E se davvero
non vi fosse altro
che queste poche righe
incise dal mio amore?
Un amore
che seppe supplir
le carezze sognate
e mai date,
e che si espande
ancora, come
l'acerbo sole d'aprile
sui verdi colli,
che squaderna
il suo calore tra le valli
che festanti
proteggono le
vecchie cascine
arroccate sul fiume.
Fu proprio il sole
d'aprile,
quell'acerbo sole d'aprile,
a portarti via.
Come se solo
il gelido inverno
riuscisse a tenerci stretti.
Quando trovammo il
coraggio di esser liberi,
la forza per distrugger
le incombenti incertezze
che si dischiudono
al presagir
di un vero amore.
Ancora mi struggo
tra le parole accasciate,
tra i baci strozzati
dalle labbra tue, così pallide.
Tanto amara
è l'idea che trascina alla resa.
All'orizzonte,
la meta lontana che
allevia l'arduo naufragare,
è svanita,
tra la foschia
e il vano morir.
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