Dicono

Varia e mutevole cosa è la donna

pelle di carta straccia. 

Ho lasciato correre nero liquame

parole, solchi per ogni brandello

appeso a questo filo di carne.

Ho lasciato fare

strappato le braccia all’orgoglio

ceduto il nervo, scavato le ossa

succhiato il dolce peccato

e poi ho ingollato rosse colate

prosciugato crateri bollenti

abbiamo attorcigliato le carni, 

ci siamo fatti nodi stretti,

con le lenzuola i grembi avvolti.

Mi camminavano dentro schiere di uomini in fiamme
lame di organi, piume di frecce di sangue.

Ho ripulito ogni strazio, bruciava tutto.
Ti ha sbattuto la fuga al mio letto,

mi hai suonata, corda di violino
e ho inghiottito ogni ritmo.

Con quale lirica oggi volgi le tue vele altrove?

sui polpastrelli segnavi note d’amore.

L’ira arde e travolge, divelta l’anima, il corpo

gettato sul ferro, discendo tra le ombre

perché possa io schiuma sul mare fare a pezzi

ogni nave, esserti rovina, regina senza corona.
Possa io bruciare ancora.

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Profilo Autore: Lehel  

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Commenti  

Catilina
+1 # Catilina 08-06-2022 11:01
Bella incursione epico-mitologica...

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