Laggiù, lontano, chissà dove,
la vita cittadinesca, anima
fanciullesca, solleva dalle mura
a valle del pioppo e cattura: Ferrara.
Aulisce il suo vecchio respiro,
è perspicuo all'ombra dei rami,
il suo cuore nel castello celato,
che si leva lontano, ma batte
rinchiuso piacevoli ritmi, sicché pare
che vibri e pianga, ma di piacere,
sin dai porfidi della piazza,
su per la cattedrale, finché leggero
sfiora ogni pietra, ogni balcone o porta
o finestra tra le volte scure, ai giardini
sereni. Il tramonto su Ferrara lo si rammenta
fin da bambini, le mani intrecciate come
il tronco d'Olmo irto e pensoso, quanti
pianti hanno asciugato le tue radici,
quanto hanno udito i tuoi rami i sorrisi,
o le tue foglie accarezzato. Ferrara sei
bella, sei dei poeti la terra, che patria
hanno questi artisti se non nei crepuscoli
ammantati di luci, qua e là per vie giubilanti
e piazze allestite, e nelle fresche mattine
assopite, giacigli di braci di notturne passioni,
danzano con te tutte le anime, ti incontrano
sempre, anche quando non vogliono,
ti abbracciano, e tu doni loro il bacio
d'oro sulla fronte illibata, col canto
di musici di strada, ai confini di ebbre
taverne incantate e corroboranti
viottoli selciati, dove si mesce la fulgente
ardenza di animi buoni. Ferrara sei bella,
sei la farfalla azzurra appoggiata
su una bianca corolla, starti accanto
è stare accanto a un vecchio sogno.
la vita cittadinesca, anima
fanciullesca, solleva dalle mura
a valle del pioppo e cattura: Ferrara.
Aulisce il suo vecchio respiro,
è perspicuo all'ombra dei rami,
il suo cuore nel castello celato,
che si leva lontano, ma batte
rinchiuso piacevoli ritmi, sicché pare
che vibri e pianga, ma di piacere,
sin dai porfidi della piazza,
su per la cattedrale, finché leggero
sfiora ogni pietra, ogni balcone o porta
o finestra tra le volte scure, ai giardini
sereni. Il tramonto su Ferrara lo si rammenta
fin da bambini, le mani intrecciate come
il tronco d'Olmo irto e pensoso, quanti
pianti hanno asciugato le tue radici,
quanto hanno udito i tuoi rami i sorrisi,
o le tue foglie accarezzato. Ferrara sei
bella, sei dei poeti la terra, che patria
hanno questi artisti se non nei crepuscoli
ammantati di luci, qua e là per vie giubilanti
e piazze allestite, e nelle fresche mattine
assopite, giacigli di braci di notturne passioni,
danzano con te tutte le anime, ti incontrano
sempre, anche quando non vogliono,
ti abbracciano, e tu doni loro il bacio
d'oro sulla fronte illibata, col canto
di musici di strada, ai confini di ebbre
taverne incantate e corroboranti
viottoli selciati, dove si mesce la fulgente
ardenza di animi buoni. Ferrara sei bella,
sei la farfalla azzurra appoggiata
su una bianca corolla, starti accanto
è stare accanto a un vecchio sogno.

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