Lo chiamerò infine 

il tedio di Cento, 

questa lunga stagione 

di eventi nutrita, per 

le contrade sott'acqua 

non si respira e il cielo 

è mosso sotto la 

superficie, son già 

sommerso e la pioggia 

non bagna, non rinfresca, 

essa s'abbandona, 

cade, crea milioni di 

cerchi sospesi che 

appaiono, si sfiorano, 

si toccano, in sottili 

istanti scompaiono. 

Tutto è un immerso, 

silenzioso ritmo incantevole.
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Profilo Autore: Ivan Forni  

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