Ferma la mano dettata dal tuo odio,
sulla mia pelle non lascia più carezze.
Stringo forte al petto la speranza
che tutto finisca... che tutto passi in fretta.
In un angolo di muro freddo
che non si lascia abbracciare,
ripiegata su me stessa,
riparo la schiena dai tuoi colpi,
da cui non riesco più a difendermi,
non ho la forza di reagire.
Vorrei rialzarmi, ma non mi dai il tempo.
Nella gola, l'angoscia e il timore
avanza fino alla fine di ogni pensiero
fino a cancellarli tutti.
Abbandono me, eludendo
questo respiro che fa male
evado dalle fitte delle costole.
Percossa fino allo stremo...
altre cicatrici si aggiungono su ferite
non ancora rimarginate.
E giù... un altro colpo e... buio!
Con le mie braccia mi difendo,
con le mie gambe mi rialzo, ma...
mi ridesta il gelo di un pavimento,
dove il mio corpo e restio a lasciarlo.
Ancora una volta, riapro gli occhi
tutto è sbiadito e troppo dolorante.
Guardo i segni di una malsana follia,
lividi, sangue e pezzi di cuore,
la mia dignità è la prima a morire.
La mia casa è ormai fatta di lacrime e urla,
delusioni, sconforto, silenzio, solitudine,
e di oppressione da cui ho paura di fuggire.
Fisso il soffitto squallido e scuro,
ricordo i tuoi occhi verdi, mentre i miei...
vorrei chiuderli per sempre.

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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