Canto per te
mentre sorge il sole,
l'amore posa
sul pentagramma
dolci note
nasce una romanza
che il vento porterà
ovunque tu sarai
Strumento dell'essenza
che ci unisce
non vivrai solitudine
la lontananza tra noi
mai sarà
dolce, forte compagno
che mi elargisti
vita dal primo bacio
che unì le nostre labbra
Un intreccio di raggi laser
lega da tempo
le nostre anime
gli sguardi tra noi
muti, telepatici,
non servono parole
i pensieri si fondono
al tocco delle mani
e come nella nuvola
di un fumetto
esprimono amore
Amore puro, inscindibile
che un fulmine malvagio
cercò di spezzare
ma la forza del mare
riunì in un'onda anomala
tsunami di passione
dove affogammo
a nuova vita
Si .....
il libro ...
sulla mensola
per venticinque anni!
aperto con cura,
l'odore muschiato
si blocca in aria.
l'inchiostro fragile,
ancora forte,
le parole come fantasmi.
ho appoggiato la mia lingua
in fondo alla pagina,
inghiottendo tutta una vita!
Lo sai, io come un vagabondo
Cammino sempre fino in fondo
Al tuo viale. E quella casa rosa
Ove tu abitavi, riporta ogni cosa
Ogni momento davanti
Agli occhi miei. Come son distanti
I giorni in cui all’ombra
Di quelle lunghe piante
Noi ci incontravamo! E sgombra
Dai tormenti, l’anima mia, tra tante
Inutili illusioni si perdeva….
26/4/2005
SENZA CURARSI DELLE CONSEGUENZE,
MA POI A RIPARARE IL DANNO
SI RIMANE DA SOLI SENZA AIUTO ALCUNO.
SI GIUDICA SENZA SENTIR FAVELLA,
TUTTI LO FANNO, DALL'AMICO AL NEMICO
DAL COLLEGA AL PASSANTE,
MA NESSUNO RIPARA E SCAGLIA PIETRE
PUR AVENDO PECCATO.
SON GIUDICATO DA CHI MI FA RIBREZZO,
DA CHI HA VISSUTO SENZA DIGNITA'
NON CAPENDO UN CAZZO DELLA VITA.
E' FACILE FAR LA MORALE
QUANDO LA DIGNITA' S'E VENDUTA
PER UNA POSIZIONE E NEL PRIVILEGIO SI VIVE,
SALVO POI TACER SU CHI MEMORE DI SE STESSO
INFANGA LA MEMORIA E GLI ALLEGRI DIVERSI.
ALLA FINE VAGO TRA GIUDIZI
STESI DA INCOSCENTI E POVERI FESSI,
VESTITI COME SOLDATINI
MA NELLA VITA SOLO UNA FARSA DI SE STESSI.
ML GIUDICATO NEL FINALE DI UN FILM
CHE NON GUARDERA' MAI NESSUNO,
SARO' IO A PRONUNCIAR
IL GIUDIZIO UNIVERSALE.
una barba a bioccoli grigiastri
e un paio di baffi radi
con gli orli rossicci.
Gli occhi severi
incutono scrupoli
e non sanno divertire.
E’ un uomo all’antica,
gonfio in petto
e pieno di vento.
Di esso si pasce
nelle sue giornate vuote e assurde,
restando, alla fine,
con le mani intrise di brezze bavose
e di groppi densi di fumo misantropico.
Dall’alto della sua posizione boriosa
non dà confidenza ai derelitti.
Vive di chiacchiere
e, come tutti gli uomini finti,
gli vengono in testa idee, come zanzare.
mentre si scioglieva
e a reclinare la testa per gurdare
nella notte le comete
il tuo nome risuonava limpido
nel mio cuore
coglievi fiori d'estate
tenendoli per mano
chiamarono te
in luoghi comuni
e il tuo nome
risuonò sconosciuto
nonostante indossavi
la veste della nostra prima volta
oggi non so dimenticarti
ma ho scordato il tuo labbro
fragolino
Tremo forte quando il mondo si accorge di me,
e con me tremano gli alberi al soffio del vento.
Sulle strade che attraverso ogni giorno
crescono fiori dal profumo del mare
e il vociare confuso degli altri
sembra il pianto di una balena.
Fiori che vedo solo io, voci che non esistono.
Il vecchio faggio domina ancora la vallata
e fra le sue onde il mio respiro trova pace,
attardato a spillare una lacrima.
È così triste e severo e mi educa al mondo,
come posso non sentirlo mio padre?
Non lo vedo ma la sua ombra mi segue,
mi guida al livello del mare.
La storia, il tuo nome, le mie assenze,
la tua personalità, sono l’universo
sciolto in rima.
Ti ho fatto male, ti ho picchiata con amore,
ti ho ricordata, dimenticata, ho scritto,
ho cancellato.
Ora lo so, è colpa mia.
Se avessi vinto l’insicurezza
apparterei ancora ai vagiti del vento e del mare.
Di cercarti ho smesso
il mio perchè
con la speranza
ridotta in briciole
sfamando il passerotto
di felicità senza ali
in domani senza pianto
stesi al sole ad asciugare
mentre fisso sgomenta
l'orizzonte spaccarsi in due
per un bacio caduto in lacrime
in un addio esanime.
Conservo occhi
che non hanno smesso
di credere
e mani
che non hanno smesso
di tremare
scartando regali
di bimba
a cui è stato promesso
un giro in giostra
che impaziente
il suo turno aspetta
guardando gli altri
ridere felici .
Quante attese
quante speranze
quante delusioni
per una fame
che non conosce bocca.
Voglio scusarmi con chi
ho tradito
senza cattiveria per inciso,
in questa vita
che abbia vinto o perso
ho spesso ingoiato merda
e l'incazzatura preso
ha il sopravvento
Se schiacciata mi sentivo
attaccavo d'istinto
ma non sempre riuscivo
a vincere la battaglia
sopraffatta la testa chinavo
L'oggi diventa presto domani
vorrei mutare i miei piani
anche se difficile
per essere migliore,
scrivere un romanzo d'autore
che colpisca chi lo legge
dritto dritto al cuore
Perpetrato ho errori
vissuto di paranoie
che avariato hanno
gran parte dei miei anni
e se pur strana
e ricca di difetti
dal cielo qualcuno
mi ha scritto nel cuore
la forza per essere migliore
Quando non ti resterà,
nella sera che avanza,
niente più del tuo cuore acceso,
sappi che mi puoi chiamare, figlio
ed io riprenderò con gioia
l'antica strada di casa
che sempre mi porta ad un passo
dalle tue più belle notti.
Non sarò, per il tempo che ti servirà
e che mi concederai,
solo un confuso ricordo,
ma fratello e padre.
Abner Rossi
14 Luglio 2012
ti prendo la mano
andiamo lontano
dove il sole non muore.
Chi l'avrebbe mai detto
che sbagliando s'impara
e la notte più lunga
viene solo una volta.
Mio grande amico
io qui sono nato
in questo mondo antico
ma mi piace e lo tengo.
Non portarmi lontano
dove non sò chi sono
ti prego... Restiamo
poi vada come vada....
La porta si era aperta
nello scuro
sprofondato
risucchiato nell'incerto
io restavo in attesa
mentre il dubbio
m'attanaglia
e mi serra in una morsa
dodici ore di silenzio
sali e scendi
scendi e sali
mani giunte
a cercare quel tuo
Dio
che di colpo ti abbandona
al tuo destino
dodici ore in attesa
una porta che si apre
l'incubo è agli inizi
sudo sangue
ti ritroverai piuma leggera a cielo aperto
cullata da emozioni vissute nel pianto
in quelle lacrime che nascondo a stento
mescolate ora con sabbia e vento.
Sarai nell’ultima dolce mia poesia
sfiorando le note dell’anima stanca
accarezzerai capelli bagnati di luce
seduto sugli argini del tuo tempo
in quella malinconia che ti conduce
verso strade diverse in un crudele tacere.
Sarai nel silenzio dolceamaro
appena sfiorato dalla schiuma del mare
in quell’ orizzonte che ora saluta avaro la dignità
che se ne sta per andare.
E poi sarai negl’ultimi versi di vita
in quel volo di uccelli migranti
e tu seduto sul ciglio della luna
a vivere gli ultimi nostri istanti
nell’illusione ti ho messo in alto
per potermi guardare
mentre ti amo
ma ora mi copro con stelle
cadute sull’asfalto
e mi chiedo
quanto dolore
saprai sopportare
visto che ora da quelle ciglia
di luna
nel mare dovrai annegare.
L'amante se ne va piano
nel cloroformio delle rose,
una serra
la camera
innalzata a te
per un'idea.
Piangi e ammira l'amante che
se ne va piano,
braccia bianche senza spine
e la fronte ferita,
nell'incerta contentezza
del suo chiamarti.
(2011)








