Non ho da raccontarti
null'altro che i miei giorni di sale
a corrodermi l'anima ferita
parvenza d'una finta quiete
in un'amara vita.
Nessun eco che trasudi colore
solo grigio di giornate senza sole.
La parvenza non è che un sipario
dove nascondere il palcoscenico vitale.
Un paravento nasconde il letto del malato
per non dare in pasto a tutti il suo privato.
Fitta nebbia nasconde strade irte
dove non si può fare a meno
di ledersi i ginocchi.
Non si riesce per nessuna ragione
poter respirare aria pulita
a pieni polmoni.
Nessuna eco anche da lontano
riesce a ristorare il cuore umano.
Silenzi grevi, occhiate torve
sono il corollario dei miei giorni
giorni succinti in spregio della vita
che si riflettono
come anelli di catena...

Commenti
questa tua introspezione è molto intensa e come dice Francesco porta a riflessioni profonde .... è sempre un piacere leggerti
e raccogliere i frutti del tuo poetare grandioso .... un abbraccio grande !!!!
Il tuo sentire è forte e saggio, dolce ed intenso. Mi accodo ai complimenti di chi mi ha preceduto
e ti abbraccio caramente... Ciao... ^.^
Henry Lee, Michelina, Cosetta Taverniti. Auguro a tutti Voi un felice week end!