Le ali che non ho chiesto,
le ali che mi hai regalato
nel giorno di sole innocente,
sono qui: l’oriente era a nord
nel regno delle luci perenni
e la bussola segnava il passato
a contatto con l’acqua di mare:
ho visto il luogo delle zagare
da bambino e non ho sconfessato
nulla del domani. Ti parlo a cenni,
in un battito di ciglia da record
l’attimo d’amore perfetto. E’ niente
-potrete dirmi- è solo un fiato
nella vita del cosmo, un gesto
senza importanza. E quella danza
intorno al fuoco di notte tra le grotte
dalle bianche pareti, quel suono
che arriva dal cosmo in spartito
binario? E’ un treno di stelle pulsanti
in direzione contraria al tempo
di tutti, tutto l’amore concentrato
in un battito del cuore: non è stato
il creatore di sogni a inventare il lampo.
Il diffusore di note ha scale volanti,
scriverà per te un libro in sanscrito
nell’anno delle meduse in kimono
e della guerra degli umani. Sarà la notte
del canto delle sirene nella nostra stanza.

Commenti
Il modo più semplice per chiarire che cosa deve essere una poesia Francesco è quello che tu ogni giorno dai. La tua scrittura rimane per me un faro,
una luce che avvolge, in ogni rima che nasce in te c'è la fantasia e la bravura, una magia qualcuno direbbe, una realtà per me che ti conosco e so con quanta interiorità e tenerezza vivi...è il mondo ad essere arrogante e sbagliato, non certamente i sentimenti che ciascuno prova. Ed è l'impegno a migliorarci che ci contraddistingue non le parole, ma i fatti.
Buon Natale a tutti.
Un caro saluto da Poesilandia
Carla