Parlami piano ancora
e poi sorridi
mentre la mano mia
tremante ti sfiora il volto.
Il peso delle tue lacrime
ha già solcato il mio nome.
Nella mia coscienza l’immagine
di te brillerà come un faro
tra la nebbia del mare d’inverno.
Mentre io come umile
guardiano animerò la tua luce.
Ad un ricordo indelebile
ho già affidato
la tua innocenza, che per me
si tinse di rosso, affinchè
io possa scrutarne il mistero
domani e sempre.
Ma lascia che i miei occhi
ti sfiorino ancora una volta
e poi, fuggi via lontano.
Come la morte cancella i nostri
volti e tanto nobili
ci affida alla memoria,
così il ricordo sepolto di me
ti sarà accanto,
guardiano del tuo domani.
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