Non c’era tempo da perdere. Come di rito, baciai Silvia sulle guancie prima di lasciare la stanza, altrettanto fece Edda.

Una volta a casa, ebbi timore a salire le scale e ad aprire la porta rimasta chiusa per una settimana. Appena girai la maniglia, tutto si presentò come l'avevo lasciato : i vestiti sparpagliati sul letto, a terra la valigia ancora aperta e quel diario maledetto sul comodino.

Edda si guardò intorno esaminando ogni angolo della stanza, finché non giunse ad afferrarlo. Restai in silenzio, con la paura che da un momento all'altro i suoi occhietti azzurri si rivoltassero e dalla sua bocca uscissero nubi bianche dalle mille facce.

"Tranquillo, non sono nelle condizioni per una materializzazione".

"Ma... io non ho detto niente".

Dimenticai per un attimo che Edda possedeva la facoltà di percepire tutte le sensazioni delle persone, inclusi i pensieri.

“Mmmm… Fabienne.”. Nonna si accorse della firma presente nel diario. Accarezzando la copertina, chiuse gli occhi.

"Riesco a vedere una casa...". Per fortuna la sua voce risultò invariata. "Una grande casa, a due piani... al centro un giardino, degli alberi di ulivi..."

"Cos'altro vedi?". Domandò la mia voce tremante.

"Vedo... una bambina, vestita con una camicetta bianca e la gonnellina nera, ai piedi porta calze bianche e sandali neri... in testa ha un fiocco bianco a stringere i suoi biondi e lunghi capelli... è felice : fa rimbalzare la palla a terra, ma non rimbalza bene sul terreno spigoloso... ma lei è felice : la rincorre ridendo spensierata".

Subito dopo emise un gemito lasciando cadere il diario. Arrivai appena in tempo a sorreggerla inginocchiandomi al suolo.

"Nonna! Nonna!". Gridai spaventato scuotendo il suo corpo leggero.

"Oh... come urli giovanotto!". Finalmente rinvenne aprendo lentamente gli occhi. 

"Oh nonna, ci sei ancora!".

"E' l'inconveniente principale di noi medium : quando terminano i nostri contatti, il nostro corpo si svuota...".

La accompagnai in salotto aiutandola a distendersi sulla poltrona. Dopo averle offerto un bicchiere d'acqua, vidi il suo volto riacquistare vitalità e i suoi occhi brillare nuovamente di luce vispa e attenta.

"Pensi che la bambina che hai visto possa essere Fabienne?".

" Ti rispondo di si!".

"La casa che hai visto... dov'è?".

"Non so dirtelo, la mia visione è stata breve... potrebbe essere ovunque...".

"Abbiamo la certezza che si trova in Italia : il diario è scritto in italiano".

"Non è detto : potrebbe trattarsi di una ragazza che viveva all'estero con genitori italiani".

“Fabienne è…”.

“Passata nel regno dei morti, sì”.

Decisi di chiudere il discorso visto il suo affaticamento e, osservando il mio orologio da polso, le proposi di cenare. Edda accettò volentieri, cucinando con il mio aiuto una zuppa di cavoli.

La serata proseguì "in compagnia" del diario di Fabienne. Mi recai ancora una volta in quella stanza a recuperare il diario disteso sul pavimento; ma una volta ultimato il mio compito, sgattaiolai fuori dalla porta come un bimbo impaurito.

Con il “caro vecchio” tremore alle mani, sfogliai le pagine successive a quelle che lessi ad alta voce nell’appartamento di Silvia. Edda si mise comoda in poltrona, giunse le mani appoggiandole alla lunga gonna nera, pronta ad ascoltare. Tentando di assumere una posizione confortevole nel divano di fronte, iniziai la lettura :   

"20/06/1976 :

Oggi pomeriggio Sandra mi ha proposto di fare serata al Piraniah. Forse "mi farà bene" come ha detto lei... Sandra ha ragione : devo smetterla di pensare a questi orrendi incubi. Lei se la ride e non capisce anzi, oggi mi ha pure detto : "smettila scema!". Io non sono scema, ciò che vedo è reale! Perché nessuno mi crede?".

Dopo il punto interrogativo il foglio appariva usurato da "scarabocchi" inflitti violentemente con la penna.

"Piraniah...". Bisbigliai con fare pensieroso. "Credo sia una discoteca ma... aspetta! Ricordo che mia madre me ne parlò di quando la frequentava da giovane! Si! Il Piraniah si trova, cioè si trovava perché ora credo proprio non esista più, in zona Novara, quindi non lontano da qui!".

"Bene! Abbiamo la certezza che la ragazza soggiornava in Italia." Affermò Edda.

"24/06/1976 :

Non riesco più ad ascoltare musica, a leggere, a cucinare : la mia mente è nelle sue mani. Maledetta a me che ho deciso di prendere la Graziella e percorrere quella dissestata strada di campagna... ma si sa : ognuno ha bisogno di pace interiore quando l'anima duole... lui è apparso in cima alla collinetta tra le due betulle... dio mio, che ribrezzo! Sfortunatamente ero abbastanza vicina alla collinetta da poterlo scorgere in pieno. Il nero mantello, il cappello sgualcito, gli abiti usurati; il volto esangue, i lunghi capelli neri e quei terrificanti occhi verdi che puntavano dritti alla mia persona... si! Era lui : l'uomo che rende schifosamente insonni le mie notti."

Nonna Edda schiarì la voce : "La descrizione coincide perfettamente a quanto mi ha detto Silvia più volte... non ci resta che evocare lo spirito di Fabienne".

"Ma... come?".

"Da anni conosco un uomo...". Rispose calma. "Il suo nome è Stefano Brandani; è un famoso medium di Milano... siamo rimasti in contatto da quando lasciai l'Italia e ho partecipato con lui a diverse sedute ed esperimenti di ipno-magnetismo... è una brava persona, sicuramente ci darà una mano".

L'idea di partecipare ad una seduta spiritica mi terrorizzava, poiché da sempre nutrivo un certo timore riguardo le conseguenze che potevano arrecare all'uomo se non eseguite con le adeguate precauzioni. Ma la vita in gioco era quella di Silvia, e al mio fianco vi era la più esperta e famosa medium russa, quindi accettai l'idea di contattare Brandani. 
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: luke676  

Questo autore ha pubblicato 43 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Commenti  

Sir Morris*
+2 # Sir Morris* 06-02-2016 15:13
Bravo

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.