Ora naviga acque tempestose
la nave mia e i demoni dei venti
lampeggiano ogni notte dalle nuvole
e tuonano minacce fino all’alba.
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Addio mari di prima gioventù,
dolce malinconia dei primi amori,
quando prendevo il largo
col vento nelle vele e una canzone.
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Addio! E grida pure al tradimento,
lancia maledizioni anche alla luna,
ma sta pur certo che la giovinezza
che viaggiava con il soffio della brezza
è un ricordo lontano.
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Ore 12,27
Martedì 18 novembre 2025
Sonetto classico, endecasillabi canonici a maiore, quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
I politici sono un'altra razza,
questi che spadroneggiano in TV
ignoranti sciacalli e nulla più
tanto che la mia mente s'imbarazza.
Eppure tanta gente ci si arrazza
per urla d'arancioni contro blu
o quei che vanta un filo con Gesù
ma s'hai color sbagliato poi t'ammazza.
Fieri dell'ignoranza ch'è sovrana
e d'analfabetismo che s'espande
non si vergognano, escon dalla tana
e fanno a gara a chi ce l'ha più grande
da usarlo per batacchio a ogni campana
invece di celar nelle mutande.
06/11/2025
Ballo nudo
al centro della piazza è un sogno,
ma se sento i piedi freddi
al contatto?
Dove sono seduto
c'erano animali preistorici,enormi
e il tam tam dei bracconieri venuti a cercarmi
dalla dispensa al comò.
Aspetto sempre le foglie d'Ottobre
e le lune castoro
che portino luce e cristallo,
che riscaldino le mie
scarpe nel fango.
Sonetto classico, endecasillabi canonici a maiore organizzati in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
Non è mio rosso certo relativo¹:
s'espande goccia a goccia dentro il cesso
da rosso chiaro a rosso cupo adesso
che cerco un qualche effetto lenitivo;
per questo penso in rima mentre scrivo
e misurando i versi cerco amplesso
che mi distragga un poco da me stesso
e dal dolore in basso che ora vivo.
Ancora perde come fontanella
ché troppo lente son le cicatrici
e resto della tavolozza in sella
tappando bene fragili narici
che la fragranza trovano non bella,
troppo vicina a mie vere radici.
¹: come già il brano di Tiziano Ferro, questo scarabocchio non parla di amore, di rosso come il cuore o come una rosa spinosa. Parla di altro rosso.
05/11/2025
ha percorso strade antiche
e ne porta con sé gli odori.
Scivola via, scorrendo tra dita strette,
mentre gli ultimi secondi
svaniscono come luce stanca.
E rosse foglie invernali lo trasportano,
custodi fragili
di colori ormai sbiaditi.
Scivola sul brillìo di onde infrante,
sui raggi deboli
di un gelido sole.
Attesa silenziosa,
lenta, paziente e fiduciosa,
accompagna il suo passaggio.
Scivola il tempo a rinnovar le stagioni,
e presto Zefiro, gentile dio,
s’affaccia tiepido e primaverile.
E ancora scivola il tempo,
accarezzando i volti,
portando profumosi fiori
a risvegliare la terra.
NULLA DA SALVARE








