T'amo,
negli occhi del mattino,
nelle riflesse movenze
dell'acqua d'un catino.
Nel sonno dell'aurora,
quando un raggio di sole
ancor non sfiora.
Nello sguardo terso
in attesa del tuo venir perso.
T'amo,
così a me disse un distratto destino,
nelle pieghe del mio esser bambino,
nel vento di levante,
fra gelsi e labbra,
nelle tue orme
sparse sulla sabbia.
T'amo,
ogni ultimo istante,
tra un crepuscolo rosso rubino
e un velo di luna calante.
Nelle pieghe d'aprile,
mentre il mare lento suona
come i solchi d'un vecchio vinile.
T'amo,
più d'un lembo d'infinito
scritto col sangue
sulla scia del mio vivere sbiadito.
Nei fremiti delle fronde
che fan eco,
all'infrangersi dell'onde.
T'amo,
cercando nell'eden del mio giardino,
le stille d'un amore
immaginato negli occhi del mattino.
E come aurora
che nella luce imprime versi
sciolgo vele in sogno ancora
lasciando il cuore
viaggiare d’era in era
prima che io divenga
una svanente libellula nera
negli occhi del mattino,
nelle riflesse movenze
dell'acqua d'un catino.
Nel sonno dell'aurora,
quando un raggio di sole
ancor non sfiora.
Nello sguardo terso
in attesa del tuo venir perso.
T'amo,
così a me disse un distratto destino,
nelle pieghe del mio esser bambino,
nel vento di levante,
fra gelsi e labbra,
nelle tue orme
sparse sulla sabbia.
T'amo,
ogni ultimo istante,
tra un crepuscolo rosso rubino
e un velo di luna calante.
Nelle pieghe d'aprile,
mentre il mare lento suona
come i solchi d'un vecchio vinile.
T'amo,
più d'un lembo d'infinito
scritto col sangue
sulla scia del mio vivere sbiadito.
Nei fremiti delle fronde
che fan eco,
all'infrangersi dell'onde.
T'amo,
cercando nell'eden del mio giardino,
le stille d'un amore
immaginato negli occhi del mattino.
E come aurora
che nella luce imprime versi
sciolgo vele in sogno ancora
lasciando il cuore
viaggiare d’era in era
prima che io divenga
una svanente libellula nera
