La pelle del viso cambia colori.
Tu non li vedi, sono solo riflessi,
i riflessi migliori dei migliori tramonti
sotto i quali da sempre insistiamo

per assistere ai riti dell’esser felici
che pensiamo un diritto acquisito
epperò… non lo siamo…lo siamo…
non lo siamo…lo siamo…

Ti verrà d’aumentar la frequenza
dei battiti tuoi delle ciglia stupite.
Sentirai un inizio d’umido agli occhi:
stilla di miele, la miglior testimone.

E intanto benvenuta è la pioggia,
la più amata che sia mai esistita,
teneri scrosci dei brividi d’Eden
che cadono muti sul cuore e le gote.

Avrai come freddo, anche d’agosto,
ma febbre non è, è tua suggestione.
Avrai come caldo, anche d’inverno,
ma caldo non è, è sudore alle mani.

Disteso nel mezzo di mezza noce,
barca sicura in un mare impensato,
è così che in fuga tu metti la morte,
che vita tu plachi e poi ridisegni.

Spogliato di scudi, di te solo armato,
alato nel cielo che annulla ogni età,
è così che infine il respiro rimandi,
che pane tu mangi e bevi emozioni.

Non tenertele strette, non sii avaro!
Non celarle nel sacco creduto proibito.
Raccontale!

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi*   Sostenitore del Club Poetico dal 04-03-2020

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