Che una rosa rossa può ferire !
Che la parola ti amo
può dare inquietudine ;
che tu in esso ne fai parte .
Mi è stato detto
che ogni cosa ha il suo tempo !
Che tutti i cieli albeggiano nel mondo ,
che con ogni emozione
si può avere spazio tra la gente ,
e l’inteso affetto lega le anime buone .
Quante cose si apprendono dalla vita !
Oh ,se solo tu potessi capirmi …
So che le parole sono sorde
facili da usare ;
ma quello che conta
è il brivido dell’amore .
Mi è stato detto
che c’è attesa
al di là d’ogni aspettativa ,
che azzardare è logico ;
come è logico esprimersi , amarsi .
Che solo con la sincerità
si ottiene il sensibile consenso ,
l’altrui ampiezza ,
nell’anima si apre .
Mi è stato detto
che prima di parlare
bisogna contare le parole ;
che i minuti sono numeri preziosi .
Mi è stato detto
che bisogna restare se stesso ,
che se è amore
l’alba si fa chiara .
corri nel vuoto
filo invisibile
che lega il tuo nome
a quel ricordo
ti immergi e riemergi
in quell’onda
fatta di niente
e di tutto
quasi impalpabile
senza equilibrio
come stella stai
senza equilibrio
come stagione passi
senza equilibrio
puoi lo stesso camminare
sopra e sotto
il mondo sembra uguale
scivoli su sfere
fatte di vetro
e specchi
cadi e ti rialzi
in equilibrio sull’aria
afferri il vento
e riprendi il volo
con ali leggere
senza equilibrio
come stella stai
senza equilibrio
come stagione passi
senza equilibrio
puoi lo stesso camminare
raggiungere luoghi lontani
restare lì
e respirare lentamente
abbracciata all'incanto del belvedere
di nuovi orizzonti
A volte vorrei saper parlare
di parole nuove
al riflesso dell'anima
in questo specchio di vita
che muta intorno
e ingoia volti e nomi
voltando pagine incomplete
A volte vorrei tornare indietro
altre volte
vorrei correre
più veloce del tempo
e fiorire serena
come una nuova rosa profumata
comprese le spine
Vorrei avere coraggio
il più delle volte
di alzarmi da questo giaciglio
che coccola
e frantumare muri
per iniziare a camminare
tenendo stretti per mano
sogni da troppo tempo
polverosi
Come elementi casuali
siamo noi i due codirossi
che cambiano stella,
che cambiano casa
per ricominciare:
dal cavo monogamo
dell’albero di mele
(con cento ramoscelli,
due fili d’erba rossa
e mille foglie blu),
al soffice labello
dell’orchidea.
Sedici anni luce
più in là.
E cantiamo;
che se la selezione
ignorerà l’insuccesso,
almeno preserverà ancora
la mia rara livrea nuziale,
le nostre note alternate
in settima diminuita,
e il dolce strazio
che da la fame.
Sarà che ci sei tu
in quel nido;
e che è di già
pieno di piume,
di uova vulnerabili
e di una storia vetusta:
ma non mi sento imbrigliato
in alcun logos ordinatore con te,
in nessuna invincibile spirale genetica.
Non è accidentale, non succede per caso
che io ti possa amare così tanto.
sul vangelo su Dio sulle mie azioni
su tutto quello che ho creduto da bambino
su quello che mi è stato sempre da vicino,
su Eva ed Adamo e la mela ed il serpente
sull’albero dannato e poi la sua gente,
la gente siamo noi disperati e convinti
che siamo suoi fratelli vincenti ma non vinti
perché abbiamo oggi la parola concreta
di un uomo Dio che è anche profeta,
Gesù che sei la fine l’inizio universale
del bene, del mondo e del tempo che vale
aiutaci ti prego a convincere il mondo
che tutto intorno a te è semplice e rotondo
che tu sei verità e vita e sei l’inizio
del mondo della fine e del suo precipizio,
aiutaci a rispondere al male che il demonio
ti sta creando intorno col suo pandemonio
di furti di bugie di astuzie e di malanni
che cerca di diffondere per secoli e per anni
aiutaci davvero perché siamo da soli
in questo mondo triste che sembra che s’involi
in vie disperate infernali e concepite
per essere annientate dal tempo e poi finite
nel nulla dell’eterno perduto e mai creato
inutile senza’anima e a niente mai pensato.
né del silenzio che avvolge
le tue idee,
non sono l'appiglio notturno
delle tue scorrerie d'amore
o la mano che ti afferra
mentre tutto l'universo precipita,
ma ho il talento della fuga
e so quando lasciarti
per impedire che la mia essenza
occupi il tuo spazio.
So essere cenere
quando ti trasformi in fuoco
per farti vivere
la tua inestimabile passione.
Appesa ai vetri
l'aria gelida
rincorre le ultime foglie
che abitano questa Domenica.
Disperse qua e la
tra gli sbuffi del vento
avanzano frenesie.
Io invece cerco la quiete
e mi abbandono
trattenendo il cielo dipinto di nero,
tra le righe conservo un graffio,
un brivido sulla pelle e un pianto
dell'inverno agli occhi.
Vivere, si certo ma fino a che punto
l'anima può sorreggere tutto il male
che pesa, ingannando se stessa
a proseguire per la sua strada
non abbattendosi e non arrabbiandosi
coi bisbigli della gente, se non vuol
solo sognare, ed incontrare la vera realtà
che fa paura ma necessario è
per non imbrogliare la verità
che ogni giorno leggiamo sui giornali.
Non trovo le parole per gli attentati
ormai all’ordine del giorno.
Per le guerre nel mondo
è per i morti che essi ne scaturiscono.
Non capisco
la maleducazione della gente.
Sono felice per la nascita
di una vita.
La gioia di una famiglia attorno ad un tavolo
dopo una lunga attesa per un’adozione.
Non trovo le parole per la tristezza di una donna
per la lontananza del suo uomo.
specie sugli spalti delle metropoli
urlanti,
nei meandri rumorosi
di cuori in fuga,
tra i boati del richiamo
di campanili e minareti
a inevitabili guerre sante,
nel fragore inconcludente
di liturgie d'indifferenza.
Dovremmo calarci
nelle brevi pause di
silenzio siderale
prima di prestare le mani
al frastuono delle attività
e alle orge di energia
che ci catturano la mente.
Ne avremmo veramente bisogno,
per afferrare nel giorno
qualcosa che ancora ci parla nel sogno.
L’acqua limpida
e calda.
Scivola
sul mio corpo
Leggera come una piuma
mi abbracci mi baci.
Le tue mani
mi fanno volteggiare.
Le onde
si agitano.
Il vento le fa alzare infrangendole
sui scogli sulla sabbia.
Vento di passione
e d'amore.









