Comprami, l’asta è già aperta, non sono una canzone
eppure come jukebox di parole a qualcosa posso servire
morire d’amore, a volte è successo, persino ai poeti
sono casi rari, si soffre però, si perde la rotta, lo vedi
questo specchio? E’ stato un vecchio arnese tempo fa
ora rimesso a posto dal nuovo signore dall’età
indefinita, ti nasconde le rughe e canta le lodi
della tua bellezza, la forza è un’altra storia, d’atleti
immortali con lo scudo delle stelle, quella polare
a indicare la rotta ai naviganti dell’emozione.
Non ho venduto, però, l’anima al diavolo
se qualcuno lo pensa è perché mi hanno rubato
le chiavi del senso, ma se resto sveglio e ti guardo
svestire le tue chiome e lucidare la pelle
con i raggi del sole d’estate, ne colgo il profumo
ne respiro l’incanto del tempo andato in fumo
con l’incendio dei sensi sulla spiaggia a valle
di ogni amarsi. Quale sia il viaggio e l’approdo
ho vinto ho perso pazienza se ho fallito
suonerò una musica più densa da questo angolo.
Il mendicante dei colori bussa a denari
quando è bastoni a comandare, hai guardato le carte
nel sogno di stanotte e pensi alla vittoria
ma ai bari è consentito di cambiare la direzione
delle onde cerebrali, hai visto l’errore
e il tenore ha stonato, mi duole il cuore
il cerchio è chiuso, se anche la verità è finzione
se pensi che sia tutto scritto nella storia
che leggi a posteriori, hai scelto la parte della sorte
che non torna mai nei suoi numeri dispari.

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