Il freddo soffio dei venti invernali
raggelava il suo sguardo,
ormai perso nelle atrocità
del mondo di chi non è più.
La dura cavalcata non provava
la carne, destinata da tempo
a nuotare nel sangue,
quanto annientava ad ogni passo
lo spirito ribelle del viaggiatore.
Credo che forse non parlò
per quasi tre giorni, mentre
immobile nel suo volere,
proseguiva la sua marcia
verso la fabbrica dell’utopia.
Si potevano udire solo i pianti
e i lamenti degli ingannati,
degli ingenui, di tutti coloro
che hanno creduto negli ideali sbagliati,
di tutti coloro, insomma,
che hanno avuto casa nel caldo e
doloroso mondo
dell’incedere con gli occhi chiusi
e la testa nelle nuvole.
Non posso vivere una realtà in movimento,
è troppo facile inciampare, se si è artisti.
Ricordo che da bambino piangevo spesso,
sia stata la fame, la sete, oppure il sonno.
Allora conoscevo l’amore,
ma ignoravo il pugnale;
conoscevo il tepore,
ma ignoravo il fuoco.
Poi ho trovato una clessidra,
l’ho fissata per più di tre giorni
ed ho realizzato che dovevo cercare
un dove, un quando ed un perché,
altrimenti il tempo
mi avrebbe inghiottito.
Ho speso tutto il mio sonno
in affanni e singhiozzi,
ma domani prenderò la clessidra,
la capovolgerò,
camminerò indietro nel tempo
e finalmente comincerò daccapo,
raggiungerò il mio dove
senza inciampare in fuochi o pugnali,
senza chiedermi se è a destra o a sinistra,
senza abbracciare ideali sbagliati.
Frammenti, schegge, bolle, resti,
avanzi, macerie, ceneri,
terremoti, uragani, sprechi, scalpelli,
violenza, incendi, sogni,
sono solo alcuni particolari
che giorno dopo giorno incontro
sulla strada che porta indietro.
Ho intrapreso questa via
perché è la sola,
la sola che conosco,
e nel simbolismo del mio incedere
posso passeggiare con gli occhi al cielo,
la testa sulle nuvole
ed i calzoni corti,
sempre più corti ad ogni risveglio.
Voglio dire che non importa a nessuno
se un bambino piange o cade,
voglio dire che se inciampo sulle occasioni,
le calpesto e basta,
voglio dire che ho scelto,
voglio dire che ho voltato le spalle.
Ci vediamo nel passato.
Nient’altro.
Non ho paura,
solo ti amo più del mio futuro.
Nel passato so di averti
ma nel domani,
potrei perderti
Anche il terzo strato si è fatto ormai sedimento
e già nasconde l’imperfezione eroica della bruttezza
umana,
un improvviso peso, un po’ goliardico e un po’ effimero,
mentre stanco mi trascino, cliente storico del sottosuolo.
Ho barba e idee sporadiche e gli occhi talvolta
spingono sul vuoto
o cercano un appiglio significativo e futile.
Che strano stato confusionale,
imbevibile sciroppo di dialettica e di invidia,
ore ingoiate a gambe conserte,
mentre Dio ci propone un loft
da dividerci come buoni amici,
figli schiavi di una società che impone.
Orlo di fango
eppure cielo
eppure stelle
su povere ammoniti,
tutto cacciato in un sacco
chiuso da uno spago.
Così stasera mi appare
tanto piccolo lo spazio
in cui vagare
per cercare tesori
da donarti.
Anche lo stravagante
gruppo di parole
che avevo intravisto
sui resti di un ramo
era già mezzo frastagliato
da un vecchio forbicino.
Giorni non ben disposti
devo biasimare il mio dolore
per non rimare il mio domani?
dovrebbero essere le ore di punta del giorno
che in verità rendono l'umanità così maldestra?
un patto di saliva nelle mani
una responsabilità da ora
solo a sentire l'impalpabile bianco della farina
i giorni stanno volando come fringuelli sulle colline.
Come si fà a prestare attenzione alle sue competenze
le emozioni arrivano
come soldati da una guerra
una guerra che perdono,
oh questa!
Sanguinosa puttana!
Fammi un piccolo dono
regalami polvere magica
come
Peter Pan volo in alto,
con la tua polvere lucida che copre il cielo,
Con campanellino
Peter Pan vola alto con il suo amico,
più alto alto .. fino ad arrivare alla fine.

Quanti inverni
affamata
assettata
ho passato
al freddo e al buio
a cercarti
io
pellegrina
scalza
nuda
ho vagato
senza sosta
perdendomi
in labirinti senza uscita
rassegnata
su pietra fredda
ora poso
le mie ossa stanche
so che non verrai
ma
Ti aspetto.
Sopra un cielo sereno ed un sole
cattivo
ci sta un mare inferocito,
sulle speranze della gente
ci stanno cavalli liberi
senza briglie che si
scagliano sul litorale,
qualcuno cerca di domarli,
sfidandoli,ma vedendo la bandiera rossa
si fermano ed abbassano
il capo ad un giorno andato.
Arriva anche il vento ed alza la
sabbia per far desistere
gli ultimi temerari
Oggi Lignano chiede un po di riposo,
la natura comanda ,sopra i buoni ed i cattivi,
un destino di morte
ma oggi sopra c'è;
un cielo sereno
Michael diamante nello stagno
Anna uragano travolgente
Costanzo disco incantato
Alison stella che illumina
Valerio sentiero scosceso
Fairouz fiore del deserto
Bruno fiume ostacolato
Elisa sole che splende
Arsenio spina dolente
Zhou porcellana dipinta
Lisa rondine di primavera
Celeste luna che rasserena
Tutti diversi ma ognuno
per sempre presente nel mio cuore!
Fai in fretta
ragazza,
la vita non t'aspetta
non perdere oggi
quel treno veloce
che porta verso
il mare infinito.
Un tuffo profondo
ti porta verso il mondo
che sino a ieri
hai vissuto da bimba.
Fai in fretta!
La vita è in diretta,
come la tua età
così giovane e forte,
il tuo sorriso
poi....
Illumina la gioia
di chi ti vuole bene.
più lieti per te
cecai invano
le tue labbra
mentre stringevo
steli di affanni
abbracciati e distesi
con il focolare
che illuminava la stanza
tu scegliesti per me
brividi inimitabili
prima di innamorarti
della mia faccia
scegliemmo di camminare insieme
verso opposte direzioni...
quante volte
ho atteso la notte
per respirare
in solitudine
mentre conto il tempo
guardando le stelle
respirando l'essenza
della vita
balla con me
non andare via
rimani ancora un po’
non cercare le parole
oltre
sono qui tra queste mura
che si
nutrono di te
portami via
dove la luce può
darmi un sorriso
dove le tue parole diventino
il mio respiro
dove ogni cosa è ferma
a pensare
mentre i miei occhi
assorbono i tuoi
portami via
oltre il desiderio
di rinascita
dove ogni realtà
si nutre del nostro amore
e il tempo
cullerà
le nostre anime
Orfano
tra catafalchi in disuso
inchiodo casse e bare,
alla bisogna
traccio zinco, stagno a sigillare
e lustrini di corredo doppio uso...
certo le misure son importanti
tutto è lindo lavorato con i guanti,
è nel tappezzare interni il gran da fare
la scelta dei rasi e dei cuscini preposti all'uso
e all'accoglienza di chi diparte.
Quale onor
vostra eccellenza
il rimirar di vostra grazia sul cuscino
dei drappi e dei merletti non fui avaro
per tanto quello sguardo cupo lo lasci a casa...
qui mi guasta immagine e presenza
si metta quieto si sdrai in pace che ancor
non ho chiodato.
Lei comprenda
chi lavora e sposa l'arte
e nel servir la morte
compiendo l'ultimo viatico
chiude la cassa anche ad un commenda.
Certo ci si tappa il naso
a lavorar in quest'uso,
di mestieri non trovai se non l'abuso
umili mestieri da tirar su cinghia
o altri da sgrassar denaro all'unghia...
qui almeno seguo l'estro
e l'improvvisazione
casse di ogni volume e dimensione
legni pregiati
e d' OC ed anche non piallati
tutto al giusto prezzo senza dar capestro...
non siamo in banca
siamo al cimitero,
questo è il mio regno di questo son maestro...









