Uno spazio chiuso, un castello dell’arte

tutto nostro - che importa come lo chiami-

come già era, astratto, empio e nebuloso

come il silenzio dell’oceano, nel buio distratto

della luce fioca di ogni luna calante.

Un luogo di ritratti come un salvagente

da abitare senza rimorsi, il patto

che è stato scritto sulla sabbia, se lo richiami

dal cuore senza contorni allo stato gassoso

sarà un legame senza tempo, noi in disparte.


Room in New York, 1932 by Edward Hopper

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: mybackpages  

Questo autore ha pubblicato 326 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Collegati o registrati per lasciare un commento.

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.