Sala grande dell'inTronato.

Interno rivestito di Pellet rossi e cotillons con le cotiche.

Scena prima.

Entra il Re Zaurro e la regina Citronella.

Alzatevi zotici e formaggiate la coppia reale.

Il regista da cenno di lanciare caciotte e caciocavalli.

Tutti si alzano dallo stallo e si mettono in piedi formando appunto un piedistallo

che sa di stalla.

“Via con lo stallattico essiccato prelevato dalle stelle delle farse”

Urla l'aiuto regista.

Deiezioni da comparse che hanno fatto colazione con i Pan di Stelle al cacao.

La scena pare buona.

Ciak 1 avanzi di galera il Re.

Zaurro avanza nel merdificio artificioso con regale snoccoleria,

la regina lo segue con scettro di Scottex Texano all'essenza di Assenza.

Discorso programmato come da copione incallito incarnito.

“IO, abbiamo venuto a voi in compagnia di IO, per dirvi miei cari sudici sudditi, che IO abbiamo deciso di regnare con il consenso di IO nonostante il vostro dissenso al mio assenso. Comprendo la gioia di IO e compiaccio IO di questa elevazione.

La sposa qui presente di IO sarà la vostra regina insieme a IO che sarò un re imparzialmente parzialmente diviso per cariche e gradi: quindi nomino IO nei seguenti nomi da eleggere senza elezione elettiva o consultiva.

Al ministero dei bagordi: Ertramvato 2.

Al ministero per i rapporti non protetti: Hosvald Junior Senior Mc Wolf.

Al ministero della pubblica distruzione: Edipolo Adiposo Chips.

Al ministero dei trasportati defunti: Giordano Maria Antonietto Pussy Pussy.

Al ministero delle fregature: Mastrologo Sperimentato Ammaliato.

Al ministero dell'ambiente saturo: Saturnino Giangiulio 2

Al ministero dell'esterno: Infrattato di Ripamerdosa

Al ministero della Salute Pubblica Mia: Ingegnoso Aliberto Andrea Giuseppe PierBelisario.

Al ministero delle infraditostrutturate: Pia Algisa Maregiatta Magda Borletti.

Al ministero dei misteri: Salamino Salamone Enrico Ulrico di Nostradamola.

Sottosegretario generale per il Parlacollo: Ladovia Lodofica

Sottosegretario dei sottosegretari: Mena Mona Pina Labona.

Portavoce del governo: Me Io Medesimo Stesso Immedesimato In Mestesso di Ntrama Corta.

“E ora dopo l'elencazione dell'elenco dei nomi sopra elencati dichiaro nominati ed eletto Io che sarei noi medesimo col nome di Zaurro Gran Zaurro del regno dei Zaurri”

Applausi finti registrati in playback

Clap... clap... clap... clap... clap...

“Benissimo possiamo alla scena successiva”

Ciak 2 buona si gira.

Interno rosa con patatine rosolate in olio di colza.

Palco degli osceni inquadrato.

Scena prima, atto primo senza profilAttico.

“Oh mia amata sposa ora siamo IO soli con noi e ti possiamo IO abbracciare. Finalmente IO abbiamo raggiunto il potere desolato ma non assolato, possiamo IO ritirarci nelle camere e copulare il binomio in atto unico di farsa salsata con viagrante antipesto di melma”

“Sì mio spusso mi addiverrò insieme a IO, sarò il tuo oliere di sfiducia,

sarò la tua ninfa sugli scoglioni degli Aculei, sarò una discarica fiume

nel suggere il tuo olezzo ribrezzo di merLuzzo. Amami ma Amami come sai amare IO e ti seguiterò come una rintintonita acronima della acronimo anonimo. Sarò brezza del cesso, sarò bitume del fango, sarò scarto industriale, sarò Sara l'amara come un'aranciandata mercanteggiata.

Insomma facendo la somma saremo un popollo unito e unico nella sua unicità con la sua disgiunta molteplicità univoca. Saremo tutto un tuttuno come la vecchia orchestra di Gino Patruno a Porcobello night.

Per farla lunga faremo quello che “cazzo” ci pare.

“Mia sgradita consorte di IO come sparlate bene insieme a IO, siete degna compare di IO che ho ancora bisogno di un sogno d'Edipo che è meglio che non dico. IO possiamo essere soddisfatti di come abbiamo trombamarinato tutti con i ciufoli zufoloni da IO inventati. Ora rechiamci orsa nella reggia

e reggiamo il moccolo del brutto anatroccolo e che si dia giro alla “Trozzola Reale”.




Nuovo applauso degli astanti compassati in comparse con grida di giubileo.

Esterno giorno.

Porcheggio esterno al teatro.

Un ausiliare del traffico multa le molte vipcar dei vip che se ne impipp.

“Astronzo, sono il regista della farsa e le auto sono di IO e dei miei amici, non puoi multarle (Astronzo è il nome dell'ausiliario non coadiuvato da alcuno)”.

“AnZaurro regista Re, tanto ho capito che sei solo te, levate de torno che IO lavoro e nun c'ho da perde tempo”

“Maleducato zoticone porta rispetto per IO, te faccio licenziare”

“A coso mo m'hai rotto veramente faffanculizzati un po' più in là che noi se semo rotti de sti registi de merda”




Pubblicità Regredita

“Per le pieghe indesiderate regalate “STIROTUTT” il sigillone adatto anche per un gran culone... lo troverete nelle migliori drogherie per astinenti”




Esterno notte

Cala il sipario: tutti sono andati via, le maestranze non hanno potuto dimostrare, la comparse non sono comparse e le farse non sono mai apparse.




“Dorme il mondo, dorme l'intelletto tutti in fila per andare a letto”

Grazie a non vederci più alla prossima rappresentazione.

Questa è una satira sociale sulla realtà...

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Commenti  

Giancarlo Gravili
+1 # Giancarlo Gravili 24-10-2017 11:40
Direi la recita del potere che crede di essere potere potente e in tal modo di occludere menti e intelletti al libero diritto d'esistenza. Il giogo a cui si vuol legare il bue vale per gli occhi e le coscienze massificate e dominate.
Noi siamo liberi anche se schiavi e in schiavitù urliamo la nostra libertà.
Grace D
+1 # Grace D 24-10-2017 19:34
Davvero esilarante questo racconto, molto spassoso, credo che dovresti scrivere per il teatro.
Buona serata Giancarlo!
Giancarlo Gravili
+1 # Giancarlo Gravili 25-10-2017 13:28
Accanto alla parte ludica rimane il messaggio sociale per il disagio che offre il teatrino della vita, d'altronde questi sono scritti che hanno una loro categoria ben distinta e non possono essere incorporati in canoni classici o poetici essendone distanti. Grazie Grace del passaggio

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