Cupa amarezza di vento

perpetua sul mondo morale,

dura è la notte e spoglio è il giorno

triste è il vagheggiare delle 

colombe sul cielo nel lago

Laddove solo non si sentiva chiusura

adesso è occlusione per la cosa perduta

Dove il mio viso rinfrescato

adesso sente la mancanza

e scende la goccia che non trova conforto.

Io mi pulivo e tu morivi

Dea della guerra, Dea Alata,

immune alle frecce di Eros

vola per i tuoi guerrieri 

attraversa il cielo che soffre

per te

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Profilo Autore: giorgette  

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Prima di morire vorrei...

toccare il cielo che risiede sopra di me,

radunare tutte le nuvole,

e piantare un campo di girasoli campagnoli davanti casa.
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Ho tanto freddo...
forse durerà per sempre
il mondo
che si sgretola in giuramenti brutali
il terrore caldo e veloce
che ci separa gli uni dagli altri.

Nello spazio di un controsenso
l’odio invisibile
uccide prima di un camion lanciato in corsa.

Dove pigola, in quale nido il cuculo divora
Il cibo di una mansueta umanità?
Dove si mietono vite?
L’odio rinchiuso in spazi d’anni
cresce nel libro oscuro
dove annegano coscienze...

In attesa di un risveglio
vibra nel colon la paura
nella notte che passa
infrange tremanti corazze di carne e sangue
distrugge
interrompe luci
restituendo voli martoriati al giorno
corpi alla terra
e semi d’odio ai demoni.
                                                                                                  
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Profilo Autore: rosannag  

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Quante volte Egli ti ha supplicato
di invertire la rotta?
E tu capitano come hai risposto?
Accanendoti a navigare
nel mare della morte.
Ti accorgi
che non ti sarà concesso
saltare nel tempo
e frodare
come hai fatto sino ad ora.
Lingua mendace,
biforcuta e assassina,
non inchina le armi
alla misericordia divina.
Infame bestemmia
raccoglie proseliti,
come ad ottobre
l'uva si raccoglie a vendemmia.
Quante volte hai profanato
la divina requie,
con un distacco ovattato,
ma amplificato
da pubbliche dichiarazioni di apostasia?
E quante volte ti dannerai
inscenando un coro come gli ossessi;
brucerai le poche energie rimaste;
ti estinguerai come la cera di una candela
maledicendo il Creatore
di essere nato?
Sempre! Sempre?
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Càndido giglio

orco recide al tèrreo

verde giardino.

 
Non più potrà diffòndere

fresco profumo il cuore!

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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Chiaro lampo illumina la sera
rumore disperato accompagna
i pensieri nel divenire del crepuscolo
e le immagini passate litigano
per farsi belle
agli occhi di chi le guarda
sfidando il grigiore
delle pagine di un album fotografico

scoppia il tuono
la pioggia bagna
un risveglio nostalgico
il chiarore di un fuoco
bruciando su ceppi ardenti
riscalda il senso di malinconia
dà luce alla nostalgica bellezza
di anni più giovani
tempi di irriducibili sogni
e tormentate idee

schianta il cielo
tuona l'immortale natura
l'anima di un vecchio uomo
davanti al fuoco prende congedo
mentre l'ultima fiamma
si inerpica su nubi grigie
e il rumore del tuono si perde
nell'oblio del presente.
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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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 All’indigenza negò di dare aiuto
chi d’opulenza fece il suo vissuto,
tenne stretto l’oro alle catene
e visse i suoi agi senza pene.
Sicuro che la vita sua terrena
di perenne e infinito fosse piena
la carità scordò, la compassione
e lusso e fasto fu la sua passione.
Quando venne l’ora del giudizio
si proclamò immune da ogni vizio
e dinanzi al corriere della morte
dalla paura non trovò manforte:
chiamò saggi, docenti, dignitari
cervelloni, sciamani, luminari,
ma l’assillo dell’ombra della fine
impregnava d’umore le sue trine.
Vide gemme e diamanti non brillare,
tutti gli ori e gli argenti liquefare,
tutt’intorno il chiaro si spegneva
e tanta la gente che gemeva.
Dove fosse lo sfarzo di sua corte
lo chiese al corriere della morte
ma non ebbe riscontro né risposta
così pagò la decima e l’imposta.

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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Non veda i raggi dell’aurora

e la luce non sia sulla mia anima.

Ora sarei a riposo  dai miei affanni.

Come i bambini che non hanno visto la luce

non sarei più.

I malvagi grazie ad ella smisero di fare danni.

E l’invidia spirò in un sol giorno.

All’ingiustizia le viene chiusa la bocca.

E tutti quando giacciono nella tomba

sono nascosti dalla frusta della lingua.



Quante volte ho pronunciato queste parole!

Quante volte chiamai la Signora Morte

ma ella si tappava gli orecchi

per non sentire i miei lamenti.

La mia richiesta d’aiuto era un semplice scherzo,

non intuiva quanto sul serio io parlassi.



E così la esecravo…

e faticosamente i miei giorni

dietro me trascinavo….

  

Fintantoché arrivarono quegli anni

in cui gioia provavo

e diletto in tutto ciò che facevo,

entusiasmo da vendere avevo

e mi ripetevo:

“Oggi farai questo,

domani farai quest’altro,

dopodomani terminerai quel lavoretto…”.



Ma una notte mentre giacevo sul mio letto

un essere immondo attraversò la porta,

aveva un grande mantello nero,

grande quanto il mondo,

mi guardò senza pietà,

e disse che con lei dovevo andare

che era giunto il mio momento.



Io  la implorai e le dissi:

“Permettimi ancora di assaporare la vita,

a 70 anni non poteva essere già finita!”.

Tuttavia la morte

con la sua forza incommensurabile

mi prese

e mi trascinò via con sé.

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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Ma dimmi a cosa hai pensato
quando il grido è rimasto muto
nell'ultimo istante
in cui sei caduto nel fondo

quando anche il vento
ha avuto timore 
di quel funesto
lontano rintocco

hai forse chiuso gli occhi 
o ti sei specchiato nel cielo
ed hai esitato

E tu che guardi oltre
- non dire!

Perché sai
sta in penombra
l’altra faccia della medaglia.

Nota: Inspiegabile è il suicidio, per tanto tempo mi sono arrabbiata pensando a chi lotta con le unghie e con i denti contro la malattia, ma poi ho riflettuto e ho capito che il male di chi compie un gesto così funesto si cela dentro e divora l’anima fino a gesti così estremi

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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Ti ho portato le rose.

Sulla lapide bianca

il tuo desiderio

ho deposto.

Ripongo in cuore

il grande dolore,

se non vuoi che si pianga.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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<Ancora qualche giorno
e toglierò il fastidio.>
Vedersi tutti intorno
mia madre ne soffriva.
Lei se lo sentiva,
infatti dopo poco
contrita, dipartiva.
Ed io non c’ero,
non c’ero io
quando l’Angelo di Dio
ti tese la sua mano
per elevarti al piano
oltre il firmamento.
Più tardi, m’arrivai.
Il farti compagnia
fu eco e antologia
di tutti i miei perché.
Eri severa in volto
come nell’ore estreme,
io un po’ stravolto
di quel stare insieme,
e ne approfittai:
non piansi, ma parlai.
Muto ed in catene
ti dissi all’infinito:
ti ho voluto bene.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Danzan in plenilunio 

pallide vergini,

che mai della carne 

sapor gusteranno. 




Ignoran inermi 

l'atroce destino, 

che il muto parlarne 

nasconde l inganno.           




Inciso da tempo

in migli infiniti,  

duro è portarne 

del corpo l affanno. 




Corta è la via

Crudele è la vita, 

Impossibile, scamparne 

(e) 

Così moriranno.
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Profilo Autore: Mattia Pizzal  

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Tutti abbiamo avuto vent'anni

ed un pensiero disonesto 

nei confronti del tempo.

Ed esso si rivale

nelle rughe nuove d'ogni giorno,

nello sguardo lento e molle di chi andrà,

di chi parte verso una meta certa.


E non siamo più.


Il volo è vermiglio,

lo smalto si stinge

verso opacità senza iridescenza,

via via più silenzioso.



Aspettando il tramonto

- si avesse ancora 

la puberale incoscienza!-

potremmo dirci, sorridendo:

"Si vive una morte sola"
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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

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E' venuto il tempo
ed ho preparato il vestito della festa
luminarie e fuochi d'artificio
per me 
è venuto il tempo
ed ho udito
giullari e musicanti intrecciare
inni e stornelli
per questo giorno
ed intanto tutti
attorno
pregano e piangono
rivivono ricordi
sorrisi 
parole 
è venuto il tempo
e ho stretto le mani ai convenuti
alle donne ai giovani
agli amici
è venuto il tempo
e sorridendo
ritorno da dove son venuto
o andrò in un altro mondo
in un altro quartiere
in un'altra solitudine...
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
(scritto dedicato ad una cara amica)



                                                                  Nell'ultimo istante
                                                                  riposa lo spirito guerriero.

                                                                  Le tremuli mani protese verso l'Infinito!

                                                                  Il pavido e pallido volto,
                                                                  si tinge dell'arcobaleno, nell'incontro Divino.

                                                                  Nell'offerta di gesti mortali,
                                                                  l'Eterno sorride ad umane virtù;

                                                                  e mentre la morte beffarda s'inchina,

                                                                  l'infinito Amore custodisce
                                                                 germi di vita umilmente vissuta.

                                                             

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Profilo Autore: Annamaria Latini  

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