Si apre lo sguardo su agonie di verdi e d’azzurri,
fuggono gli occhi a seguire stormi oltre le nubi.
Non è il mio, questo mondo che vedo
eppure, ci resto attaccato come un vecchio carrubo.
Onde di terra già muovono confini,
sarò presto straniero nel tutto che muta.
Mi bagnano i piedi nuove gocce di rugiada;
non dire che sono lacrime di fate scacciate dal regno.
Mi voglio nutrire di questa frescura!
Poi, i boschi saranno i ricordi più cari
nel domani che ci vedrà tornare umani.

Commenti
Ciao
Hai imparato bene a dipingere poesie oltre che racconti. Chapeau!
Carla
Ciao