Hanno messo il cielo
in un quadro di sostanza,
la visione tattile di un qualcosa che si mostra sempre e solo da lontano,
eteree presenze a cui rifarsi quando si è pieni di domande,
le stelle
numeri in cornice,
marchiate solo perché tutti hanno paura delle cose senza nome.
Parole per creare, per conoscere,
parole per controllare.
Su una tela,
parole cadute.
Dall'alto
freddi silenzi,
i fantasmi nei celi di un tempo, pieni di oscurità.
Dal basso
chiacchiere scintillanti,
i desideri appesi sulle spiagge a mezzanotte.
Ordinate!
Coordinate
le stelle, riflesse sulle onde
numeri e parole,
perse fra le spole in fondo al mare.

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