Le ali di un campo magnetico
e al centro l'insetto
muove gli occhi
divora libri, i discorsi convergenti
richiedono attore e spalla
nuda d'angelo,
hai idea di quante inibizioni servano
per volare a mezzo cielo?
In fiamme ossidriche, le rotaie
corrono nelle sabbie del deserto
o verso l'istinto della specie,
verrà la marea elettrica
a capovolgere conchiglie
io faccio tesoro del disordine
suono d'arpa,le tue dita,
sul monte brillano campane.
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Profilo Autore: cordaccia  

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Nella mia anima sei entrata senza

bussare, come la luna

prepotentemente dalle imposte.

Come le emozioni forti d’improvviso

sei uscita dalla mia vita come dal tuo

cappotto in morbido velluto a coste.

Dai miei righi ti sei sollevata

verso le Nuvole

di cassata dalla veranda

come fumo dal bollilatte.

Un acquazzone improvviso annuncia

di nuovo il sereno, anche se resto qui

come un gatto che lecca raggi di luna

nella scodella, pensando siano latte.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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La notte ti leggo poesie.

Tu canti per me e balli

in punta di piedi.

Di giorno vieni, prendi

da me da fumare

e come se io non ci fossi ti siedi.

Di notte ti piace

che tolga la sabbia

dai tuoi piedi,

ma il giorno fai di me

un granello

che neppure vedi.

Quell’estate saresti potuta esser

una cantante o una ballerina.

O un’attrice da tanto eri bella.

Semplicemente non stavi più

seduta sui miei righi, ma

del cielo di un altro eri già la stella.

 

(Nella mia casa non ci sono fotografie e Nello stanzino delle cose vecchie da Ora che sta per

 morire quell’ostinato vecchio stanco.

Ragazza che non ho da Mamma dormiva, stanca di ago e filo nella sera

Vado a dormire da Corri da lei e amala, ma non amarla troppo

Hotel cielo stellato e La prima volta da Un nodo infondo alla gola come lo è a volte un ricordo

Al pianoforte da Un acquazzone improvviso annuncia di nuovo il sereno)

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ti scrivo a questo vecchio

indirizzo di una cartolina dal mare

mai spedita dopo che dicesti

che mi avevi smesso di amare.

Chissà se i tuoi riccioli invadono

il cuscino di qualcun altro,

e se i sogni che fai

sono belli come quello nostro.

Chissà se togli sempre i jeans in

quel modo che era già fare l’amore.

E chissà se continuerai a sedere sui

miei righi ancora con il tuo odore.

 

(Sandali e Potenziale suicida da Come un aedo giunto alla sua ultima festa.

 Cielo pirico e Così poco da Un acquazzone improvviso annuncia di nuovo il sereno)

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Ho ritrovato nella mia vecchia

cartella di cuoio rattoppata

color mandorla e frumento

tutta impolverata

la tua catenina ormai orfana

de I colori dell’argento

per opera del tempo.

Ma custodita con quel momento

in un fazzoletto con ancora le tue

lacrime nascoste per noi aurighi

che optammo per lasciar l’agone.

Dopo anni seduta sui miei righi

vorrei sognare un finale diverso.

Ma io e Luciano, scesi dalla biga,

pensando non fossi solo un ludo

ad opera del vento, in punta di caliga

sospingemmo i nostri cuori orfani

di te alle labbra della notte.

Sorrido ripensando a noi tre insieme

a rimpinzarci di ciclopiche pagnotte...

Serrando la cartella, ora che sta per

morire quell’ostinato vecchio stanco

son consapevole che due palafreni non

possono star legati ad egual battifianco.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Dovete sapere che al civico

cinque di via delle Cascine

all’ombra dell’Olmetto

il telecomando del televisore

è un’estensione del braccio

di mio figlio che prima o poi

abbisognerà di un brevetto.

E’ l’elemento mancante

quando sotto la doccia

canticchi quel motivetto.

Il telecomando del televisore

è una creatura balorda che

si annida con fare insolente

tra i cuscini del divano.

E’ il cerimoniale che al

bisogno gioca a rimpiattino

col povero ciambellano.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Sotto il grande albero

addobbato,

dirimpetto alla fitta siepe,

come si conviene

tra colleghi,

o innanzi al presepe

se scruterete

attentamente

e senza precipitazione,

scorgerete i miei

più sentiti auguri

in ogni vostra abitazione.

Che si depongano

gli esplosivi: c’è parecchio

da piangere anche senza.

Che gli psicotici che fanno

normalmente segnare dagli

psicanalisti grossa affluenza,

in tempi di crisi non

accalchino le sale di governo.

E che si capisca che un cerino

conta più che focalizzare ogni

sforzo sul progresso, specie

a Natale dinanzi al camino.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Le ali che non ho chiesto,

le ali che mi hai regalato

nel giorno di sole innocente,

sono qui: l’oriente era a nord

nel regno delle luci perenni

e la bussola segnava il passato

a contatto con l’acqua di mare:

ho visto il luogo delle zagare

da bambino e non ho sconfessato

nulla del domani. Ti parlo a cenni,

in un battito di ciglia da record

l’attimo d’amore perfetto. E’ niente

-potrete dirmi- è solo un fiato

nella vita del cosmo, un gesto

 

senza importanza. E quella danza

intorno al fuoco di notte tra le grotte

dalle bianche pareti, quel suono

che arriva dal cosmo in spartito

binario? E’ un treno di stelle pulsanti

in direzione contraria al tempo

di tutti, tutto l’amore concentrato

in un battito del cuore: non è stato

il creatore di sogni a inventare il lampo.

Il diffusore di note ha scale volanti,

scriverà per te un libro in sanscrito

nell’anno delle meduse in kimono

e della guerra degli umani. Sarà la notte

del canto delle sirene nella nostra stanza.

 

 

 

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Profilo Autore: mybackpages  

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Oggi è il tuo compleanno
Auguri di cuore
Auguri a te
che invano hai cercato
di vivere come sognavi
il
tempo di un battito
ammalato, che non sapevi perchè
quando eri lontana da lì
dove hai lasciato il tuo cuore
mentre pioveva il tuo destino
incessante
eri combattuta tra desideri
non sapevi che fare
prendendo una strada
tortuosa e dietro finte ragioni
che avevano deciso
per un'anima sofferta
ove nell'aria sentiva
i temporali allontanandoli
da lei, le zavorre portandosi


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Profilo Autore: poesie profonde  

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C’ero quando intorno ai tre anni

assaggiasti la polpa di granchio.

Il tuo musetto disgustato diceva

tutto; e quando ti cavasti quasi un occhio

col turacciolo a Capodanno.

C’ero quando prendesti un granchio

per non dar retta ai tuoi fratelli.

Ma sei il mio più giovane figlio maschio,

e nessuno te ne ha mai fatto una colpa.

E c’ero ogni volta che pur di chiudere il cerchio

sei stato disposto a prenderti

ogni tipo di rischio.

C’ero, anche se lontana, quando raggiungesti il

Mali sulla linea immaginaria del Tropico del Cancro.

E iniziai a immaginare come questo male

avesse potuto modificare la linea che ci lega dentro.  

Ci sono anche adesso che di anni ne hai cinquantatre,

e hai ancora quel musetto; ma Dio non ce l’hai contro.

Ti guardo con amore dalla foto sulla credenza, e per te

ci sarò sempre anche se mi ha strappata a voi il cancro.  

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Il corvo

allo scrittoio

emette note basse e appunta

note su di un notes.

Col becco incollato all’orologio.

Seduto

allo scrittoio

canticchi “Alice guarda i gatti…”

e annoti note su di un notes.

Con il naso dentro l’orologio. 

Dopo giorni

allo scrittoio

a dispensar carezze al bianco coniglio

sulle ginocchia, dovresti forse

accostarti ad altro abbeveratoio.

Dopo ore ad inalar mercurio

allo scrittoio

del termometro come il tuo cuore in cocci,

dovresti forse concederti un tè con diversa

lepre o marzolina, solo oltre il corridoio. 

Pervaso dagli aromi di una falsa zuppa

di tartaruga, oh artigiano dell’ accoratoio

torna brucaliffo…

Regina di cuori ti ha stregatto corvo

mio, sottosopra come lo scrittoio.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Credici
Quando parlo di te
una lettera si scioglie 
È un bacio fragile 
 tra le mie voglie
che ancora tengo stretto
perché è quello che mi aspetto
nel petto batte forte 
è un coro teatrale
è un bacio che assaporo 
che sa di dolce miele 
che scioglie il nodo in gola 
e non conosce il fiele
è zucchero filato 
fedele e sa di viola 
s’accende e si colora
ricama  pure il cielo 
E pur di arrivare
a sfiorare le tue labbra
si cela di  poesia
e ricrea la magia.
Credici , Credici pure tu 
Sciogli i miei capelli 
stringi i miei fianchi
affolla i miei pensieri
e non dimenticarmi. 
Credici , Credici  pure tu
 Di salsedine le mani 
occhi pieni di stelle 
di grandi lavagne azzurre 
tatto sulla pelle
di pizzichi in volo 
e Albe di  cristalli 
sussurri di  farfalle 
e tramonti ribelli 
echi di tuoni 
agli angoli del cuore. 
a gridare
a tutto il mondo
che il nostro è un  grande amore.  
Credici, Credici pure tu ...


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Dal Web


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ad incontrarti son pronta
or che un bagliore 
nei tuoi occhi tramonta, 
mentre mi tieni le mani
e mi sorridi con la tua fierezza.
Il mondo 
ancora una volta 
ti piace sfidare. 
Avvolta 
nel tuo alone di pace, 
in te mi par di vedere
un passero impaurito, 
quasi atterrito 
che ha bisogno di esser rassicurato
con tutto il cuore, cullato. 
Nonna
senti ancora 
il mio amore intenso
che si espande 
per tutto l'Universo?
Seppur sei isolata 
da una nube dorata 
ancor  su questa terra
tu sei invocata.
Nonna,
tu che mi hai insegnato
a lottare
e sempre di più
a sperare,
che mi hai donato 
sempre gioia e allegria
seppur coi tuoi occhi profondi
velati da una certa malinconia,
Nonna 
ora io so...
tu vivi con serenità

là nell'immensità
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Profilo Autore: Arianna Mosconi  

Questo autore ha pubblicato 52 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
La notte buia ti ha preso nel suo petto,
ti ha distrutto nel profondo.
Ha divorato le tue carni senza cura,
e rimasta solo la tua ombra,
così fragile e bianca.
E ti guardo passare i giorni dentro la tua gabbia,
cerco invano di trovare la chiave,
ma è celata al mondo,
e rimango inerme a guardarti,
senza più riconoscerti.
Non resta più nulla di un tempo,
solo occhi di cielo, vacui e stanchi,
che mi guardano con un soffio smarrito.
Tutto passa, tutto scivola piano,
dammi ancora la tua mano .
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Non è proprio così.

E lo dico davanti a un Bergamino

dal quale manca sol un bicchiere.

Fino a che un solo mastro nella

sua bottega continuerà a forgiare

versi, continuerà ad accadere

che Atreiu fermerà il Nulla e una

brama possa ridar vita a Fantàsia,

sebbene sembri non appartenere

pìù all’editoria esporsi al cimento.

Finchè anche un solo bergamino

con l’arrivo dell’estate dal podere

eserciterà la transumanza

delle mandrie sulle montagne

alpine o nella valle tanto ambita,

noi retrivi baluardi della poesia

continueremo a far parte

noi tutti della storia infinita.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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