Che cosa me ne faccio
delle leggi scritte
se l’inganno mi persuade
più di un illusione;
se ogni dogma
ha il suo lieto fine
ma la verità
è ancora l’unica a stupire.
Che cosa me ne faccio
delle tue parole
se l’Amore assomiglia
a un caleidoscopio;
se ogni richiesta esagerata
ha il suo prezzo da pagare
e ciò che non uccide
ci rende folli.
Che cosa me ne faccio
della metrica
se la poesia è cinica
più di una condanna;
se ogni abito
ha il suo monaco
e la stoffa
può scucire anche un artista.
-La mia strada rimane il vestito più bello che ho-

Commenti
I dogmi lasciali perdere... sono fatti per far ammutolire le persone,
l'amore... quando chiede e pretende non è amore,
la metrica per carità... i conti delle sillabe, i paletti, le rime... lasciamoli agli spoeti bugiardi...
Ti rimangono la tua strada, scelta da te e percorsa da te e la verità... davvero l'unica che quando sbuca fuori (perché lei si nasconde, sai? le piace starsene in un angolo e vedere quante bugie sanno inventarsi gli uomini fatti di pochezze) riesce ancora a stupire, nel bene e nel male!
ciao pensatore! :)
LIETO INIZIO SETTIMANA.
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Buona giornata
senza tutto questo, senza tutto questo scucirci, questo rimettere insieme tessuti diversi, strato dopo strato a logorarci e poi capirci ..così in assonanza di parole..le poesie in rima o versi liberi hanno l'animo un po'eretico, un po' anticonformista e forse potrà sembrare patetico, ma credo in tutto questo sentimento amletico , credo nelle affinità elettive, coppie di parole con l'asse terrestre a renderle oblique e al loro roteare su loro stesse dentro di noi.
Ciao Emanuele..
PS:userò il mio commento come poesia