Danza spettrale del vento,
alchimia musicale
tra la ragione e il corpo.
L’ inverno inventa suoni
intenti a non capacitarci mai …
Seguo la scia
dei miei comandamenti,
ma sono i peccati
a tracciare il percorso più breve,
mentre ora bevi la sete
e ti affidi alle mie malinconie …
Ora siamo il piacere nella solitudine,
la visione lunare di un pianto,
l’ agitazione del mare.
Siamo alberi, nudi ma vivi …
la libertà delle migrazioni,
siamo oltre il giorno che muore prima di noi.

Commenti
del tempo che, pare trasmetterci una stasi di riflessione valevole al proseguimento del
cammino di conoscenza del nostro io. Versi profondi di riflessione. Piaciuta molto Emanuele.
Un saluto, Grace