Oggi le bottiglie sulla mensola sudicia
sono tutte in discontinua tua ricera
sono piene ora
io annacquavo la tua essenza
costruivo bicchieri briachi
in speranza che a sballari fossero loro
le nascondevo in foreste inpenetrabili
la tua continua moscaceca
era interminabile
corse affannate per non perderti
in notti diluite con molto ghiaccio
il barman diveniva effimero
gli spazzi erano frigoriferi vuoti
ma la mente non conformata creava bellezze
a noi non concesse
continuava la modifica in buonafede
della tua ombra in questo spazio
senza cogliere il sisgnificato di grandezza
ti ho acconpagnato con la bottiglia
alla tua terra
ho brindato in te
e in fila ho rimesso le bottiglie
sulla mensola
sempre più sudicia.
Incalzante aspirazione:
trovare equilibrio sulla
punta dei piedi
tra spine di ginepro
vertigine di una voce
pungi nell'anima...
Malinconia per memoria
se mi vieni accanto
Accetto le lacrime
quando arrivano
perché mille volte ancora
m'innamorerò di te
Se nei lustrini della vita
da sola penso
ad una carezza in più
Da quanto non ci sei
è impiastricciata
l'ombra nei miei occhi
ma dura il tempo di una poesia
scritta al tavolino di un bar...
Ti perdo nel punto finale.
che defluisce rigoglioso
che gratta nella pelle
che esige estro
che incalza fiera
Quasi come finisce una guerra
il sole stanco s'inchina alla terra,
offre i colori più belli e mai visti,
un grido immenso e pace a noi vinti.
Rose e viole su nubi di un cielo infranto,
come la sera, posano sul soffice manto..
..tra un volo e un ramo canta con tono sicuro,
un dolce soprano, e sembra dire a gran voce:
"Armatevi voi, armatevi d'amore, presto anch'io
soccomberò all'invincibile forza delle ore!"
nel fruscio dell'erba alta, fili d'oro, d'aria,
sobbalzano gli occhioni di un bambino..
appoggiato al busto d'un pesco
s'asciuga la fronte il contadino;
più in la una madre attende in pena
..allora corri fanciullo, corri,
corri a casa che è pronta la cena.
la scia diventa stanca
gli appoggi diventono essenziali
le mani al ritorno sono sempre più fredde
nella tazza trasparente del matttino
i colori si separano
movimenti consueti divengono statici
il conto delle mattonelle che mi separano dal giorno
non torna più
i miei calcoli per giungere alla sera
devono coincidere con lo spazio
divenuto insegnante di movimenti odierni
più lo sforzo diventa nemico
più io cerco di ingannarlo
ma lui vecchio intransigente
buca i miei arti
gonfia i miei piedi
distorge gli occhi
e ripete il nulla
cremine magiche non ne esistono
nel cassettino del tempo
ma lei a nuovo
ogni giorno
mi rinnova.
Sguscia, lo sguardo
sulle tue palpebre calate
mentre, le dita sfiorano,
le tue gote corrugate
in una smorfia di sorriso,
scivolando, laddove bussa
lo strepito della vita.
Perduro a contemplarti in veglia,
intonando, delicatamente
una ninna nanna,
che non ti desti.
Alzò occhi al cielo
per innalzare il tuo nome
Ascoltò le tue parole come se fossero sue.
Attese dal tempo un tuo sorriso
e poi
un cuore pulsava sentimento lacerato
di un tempo incompreso
ascoltando il nulla confondersi
come realtà contaminata di parole incomprese.
Dissero amore eterno ma furono solo parole
e lui diede il nulla per il suo cuore.
Non c’è odio,
è solo un altro sentimento
da coltivare,
ma solo tenerezza per colui
che non ha saputo capire.
Alzò il viso per attendere
gocce di pioggia
affinché venerassero il suo pianto
lasciando quel sentimento scorrere
sul suo corpo.
Per te
che non hai nulla da perdere
ma senza saperlo
hai perso tutto.
Giunge l'onda scortata dall'onda
preannuncia vento
riesuma impolverate emozioni.
Dunque facile è sentire,
lasciarsi trascinare dal mare urtato
che agita vigoroso cambiamento.
Le onde incalzano sublimi
poderose incombono eccessive.
Gravemente semplice è sentire,
inebriarsi, inabissarsi
perdersi nell'inondazione
non opporre ostilità
ché alla fine della smisurata marea
tutto questo sentire
si dileguerà scemando,
come misera goccia esposta al sole,
nella materiale realtà.
Hai intralciato con i tuoi passi il mio cammino e ti sono stata vicino,
ti ho dato un riparo, ma mi hai dato solo amaro,
ho saziato la tua fame, ma sei stato solo infame,
ho abbeverato la tua sete, neanche un giorno di quiete,
ti ho dato affetto, tu solo dolore nel mio petto,
cosa vuoi che ti dica?... cuore d'ortica!
… nel cielo terso vedo occhi luminosi
frammenti di stelle cadono e realizzano un sogno:
Sono gli occhi dell’amore ,i tuoi a risplendere
e ad accendere fiamme e lumi che erano spenti .
Leggende greche le raccontano
in singhiozzi muti dispersi dalle anime ,
si tracciano così le prime frasi d’amore :
Sei tu l’amata ! Unica mia vita !
La sorda lettura che lascia messaggi di poeti innamorati
io l’intruso m’assicuro il tuo sorriso,
quell’incedere costante ci fa complici
mi porta nel solenne e maestoso divenire
mi apre orizzonti nell’aspre terre .
Sono i tuoi , i suoi quelli di mille innamorati a fiorire
e festeggiare la luminosa scia
che in questo tempo illumina la via ,
è la ricorrenza feconda di un rinnovo certo .
Hai gli occhi dell’amore , amore mio!
Mentre io ti bacio viaggio nella luce,
tra le mie mani le tue giocano carezze
ci lasciamo andare e tutto è certezza .
… è la festa degli innamorati !
La tua ,la mia di mille amati
oggi con te io son felice …
se ogni volta che ti penso
gli angeli che mi hanno sorriso
piegano le ali, incapaci di volare....
Non so, se la collera è compagna al dolore
se fuori per sempre piove,
Se la voglia di credere,
ti può bastare,
se ti basta
e se ti serve ancora sognare.
Non so pregare, ma ho pianto tanto
non riesco a vivere, senza averti accanto.
Fermati ancora, stammi vicino
credici amore,
nella notte e al mattino,
dammi un sorriso, ti prego,
ti amo
angelo mio, fammi andare lontano.
Lo so che le foglie stanno cadendo,
ma non voglio che siano,
buttate nel vento.
Nel vento che spira, e fermarsi non sa
mi volto e ti guardo,
prima poi passerà.
Come passano gli anni,
e la polvere posa,
perchè possa di nuovo fiorire una rosa,
perchè possa una stella
dar luce al tuo orgoglio
sussurrandoti ancora....
ti amo e ti voglio






