Ti vedo, ti osservo, ti odo
e non te accorgi anima giovine,
miro al tuo illibato volto, oltre semplici
confini, attendo l'incontro
dei nostri occhi curiosi
e silvani, mentre suona allegre
sinfonie il tuo canto, e s'animano
le tue esili dita, si librano nell'aria
nuova le tue mani ancor
per poco bambine. Si tratta di uno
spettacolo sincero e piccino
sul palco del grande teatro, è affine
ogni tuo sorriso alle distese
spiagge d'estate, e la spuma
del mare che avanza e si ritrae
a brevi, leggeri spasmi del cuore,
quando miro la luce diffusa dei tuoi denti
il biancore. Da lontano di inafferrabili
e morbide nubi hanno il sentore le tue
migranti labbra carnose.
Vesti sobria i colori e i profumi della
natura sicché pare tu celi il
fiore sotto le insistenti e goffe
altre verdure, ma nulla al mondo
assomiglia ai tuoi petali graziosi,
al labile stelo, nessuno conserva
lo stesso ardore, sicché i gai bambini
non ti calpestano, puerile attenzione
Prestano, forse ti osservano per poco
imbarazzanti, ma non ti toccano
nemmeno, impauriti, incuriositi
dai tuoi movimenti al timido
vento, dalle tue forme graziose
e sincere, è sicuro un amore
lontano, un amore inesplorato,
un amore materno che a fragili
gesti suona l'arpa della vita
senza cure. Non temi l'inverno,
nemmeno le nevi, sai pure che
sotto metri e metri di nubi
risplendi e giaci. Pur se non ti vedo e non
ti odo più, ti vedo e ti odo oltre sbalzati
recinti di ricordi. Abbiamo entrambi perduto
un nobile amico: il tempo.
e non te accorgi anima giovine,
miro al tuo illibato volto, oltre semplici
confini, attendo l'incontro
dei nostri occhi curiosi
e silvani, mentre suona allegre
sinfonie il tuo canto, e s'animano
le tue esili dita, si librano nell'aria
nuova le tue mani ancor
per poco bambine. Si tratta di uno
spettacolo sincero e piccino
sul palco del grande teatro, è affine
ogni tuo sorriso alle distese
spiagge d'estate, e la spuma
del mare che avanza e si ritrae
a brevi, leggeri spasmi del cuore,
quando miro la luce diffusa dei tuoi denti
il biancore. Da lontano di inafferrabili
e morbide nubi hanno il sentore le tue
migranti labbra carnose.
Vesti sobria i colori e i profumi della
natura sicché pare tu celi il
fiore sotto le insistenti e goffe
altre verdure, ma nulla al mondo
assomiglia ai tuoi petali graziosi,
al labile stelo, nessuno conserva
lo stesso ardore, sicché i gai bambini
non ti calpestano, puerile attenzione
Prestano, forse ti osservano per poco
imbarazzanti, ma non ti toccano
nemmeno, impauriti, incuriositi
dai tuoi movimenti al timido
vento, dalle tue forme graziose
e sincere, è sicuro un amore
lontano, un amore inesplorato,
un amore materno che a fragili
gesti suona l'arpa della vita
senza cure. Non temi l'inverno,
nemmeno le nevi, sai pure che
sotto metri e metri di nubi
risplendi e giaci. Pur se non ti vedo e non
ti odo più, ti vedo e ti odo oltre sbalzati
recinti di ricordi. Abbiamo entrambi perduto
un nobile amico: il tempo.

Commenti
Eppure è così gentile la tua bravura nello scrivere. ..
Grazie