Ogni lacrima spegne un sorriso,
effimera e silente nota,
dolore che avanza,
lacrime intrise di pensier pensanti a
perdonare il cuore,
ed anima a svanir in un sogno..
Lacrime strazianti,
pungenti di veleno ad agonizzar il cuore
e occhi a palpitar d'angoscia.
Sangue amaro a divider bene e male,
parole ad istintivo umore
gocce salate a nascere e morire
un corpo avvinghiato su se stesso,
singhiozzi e sospiri, tempesta di dolore,
mentre la tenue luce apre piccole fessure.
Lacrime in pensier vagante,
bianco e nero,
immagini a scorrer repentine
e vuoto a riempire il cuore.
Il pianto tace e la ragione avanza,
la nave riprende la sua rotta,
salienti voli a narcotizzar speranza
ove arranca e spera.
Un sorriso ha aperto il cancello al Paradiso!
6 Dicembre 2017
l’hai indossata
ne hai sentito il dolore
lo hai reso amore.
Brandelli di velo
hai posato su di te
senza chiedere il perché
di strappi trovati.
L’azzurro dei tuoi occhi
si è tinto di rosso sangue
per il male che con audacia
portavo su esili spalle.
Rabbia nella tua voce
ha vestito di coraggio
la tua timidezza
nel dirmi “Ti amo”.
Ricucita con lembi di seta bianca
ricamata con delicate carezze
ne fai abito di disarmante bramosia
che porti con ardente eleganza.
Come carta
che brucia alla passione
del vento d'amore.
Cenere diveniamo
spazzata via dal vento d'amore malato.
Mi smarrisco in
un baratro d'emozioni
apocalittiche, delicate
e al tempo stesso
forti note d'amara delusione.
Brucia in me il fuoco
delle radici al rogo di ieri
e di oggi al rintoccare
dell'agonia
che come campana richiama
la voce dal cielo,
sui fiori recisi di madri smarrite
costrette all'amore omertose
e impaurite.
Al comando dell'uomo
padrone armato alle mani
da leggi d'antico consenso,
che umilia e percuote disperdendone i petali,
del m'ama non m'ama.
Ai vermi cadranno le spoglie
a concimare di vuoto
l'albero suo genealogico,
spoglio dai frutti
ancora acerbi d'amore.Figli,
parenti innocenti
segnati a morte
cercano giustizia
in nome di donna.
Terra splendente
di ulivi e di viti
terra incompresa
di odio e di amore
terra di uomini e donne
di coraggio e sventure
di miti e leggende
di filosofi e eroi
questo sei terra mia
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edificherò mura attorno al mio cuore
fossato senza fondo scaverò
mai più nessuno
ne varcherà il cancello.
Sentinelle saranno
orgoglio e diffidenza
con scudo e spada
in sua difesa.
Primo cavaliere t’eri nominato
rivestito di nobiltà
ma custode di falsità
finto Amore, ti sei svelato.
Peggior traditore
ti sei rivelato
re dei vigliacchi
nel pugnalare alle spalle.
Di chi privata
d'ogni protezione
ti sei fatto difensore
con musica e parole.
Senza ritegno né vergogna
hai negato verità di cui
ti facevi condottiero
oltraggiando l’amor vero.
Declami sentimento sì puro
ti nutri di verità limpida
ma l’anima tua infanghi
di bugie e sotterfugi.
Anziché creare magia
diffondi melma
con animo di belva
pur cantando di poesia…
E non so cos’è,
questo morso strano
che a volte mi prende,
succede se t’immagino
guardare da un’altra parte.
Forse è paura dei sentimenti
forse vedo una chimera nel felici e contenti,
ma raddoppierei la posta, anzi di più,
come un pazzo giocatore
che non ha nulla da perdere
in una vita sfuggente.
Ma io ho da perdere te,
e cadere dal cielo è un bel tonfo, lo sai.
Il mio cuore rosso
è vetro trasparente
temprato nella tua immagine,
e non avrei più la forza
lascerei i pezzi alla deriva
se un giorno tu dovessi chiudere
le mani.
nel tempo libero ho preferito il gioco,
profondo rispetto ho per tutto il clero,
e in quel che scrivo son sincero.
Anche ora che son titolare di prole,
tra le navate non odo molte parole,
capito al suo interno per poche ore,
che non mi mettono mai di buon umore.
Scritte questa doverose verità,
ora ci vuole un pò di ilarità,
per raccontare con immane potenza,
quello di cui sopra è una conseguenza.
Un di' colei che porta il mio cognome,
venne da me con un bel quizzone,
lei che non sa neanche cos'è un prete,
attratta da una lignea forma sulla parete.
Pertanto fiduciosa a me si raccomanda,
lo fa ponendomi una semplice domanda:
'Papà ti chiedo una cosa che tu sai di sicuro!
cos'è in classe quella strana X ( ics) sul muro?'
Mi spendo e canto
non solo per me.
Al ritmo mi adeguo
e lo faccio per noi.
Anche per te
conte, che regali
un pensa per tre.
Mentre, solo in pista
tu conti solo per te
nel voler oggi
un mondo d’applausi.
Anche se
realisticamente
nell‘esser corista
oppure solista
quello che conta ancora
… è un altro domani.
Eggià, persino per te.
Perché non cercarlo?
Evitando di buttarne
anche minima parte
in una fredda e buia
terapia intensiva.
Ho paura,
lo ammetto.
Ho paura di perderti di nuovo.
Ho paura di non sentirti più ridere per sciocchezze.
Ho paura.
Non voglio perderti.
Non andare via di nuovo,
perché non so se questa volta,
riuscirei a riprendermi.
Tengo miedo,
Lo admito.
Tengo miedo de perderte de nuevo.
Me temo que no volveré a oírte reír de tonterías.
Tengo miedo.
No quiero perderte.
No te vayas de nuevo
porque no se si esta vez,
Podría recuperarme.
è quel viso
pallido di bambina
nascosto e rabbrividito
tra le sue sciolte
folte scure chiome
che incorniciano
il suo sguardo scarno
chino sullo specchio
del tempo
del trascorso,
con gli occhi lucidi
spalancati e persi
nell'infinito del suo vuoto
che ha colto
in flagrante
il suo bel cuore
spezzando
le sue ali in volo
nel ciel
del suo credulo,
alla dolce
tenerezza dell'abbraccio
in quelle parole
espresse nei gesti
di un opportunista!
Che
non desiderava altro
che
prendere i suoi fiori
profumati di sentimenti,
per poi odorarli
e calpestarli
sotto la suola
della sua fredda
indifferenza,
come fossero
mozziconi accesi
da far morire
per disfarsene
per sempre,
nella pozzanghera
delle lacrime
dell'innocenza deturpata
stracciando
le sue ingenue emozioni
al vento
come coriandoli
che rallegrano
un momento
da dimenticare
nell'armadio
dello scantinato
del passato!
Un cupo disincanto
sulle gote consumate
dal duolo,
mentre affossa
le mani nude
come fosse tomba
del suo malessere,
da realizzare
come esperienza
da annodare
nel suo animo,
da non sciogliere
con chiunque
mai più,
quell'empatia
che vola in sintonia
cinta di armonia
spazzando via
la malinconia
vivendo in allegria
solo in compagnia,
ma mai più
con chiunque,
mai più
con chiunque,
non più
quell'agonia!








