi di un bambino
Anche i temporali, improvvisi
e prepotenti,
non mettevano paura.
Ti facevano fuggire
dal mare o dai giardini,
oppure, alcune volte
t'invogliavano a restare
lì a piedi nudi
con la voglia di gridare:
la pioggia non mi punge
anzi, mi consola.
Buttala giù, buttala Tutta!
Poi liberami il cielo
che ho bisogno di volare.

Commenti
Ibla mi hai fatto respirare per un attimo l' aria dolce di quei tempi.
Poetessa che ho nel cuore
Carla
Mi fanno ritornar alla mente quando ero ragazzino.
Allora non pensavo alla cattiveria altrui. Non esisteva in me la paura e la diffidenza. Raccoglievo more infilandole con ago e cotone e poi li regalavo soddisfatto.
Quel gesto mi rendeva felice!!!
Ciao Ibla
Saverio
Oceano