gioiosa, in rima stesa mi appare
la tua sinuosa curva ed il sorriso
l'inchiostro della tua beltà si è intriso
e il dubbio mio di perderti scompare
sei, lettere di corsa su di un rigo
per far capir il tempo e la passione
la paura e la suspance di un intrigo
si cela in ogni tua nuova posizione
... ed io sulla scrivania chino
non perdo neanche l'impercettibile respiro
che anima il tuo corpo lo rende vivo
e ti inarca come in un lieve inchino
gioiosa, in rima stesa mi appare
la tua dolcezza e la perfezione del tuo viso
come ancella alle porte di un paradiso
ed io non so nasconder il mio peccare
gioiosa, in rima stesa mi appare
se sono figlio
o se sono fratello
svegliatela dalla tomba
e portatela qui
davanti a me, adesso
in questo momento.
Chiedetelo a mia madre
se sono astro nascente
figlio di puerpera
o granello di sabbia
disperso nel tempo.
Chiedetelo a lei
lei che mi ha visto piangere
sul suo seno
sulle sue piaghe d'amore
sulla mia paura di spiccare il volo
e indossare l'abito di un uomo.
Chiedetelo a mia madre
di che morte io morirò
se sono figlio o sono padre
se sono croce, spina
o Dio del mio stesso male.
Chiedetelo a lei
è lei che custodisce la verità
lo Spirito e la certezza
l'anima della mia Sacralità.
sulla limpida perfezione del giorno.
Il torpore sensibile dell’ozio
come una piuma leggera
mi sfiora il viso
e riveste l’anima
con i colori della campagna.
All’ombra del glicine
il mio cuore blandisce
tremule passività
e tira fuori
dai cassetti della coscienza
pensieri,
sentimenti
e sensazioni.
E come oggetti
li cosparge sul pavimento,
disordinatamente.
dove m'aggiravo con labbra astronome
a disegnare costellazioni senza nome,
e lo humour con cui i tuoi seni diseguali
facevano a gara a cercare le mie mani
per farsi scolpire in nuove, plastiche forme.
Ho amato di te le tue vigorose cosce ardenti
che s'addolcivano nella curva dei glutei arroganti,
e l'aura odorosa che esalava dalle morbide pieghe
dell'antro malcelato sotto il boschivo colle
a cui anelavano i miei istinti impetuosi.
Ho amato di te l'abbandono fiducioso
con cui mi lasciavi entrare nella tua casa segreta
offrendomi cibi divini e ambrosie spumeggianti,
fra canti e soliloqui con cui accompagnavi
la mia libagione frenetica e golosa.
Ho amato di te le tue mani veloci e sapienti,
con cui curavi il mio arredo di preziosi beni
e la gioia delle tue labbra che s'abbeveravano
alla svettante fonte, mai avara di nettari sontuosi
a tracciare geroglifici sul tessuto rosato del tuo grembo.
Ho amato di te il tuo corpo steso di fianco al mio
a sopire i respiri accelerati e le stille di sudore
e il bacio di complicità che ci scambiavamo,
mentre le nostre mani esauste posavano lievi
sulla semisfera delle nostre natiche impudiche.
dalle mie finestre
vedo improvvisamente filtrare.
Scruta i miei intricati pensieri,
nutre una fede
che sembra a volte vacillare.
Una sigaretta dopo l'altra
si consuma rapidamente:
nuvole di fumo lambiscono quel fascio,
lo avvolgono in una spirale
dove i piu' contraddittori sentimenti
si scambiano colpi proibiti.
Ma la sorgente di luce
e' incorruttibile:
cortina fumogena assai densa
si disperde in pochi secondi
e lo spirito esulta
confortato nella contrizione,
rallegrandosi nella sofferenza.
Ami senza dirlo
segretamente
ripeti che non è vero
che è solo un'impressione
scoprendo dopo
di non esserti sbagliata
e vorresti lo stesso negarlo
impostando un'altra verità
per comodità, continuare
la medesima vita, anche se
quella vecchia non la sopporti più
volendo fuggire, e non farti
ritrovare, con il solito umore
che distrugge l'esistenza
Portami ancora quei parassiti della segale cornuta,
infestata dagli alcaloidi della Claviceps purpurea,
e finalmente lo spazio che c’è fra un’idea e l’azione
sarà spazzato dalla violenza del mio gene guerriero.
I circuiti temporali e le mappe neurali della coscienza
si aggiusteranno al comando del signor Benjamin Libet;
e come questa nuova aggressività si sarà fatta strada,
la tua felicità sarà leggibile sulle mie povere iridi drogate.
Tu, riscoperta strega, mi chiederai di rinunciare a Dio
e intreccerai nodi, e tesserai il destino degli uomini.
Io, soggiogato dal tuo intruglio di funghi e d’Ergot,
sarò per te gufo, corvo, civetta, topo, rana o gatto.
Ma durerà poco, solo il tempo sfuggente di un sogno,
perché ho in cuore l’assenza del desiderio di uccidere;
e la mia Ahiṃsā, la non violenza, vinceranno ancora.
Su tutto, anche sul destino che tu avevi pensato per me.
quella cucina
e le tue mani troppo grandi
per i miei pantaloncini bianchi.
Ricordo perfettamente
l’assenza costante dei miei
come ora
l’assenza costante di un dio.
Ricordo un aquilone
che un giorno rompesti
ad un mio basta.
Ora sono io quell’aquilone
ed a terra non metto più piede.
Volo sempre alto
e da giù di me
vedono solo un filo.
Non mi facesti mai male
se non alla mia anima,
- altri non hanno questa fortuna! -
ma io ora sono ancora qui
e tu? Dove sei ora?
Soffiava il vento:
Cadeva una foglia.
Intanto la pioggia cancellava
le frasi d’amore scritte nel cielo.
Sbatteva forte quella finestra
tutta la notte rimasta aperta.
I fogli del diario,
tutti tuoi scritti
volavano via in balia del vento.
Ora e mattino
fa molto freddo
non ti ricordi com’eri ieri
perché il tuo cuore
è sempre più triste…
Da Sotto al piumone
rannicchiato al caldo
udivo stamane il sibilare del vento
sui rami alti dell’acacia
e il rumore potente
delle onde.
Avrei dormito ancora un po’…
Una sberla alla sveglia
che come al solito
suona sempre quando
non dovrebbe
è una vecchia perpetua
che per forza vuol renderti
partecipe della prima Messa.
Tiro su la tapparella
con coraggio,
anche l’ultima foglia
ha abbandonato l’albero del paradiso.
Una piccola capinera
si posa per un attimo
e poi scappa.
Il mare incazzato
non sa scegliere nemmeno
oggi
il colore del suo vestito!!!
Questo amore
questo amore, ci ha rubato tutto
ora do le spalle, al nostro letto
e se mi giro vedo, ancora, il tuo corpo nudo
ed il mio steso... sul tuo bianco petto
non ci ha dato scampo ne umile progetto
da poter portare all'esame come adatto
a durare tanto da avere una casa un tetto
un balcone, un giardino...un piccolo orto
... questo amore... è morto
questo amore... distratto
questo amore... nato maledetto
questo amore per cui avrei... dato tutto
ci ha costretti l'uno contro l'altro
ha nascosto, perso e poi ritrovato
solo per il gusto del rinfaccio dell'accaduto
questo amore, in fondo, ci ha tradito
ci ha appeso come panni al sole
bagnati dalle frasi dolci e dalle liete parole
e ci ha lasciato asciugare dal dolore
per portarci poi a riposare in qualche cassetto
... chissà dove...
scolpita nelle mani
e la tua dolcezza
velata sulle labbra ,
avrà la mia ombra
nascosta in fondo agli occhi
e i tuoi colori
sui riflessi della pelle ,
avrà la mia condanna
di non cercar mai vittoria
e la tua rassegnazione
a non saperti mai arrendere ,
avrà calda nelle vene
la certezza che siamo stati
e il freddo nelle viscere
del dubbio che sarà .
Avrà da noi
quel che da altri
abbiamo avuto ,
il resto dell'esistere
glielo pianterà il mondo
nel profondo della carne ,
poi altro non saremo
che fertile terra
al suo germogliare .










