Era ormai un anno che Luca non andava in vacanza. Con Cèline era un continuo viaggiare : erano stati in Tunisia, Repubblica Ceca, Polonia, Germania, Danimarca e America. Nell’estate 2015 girarono quasi tutta l’Italia a bordo della sua auto Alfa Giulietta.

Della Danimarca lo colpì il fatto che tutti si spostavano in bicicletta e il porto di Fredericia infestato dalle meduse. Cèline adorò Cracovia : città affascinante nella sua decadenza e con le sue chiese gotiche e misteriose.

La Tunisia non gli aveva esaltati più di tanto perché spesso si dicevano :

“Fuori dal villaggio vacanze di Madia non c’è niente”.

Le abitudini alimentari della Germania avevano causato a Luca una fastidiosa dissenteria, al punto di giurare a se stesso che se ci fosse ritornato avrebbe cenato ogni sera in ristoranti italiani.

Durante il loro soggiorno alemanno, si fecero scattare una foto davanti la statua di Karl Marx a Chemnitz, città della Sassonia. Una sera assistettero ad un concerto di Speed/Thrash Metal svoltosi in un modesto centro sociale della periferia. I gruppi che suonarono furono : Chornyj Woron (da poco riuniti dopo lo scioglimento nel 2010), Venenum e Hellish Crossfire. Luca notò che la passione per la musica Heavy Metal in Germania era più viva e fraterna rispetto l’Italia. I tedeschi inoltre, pogavano raramente : facevano headbanging per quasi tutta la durata del concerto.

L’America lo aveva letteralmente spiazzato : era troppo grande, troppo immensa. Doveva ammettere però che certi posti erano davvero stupendi : i laghi del Michigan, il Grand Canyon, le praterie nel Wisconsin, le montagne innevate del Colorado, ecc.

Quello che non gli andava a genio erano la mentalità stacanovista degli americani e il loro essere troppo “nerds”.

I negozi e i supermercati che non chiudevano mai gli incutevano timore. Pensava al popolo americano come ad una nazione di androidi dotati di batteria auto-ricaricabile.

Quando vide la Hollywood Sign pensò ai tempi in cui il cinema americano arrivò in Italia, facendo figurare l’America come la patria dei migliori film e dei migliori attori. Per lui non era proprio così : considerava da sempre il cinema italiano di gran lunga superiore. L’Italia : un paese tanto bello, ma tanto rovinato dagli “italiani”.

“I migliori artisti li abbiamo noi; il nostro è il miglior cinema riconosciuto in tutto il mondo; abbiamo avuto poeti e scrittori illustrissimi… le località di mare e le città più belle sono in Italia : basti pensare a città magiche come Roma, Venezia, Firenze, Pavia, Pisa; al mare della Calabria e della Sardegna”. Disse a Cèline durante l’ esplorazione della penisola.

In quella orrenda annata che risultava essere il 2021 , a Luca non gli passava minimamente per la testa di prendersi le ferie.  Continuò a svolgere l’attività di giornalista e gestore del giornale online “Milanoweb” per tutto il mese di agosto.

Durante la triste e piovosa estate del 2014  riuscì ad entrare nella piccola redazione di via Rossa 15 a Magenta; questo grazie a suo zio Giancarlo, da dieci anni responsabile e direttore del giornale telematico. L’aiuto di zio Giancarlo fu fondamentale per Luca : lo strappò dai gas tossici di un industria chimica per la quale lavorò un anno e mezzo. Dopo aver terminato il liceo scientifico, non avendo trovato una mansione inerente ai suoi studi (per la serie : “studiare non serve a un cazzo”, come pensava lui), accettò la proposta con entusiasmo. Il lavoro lo distraeva dalla sua condizione penosa, mantenendo la sua mente impegnata su tutto ciò che accadeva nel mondo.

La sua “maestra” era stata Laura Guglielmetti : una donna di trentotto anni, divorziata da tre, nessun figlio e una corporatura robusta.

Nel suo inconscio, Luca aveva macchinato più volte pensieri erotici su di lei, quando si abbassava vicino a lui muovendo il mouse del PC per correggerli qualche errore. In quel modo poteva avvertire la morbidezza del suo seno appoggiarsi al suo braccio; ma le sue fantasie cessavano immediatamente al pensiero di Cèline. Laura, per Luca, era una bella donna; forse un po’ troppo alta per i suoi gusti (misurava circa 1 metro e 78 cm) ma comunque appetitosa.

Portava capelli corti tinti di nero con una ciocca allungata a cadere sulla spalla sinistra; standole vicino si poteva avvertire l’intenso profumo di balsamo che li rendevano lisci e ordinati. Le guance abbondanti davano un senso di dolcezza al suo volto delicato, abbellito da penetranti occhi scuri; sulle labbra, leggermente carnose, vi era sempre traccia di un lucida labbra che accentuava la loro forma a cuore. Al naso, sul lato destro, portava un microscopico piercing che alla luce del sole brillava come un prezioso diamante. Laura vestiva spesso neri golfini sopra bianche magliette dalle più moderne decorazioni. Luca notò che portava le maniche lunghe anche in estate; forse per non rovinare il suo look o per nascondere le sue braccia matronali, di cui lei stessa aveva ammesso di vergognarsi. Non gli era mai capitato di vederla indossare una gonna da quando la conosceva; solamente lunghi pantaloni neri ad accentuare l’abbondanza delle sue lunghe gambe. Calzava sempre eleganti scarpe a tacco alto : “Come se non fosse già abbastanza alta!”. Pensava Luca osservandola camminare come una “panterona” tra i computer dell’ufficio.

Risultava essere una donna misteriosa sotto molti punti di vista. A Luca sembrò che Laura trattenesse le emozioni, nutrendo una evidente malfidenza verso il genere maschile. In molte occasioni Laura non era pienamente se stessa, quando a parere di Luca avrebbe dovuto dare un’ altra chance all’amore.

La sua famiglia era di origini bergamasche : il padre Angelo possedeva un bar a Suisio. Laura lavorò in quel bar dall’età di quindici anni, aiutando la madre Luigina addetta alla ricevitoria. Diversi anni dopo conobbe Massimo Lomuscio, suo ex marito. Felicissimi furono i primi anni di matrimonio, ma poi arrivarono silenzi e incomprensioni. A Massimo non andò giù che Laura non poteva avere figli per una malformazione all’utero. Massimino, così lo chiamavano ad Antillo (paesello di 937 anime in provincia di Messina), aveva promesso a mammà che ben presto sarebbe diventato “padri”; ma questo non avvenne mai.  Fin dall’inizio, i genitori di Laura si dimostrano sempre contrari al loro matrimonio, poiché da sempre la loro stima verso i meridionali era andata a finire sotto le suole delle scarpe.

Un giorno capitò una disgrazia : Massimo fu coinvolto in un incidente automobilistico.  Colto da improvvisa distrazione, andò ad urtare una macchina proveniente dal senso opposto sulla SP 170 nei pressi di Bottanuco. L’ospedale telefonò sul cellulare di Laura, avendo trovato il numero nel registro chiamate del telefono di Massimo rimasto ancora funzionante durante l’impatto.  Un’ infermiera la informò che le condizioni di Massimo erano critiche.

“Lei è la figlia?”. Le chiese l’infermiera.

“No, io sono la moglie!”.

Dopo una pausa di silenzio, le venne spiegato che Massimo viaggiava in compagnia di una donna al momento dell’incidente. D’istinto, Laura chiuse la chiamata.  Avrebbe voluto raggiungere l’ospedale all’istante, recarsi nelle stanze dove giacevano semi incoscienti suo marito e la sua amante e soffocarli fino a quando morte non sarebbe sopraggiunta. Non lo fece : contattò immediatamente l’avvocato per avviare una procedura di separazione.

Quando Massimo sembrò riprendersi, cercò di contattare Laura pronto a darle migliaia di spiegazioni, ma il suo telefono era spento tutte le volte. Durante la sua permanenza in ospedale non ricevette nemmeno una sua visita.  Poco dopo Laura venne a sapere che la donna ritrovata con il suo ex marito non aveva documenti; dai tratti somatici doveva trattarsi di una donna sui trent’anni proveniente dall’est Europa. Di fronte all’evidenza, Massimo ammise di aver frequentato ambienti poco consoni ad un uomo sposato.  Da quel giorno Laura vide Massimo solamente agli appuntamenti per definire il divorzio, durante i quali teneva sempre lo sguardo basso senza neppure guardarlo in faccia. Una volta confermate tutte le pratiche, non seppe più niente di lui e non voleva ancora saperne.

Laura aveva confidato a Luca questa orribile storia, quando lui le espose il suo rammarico per la vicenda di Cèline. Con gli altri suoi colleghi, Stefano e Mario, Luca non aveva mai avuto un grande rapporto : ai due sembrava seccarli di più la sospensione di una partita di calcio piuttosto che l’aumento delle tasse. Esistevano e basta; Luca non trovava altre parole per definirli. Negli occhi di Laura invece, notava tanta voglia di riscatto e la voglia di rincorrere i sogni. Apprezzava il fatto che Laura amava leggere e comprendere le origini e il funzionamento delle cose;  quindi di conseguenza con lei poteva parlare di tutto. Riguardo a Cèline, Laura gli aveva detto :

“Hai assaggiato una buona mela, ma al suo interno c’erano troppi cagnotti… ora sarà difficile riprendersi, ma sono sicura che ce la farai! Poi, detto tra me e te : meriteresti di meglio!”.

Laura ebbe l’occasione di vedere Cèline soltanto una volta; quando Luca nella fretta aveva dimenticato le chiavi di casa. Cèlice si recò in redazione a portagliele e così lo vide fuori nel giardinetto a fumare una sigaretta in compagnia di Laura.

“Lei è Cèline!”. Disse Luca presentatola a Laura.      

Mentre si stringevano le mani si ispezionarono a vicenda dalla testa ai piedi. Da quegli sguardi Luca capì che i “rancori” femminili sono assai più intensi di quelli maschili.

Durante le cosiddette “cene di lavoro”, Laura prendeva sempre posto vicino a Luca o viceversa. Più volte aveva pensato di proporle una pizza insieme, ma nella sua testa c’era ancora Cèline e la convinzione che nonostante il trattamento riservatogli, lo amasse ancora. Gli vennero in mente le parole di Elena :

“Ma che te frega?! Chiediglielo! Lei aspetta solo quello! E’ tempo che tu dimentichi per sempre quella debosciata…”.

Proprio così : anche se non l’aveva mai ammesso, il comportamento di Cèline era stato da vera e propria debosciata. Si rese conto che avrebbe dovuto cancellarla dalla sua vita per sempre. Per un anno non ci era riuscito, o meglio : non ci aveva neanche provato, aggrappandosi all’illusione che un giorno lei sarebbe tornata. Laura gli piaceva; anche se non se ne accorgeva pensava spesso a lei mentre cenava insieme a Cèline:

“Chissà cosa sta facendo Laura, tutta sola nel suo appartamento a Pontenuovo, povera Lau…”.  

Una mattina di fine agosto, precisamente venerdì 27 agosto 2021, Luca si ritrovò nuovamente in redazione. Aveva passato l’ennesima notte insonne : le occhiaie e il colore cadaverico del suo volto non lo facevano molto presentabile. Nel profondo del suo cuore però, avvertiva la stanchezza di soffrire e chiudersi a guscio ogni volta che gli si presentava un occasione di conoscere una donna.

“O adesso, o mai più!”. Decise di proporre a Laura la pizza più volte rimandata nella sua mente.

Avendo ultimato il suo lavoro, non era necessario che si trattenesse ancora in redazione. A Laura invece toccò restare per ridefinire un articolo riguardo l’alluvione che aveva colpito Lissone.

Si alzò dalla scrivania e raggiunse quella di Laura davanti alla sua postazione.

“Ora mi dirà di no! Alla fine ho dieci anni in meno di lei… però una volta mi ha detto che per lei l’età non conta; basta che in ogni rapporto ci sia sintonia”. Questi i suoi pensieri mentre avanzava lento verso Laura.

“Laura…”. Sentendo il suo nome lei si girò di scatto, quasi come se veniva svegliata da un sonno profondo.

“Si?”. Osservandola Luca si rese conto che gli occhiali da vista le donavano.

“Hai da fare stasera?”

“No, perché?”.

“Io mi chiedevo se…” Attacco di panico imminente. “…mi stavo chiedendo se stasera ti andrebbe una pizza…”. Ce l’aveva fatta.

Laura si tolse gli occhiali, i suoi occhi sembrarono ingrandirsi a dismisura :

“Volentieri!”. Il tono della voce era entusiasta, come se stesse aspettando quella proposta da anni.

“C’è una pizzeria a Boffalora, si chiama Grotta Verde, si mangia bene…”

“La conosco! Ci sono stata una volta con delle amiche, mi piace!”.

Ormai Luca si era sciolto : “Allora per che ora facciamo?”.

“Facciamo per le 8?”.

“Ok per le 8 sono da te!”.

“Va Bene! A più tardi!”.  “A stasera allora!”.  
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Profilo Autore: luke676  

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