Finalmente colano,
scintillano le belle lacrime
che non volevo conoscere.
E cadono, pesanti e calde.

Le avevo trattenute a lungo,
purosangue imbizzarrite,
solo per ritardare un po’
lo show dell’anima mia.

Nasceranno ancora, lo so,
le sofferenze per gli affetti persi.
Mi stringeranno nella morsa
del recinto che sarà blindato.

Sarò solo e avrò tempo
per pensare una volta ancora
ai bisogni di amori imperfetti,
ai fronzoli di false primavere.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Commenti  

Grazia Savonelli
+1 # Grazia Savonelli 04-11-2019 04:59
Amara e vera, ma se si chiude
una porta, si apre una finestra...
Silvana Montarello
# Silvana Montarello 07-11-2019 17:30
False primavere come false a volte sono le promesse di certe persone, una bellissima poesia, un caro saluto Aurelio.

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