In certi momenti starsene in silenzio ascoltando il fruscio del mare e la risacca aiuta a riflettere e a pensare, anche a scrivere. Gia Scrivere, come se qualcuno al mio interno mi dettasse dei pensieri e poi la mia mano unisce le lettere formando le frasi. Poi piove! La vicina rincasa dall'ufficio, non ci siamo mai presentati ne parlati sinceramente, eppure spesso mi ha ascoltato mentre suonavo la chitarra o l'organetto a bocca; Nei pomeriggi bui di gennaio aprivo le finestre e guardando nel vuoto iniziavo a suonare, lei si metteva con le orecchie alla fienstra e a volte applaudiva. Nulla però, quando incrociavamo gli sguardi, subito li abbassavamo per timidezza forse.
Oggi è meraviglioso starsene in silenzio ad osservare il tramonto rosso che colora l'acqua d'arancione, è bellissimo ed indescrivibile osservare dietro il velo di fumo della sigaretta come, i bambini riescano a divertirsi a ritmo sfrenato. il vino fresco scende che è una meraviglia, mi preoccupa ciò che sarà tra un'istante. Il mio è un lavoro incerto, se scrivo e pubblico, devo sperare che la gente compri il libro altrimenti devo reinventarmi di nuovo.
La vicina si affaccia, mi sorride, ha in mano due bicchieri di plastica e una granita suppongo di limone, si avvicina e con un sottile tono di voce dice: "posso offrirti un bicchiere di granita? E' il costo del mio biglietto per starti ad ascoltare anche in questa nuova stagione.
Sorrido, annuisco, spengo la muratti e sorseggio la granita, mi si rinfrescano le idee e le mani. Guardo lei, è li immobile che mi osserva, non sono uno che ringrazia facilmente, non ho mai sopportato certe regole, mi sonoa deguato si, ma mai del tutto. Le accarezzo i capelli e le dico: "mi piacerebbe sapere qual'è il TUO nome, non posso sempre chiamarti HEY!" Lei tace. Non me lo dice, anzi mi fa: " quale nome ti viene in mente in questo momento? Non ho mai amato dare nomi alle cose e alle persone, le ho sempre chiamate in silenzio" io rispondo: " Laura, ti chiami Laura, ne sono sicuro, ti riconosco dal sorriso e dagli occhi, la tua voce mi ha gelato le vene, non ti ricordavo cosi, ti ricordavo diversa, ma d'altronde non ci siamo mai parlati".
Laura o come si chiama, mi saluta con la mano mi da le spalle e ritorna a casa. l'avrei sognata quella notte. rivolto agli scogli sciolsi le mie ultime riflessioni e le mie ultime parole con Zaratustrha, che mi rincuorò sulle donne e sui nomi.
I nomi sembravano inutili, ma riuscivano a farti distinguere dagli altri. Iniziai a suonare ciò che mi veniva spontaneo, privo di ogni logica, e nella mia testa vedevo delle scene che di li a poco avrebbero preso forma in una delle tante canzoni che ho chiuso nel cassetto....
...CONTINUA...
Oggi è meraviglioso starsene in silenzio ad osservare il tramonto rosso che colora l'acqua d'arancione, è bellissimo ed indescrivibile osservare dietro il velo di fumo della sigaretta come, i bambini riescano a divertirsi a ritmo sfrenato. il vino fresco scende che è una meraviglia, mi preoccupa ciò che sarà tra un'istante. Il mio è un lavoro incerto, se scrivo e pubblico, devo sperare che la gente compri il libro altrimenti devo reinventarmi di nuovo.
La vicina si affaccia, mi sorride, ha in mano due bicchieri di plastica e una granita suppongo di limone, si avvicina e con un sottile tono di voce dice: "posso offrirti un bicchiere di granita? E' il costo del mio biglietto per starti ad ascoltare anche in questa nuova stagione.
Sorrido, annuisco, spengo la muratti e sorseggio la granita, mi si rinfrescano le idee e le mani. Guardo lei, è li immobile che mi osserva, non sono uno che ringrazia facilmente, non ho mai sopportato certe regole, mi sonoa deguato si, ma mai del tutto. Le accarezzo i capelli e le dico: "mi piacerebbe sapere qual'è il TUO nome, non posso sempre chiamarti HEY!" Lei tace. Non me lo dice, anzi mi fa: " quale nome ti viene in mente in questo momento? Non ho mai amato dare nomi alle cose e alle persone, le ho sempre chiamate in silenzio" io rispondo: " Laura, ti chiami Laura, ne sono sicuro, ti riconosco dal sorriso e dagli occhi, la tua voce mi ha gelato le vene, non ti ricordavo cosi, ti ricordavo diversa, ma d'altronde non ci siamo mai parlati".
Laura o come si chiama, mi saluta con la mano mi da le spalle e ritorna a casa. l'avrei sognata quella notte. rivolto agli scogli sciolsi le mie ultime riflessioni e le mie ultime parole con Zaratustrha, che mi rincuorò sulle donne e sui nomi.
I nomi sembravano inutili, ma riuscivano a farti distinguere dagli altri. Iniziai a suonare ciò che mi veniva spontaneo, privo di ogni logica, e nella mia testa vedevo delle scene che di li a poco avrebbero preso forma in una delle tante canzoni che ho chiuso nel cassetto....
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Commenti
buona giornata