Sono arrivato sulla collinetta
illuminata dal tramonto,
mi sembra di esser a casa,
ma un amaro in bocca
mi vien a guardar il marmo;
lo sfioro come una madre
farebbe col figlio.
Ed è caldo, come il suo sorriso,
che riusciva a far convertire il peggior sentimento;
come quello che aveva quando era senza soffio,
che sembrava dormir beata,
tanto da far parere anche colei più dolce.
illuminata dal tramonto,
mi sembra di esser a casa,
ma un amaro in bocca
mi vien a guardar il marmo;
lo sfioro come una madre
farebbe col figlio.
Ed è caldo, come il suo sorriso,
che riusciva a far convertire il peggior sentimento;
come quello che aveva quando era senza soffio,
che sembrava dormir beata,
tanto da far parere anche colei più dolce.
8 commenti
Raggiunto il bosco è il cielo il suo riparo
azzurro ancora intatto brilla vivo
quando il respiro fa tremare un faro
e il sale brucia il sonno del sollievo.
Sente il sicuro lui, la furia spenta
nel fumo nero al letto di metallo
nel sangue del fratello al cimitero
di Castelrosso, al prato del pastore.
Poi il nero-solo-nero come il cielo
e come i guanti stretti sul bastone.
Nebbia che cade - punta di un macigno -
la madre che gli tira giù il cappello.
Lontano inverno, la carezza cede
al vento e buio il bacio che ha strozzato.
azzurro ancora intatto brilla vivo
quando il respiro fa tremare un faro
e il sale brucia il sonno del sollievo.
Sente il sicuro lui, la furia spenta
nel fumo nero al letto di metallo
nel sangue del fratello al cimitero
di Castelrosso, al prato del pastore.
Poi il nero-solo-nero come il cielo
e come i guanti stretti sul bastone.
Nebbia che cade - punta di un macigno -
la madre che gli tira giù il cappello.
Lontano inverno, la carezza cede
al vento e buio il bacio che ha strozzato.
Oppure che vi dico:contiamo le finestre
e tutti gli uomini che piangono per un amore
e faremo sempre troppo presto per decidere di
sputtanare quei soliti giocolieri con le lacrime dentro
gli occhi e i pantaloni troppo stretti.
La cremina che t’ha fatto,il trucco che t’ha fatto,
il suo corpo è lontanissimo e non offende.
Il disprezzo scappa via con gli amici,
sorpassa il fiume e vomita,
le dita rosse di sangue buttate in gola
e la vodka che risale sul naso
fino a bruciare l’aria intorno.
L’umidità ti fa tremare,
la luce sfila tra i tagli delle case,
gli ultimi amanti ascoltano i rumori delle porte.
Lo sforzo di non toccarti la faccia per vedere se ora sei un uomo.
Ma poi piangi mentre Lui ti ascolta con il cappotto sopra il pigiama.
Qualcuno s’accosta ai muri mentre alcuni cambiano strada,
disteso parla col sangue ai cani che lo cercano e sospira
ancora d’amore irriconoscibile.
Ed è proprio perchè tutti ti conoscono che nessuno ti aiuta.
Ci vorrebbe proprio giusto uno che sia obbligato a farlo
con la sua bella divisa da poliziotto,vigile o becchino.
L’amore nasconde i vizi,
chiude gli occhi,
perdona gli amanti che non vogliono che si venga a sapere.
L’amore ti trascina sotto un muro dove non piove
e ti aspetta mentre muori con gli occhi aperti al padre del tuo assassino
che con una mano sulla bocca piange mormorando:
Non è successo niente.
e tutti gli uomini che piangono per un amore
e faremo sempre troppo presto per decidere di
sputtanare quei soliti giocolieri con le lacrime dentro
gli occhi e i pantaloni troppo stretti.
La cremina che t’ha fatto,il trucco che t’ha fatto,
il suo corpo è lontanissimo e non offende.
Il disprezzo scappa via con gli amici,
sorpassa il fiume e vomita,
le dita rosse di sangue buttate in gola
e la vodka che risale sul naso
fino a bruciare l’aria intorno.
L’umidità ti fa tremare,
la luce sfila tra i tagli delle case,
gli ultimi amanti ascoltano i rumori delle porte.
Lo sforzo di non toccarti la faccia per vedere se ora sei un uomo.
Ma poi piangi mentre Lui ti ascolta con il cappotto sopra il pigiama.
Qualcuno s’accosta ai muri mentre alcuni cambiano strada,
disteso parla col sangue ai cani che lo cercano e sospira
ancora d’amore irriconoscibile.
Ed è proprio perchè tutti ti conoscono che nessuno ti aiuta.
Ci vorrebbe proprio giusto uno che sia obbligato a farlo
con la sua bella divisa da poliziotto,vigile o becchino.
L’amore nasconde i vizi,
chiude gli occhi,
perdona gli amanti che non vogliono che si venga a sapere.
L’amore ti trascina sotto un muro dove non piove
e ti aspetta mentre muori con gli occhi aperti al padre del tuo assassino
che con una mano sulla bocca piange mormorando:
Non è successo niente.
Di quando ti ho incontrata in uno specchio
e tu ammiccante mi hai strizzato l’occhio,
è ora hai detto
e io non ho capito.
Ancora a mezza sera mi hai cercata,
mentre distratta appena ti ho sfiorata,
dallo specchio in fine sei sbucata
a render vera e dura la partita.
Io ti ricordo,
sempre con me sei stata.
Silente ,spesso distante
e adesso sei arrivata,
ma rotto è lo specchio
e la strada sbarrata,
finita è la battaglia
e ancora sei stata schiacciata.
Magro il bottino che ti porti indietro
Il tempo non è ancora di partire
Giochiamo ancora ai dadi la partita
ti sento al fianco mio sempre seduta
mi guardi dallo specchio
lo sguardo mio nel vuoto dei tuoi occhi.
Giochiamo ancora al gioco dei tarocchi
la notte è lunga,
scandita è l’ora
da mille e più rintocchi,
ti guardo nello specchio
l’alba rosseggia e tu mai più mi tocchi.
e tu ammiccante mi hai strizzato l’occhio,
è ora hai detto
e io non ho capito.
Ancora a mezza sera mi hai cercata,
mentre distratta appena ti ho sfiorata,
dallo specchio in fine sei sbucata
a render vera e dura la partita.
Io ti ricordo,
sempre con me sei stata.
Silente ,spesso distante
e adesso sei arrivata,
ma rotto è lo specchio
e la strada sbarrata,
finita è la battaglia
e ancora sei stata schiacciata.
Magro il bottino che ti porti indietro
Il tempo non è ancora di partire
Giochiamo ancora ai dadi la partita
ti sento al fianco mio sempre seduta
mi guardi dallo specchio
lo sguardo mio nel vuoto dei tuoi occhi.
Giochiamo ancora al gioco dei tarocchi
la notte è lunga,
scandita è l’ora
da mille e più rintocchi,
ti guardo nello specchio
l’alba rosseggia e tu mai più mi tocchi.
Quando aprii gli occhi,mi trovai in un luogo sconosciuto.
Il freddo e la paura mi facevano sentire inerme come un bimbo appena strisciato fuori dall'utero.
Afferrai una vecchia radice spezzata,mi rimisi in piedi,e possa Dio perdonare ciò che vidi.
Davanti a me Morte e Terra Bruciata.
In lontananza un tetro monumento,un antico castello,incastonanto in una più antica montagna;
Ed un lungo corteo che veniva fuori dalle mura come la lingua fuori dalle fauci della bestia.
"Il Re è Morto!"
Urlava qualcuno.
"Stanotte si danza!"
Una giovane dama,bianca come il celo vestito di nembi,
piangeva lacrime avvelenate per la sorte dell'uomo che aveva amato,
ma la notte ella danzò nel suo più bell'abito,
fino a farsi sanguinare i piedi.
Il freddo e la paura mi facevano sentire inerme come un bimbo appena strisciato fuori dall'utero.
Afferrai una vecchia radice spezzata,mi rimisi in piedi,e possa Dio perdonare ciò che vidi.
Davanti a me Morte e Terra Bruciata.
In lontananza un tetro monumento,un antico castello,incastonanto in una più antica montagna;
Ed un lungo corteo che veniva fuori dalle mura come la lingua fuori dalle fauci della bestia.
"Il Re è Morto!"
Urlava qualcuno.
"Stanotte si danza!"
Una giovane dama,bianca come il celo vestito di nembi,
piangeva lacrime avvelenate per la sorte dell'uomo che aveva amato,
ma la notte ella danzò nel suo più bell'abito,
fino a farsi sanguinare i piedi.
Non che dalla morte
non sia turbato,
increscioso momento, lo penso,
ma non mi spaventa l'evento.
Non ti all'inizio del tubo,
nessun dubbio sull'accordo
ch'è stato preso in Alto loco
per quel che sarà la festa
per l'appunto d'un momento
- forse già ad altro starò pensando -
Tanto ti prima del tubo, invece
fosse pece sparsa per anni
con troppo, la serenità
diradata nei suoi sprazzi
per quel nero
tempesta quasi continua.
Mi rubate ancora il sonno
le mie eclissi
gli aridi momenti di vita che circondano il ventre
Di voi ho l'attesa
l'urlo
le frasi interrotte
il pianto della mietitura
Le vergini posseggono di voi la purezza
quel bianco a brillare le menti anche a sera
mentr'io su linde corde in chitarra
la mia pellicola volgo e rivolgo
e tu
libertario anonimo che vinci coi gigli
fammi da segno quando il mento non s'alza
le mie eclissi
gli aridi momenti di vita che circondano il ventre
Di voi ho l'attesa
l'urlo
le frasi interrotte
il pianto della mietitura
Le vergini posseggono di voi la purezza
quel bianco a brillare le menti anche a sera
mentr'io su linde corde in chitarra
la mia pellicola volgo e rivolgo
e tu
libertario anonimo che vinci coi gigli
fammi da segno quando il mento non s'alza
Che cosa è morire…
la pace di un momento
un sospiro, un’illusione
un canto
è la voce più alta di un cielo
che intona note di tristezza
un fiume
dove scorre dolce l’amarezza
è l’aria che si infiamma
una sorgente …
un volo libero
è cadere … risalire …
è una sconfitta
una speranza
il sonno nella sua accoglienza
è la felicità che si consuma
un sogno
che lentamente sfuma …
è la madre di ogni tempo
è la misura colma di una notte
dove danza un’anima scolpita
è un pianto, un dolore
una ferita
è un paesaggio, una città
è un abbandono
una fatica
O il senso vero della vita?
è un amore che si placa
un lamentola pace di un momento
un sospiro, un’illusione
un canto
è la voce più alta di un cielo
che intona note di tristezza
un fiume
dove scorre dolce l’amarezza
è l’aria che si infiamma
una sorgente …
un volo libero
è cadere … risalire …
è una sconfitta
una speranza
il sonno nella sua accoglienza
è la felicità che si consuma
un sogno
che lentamente sfuma …
è la madre di ogni tempo
è la misura colma di una notte
dove danza un’anima scolpita
è un pianto, un dolore
una ferita
è un paesaggio, una città
è un abbandono
una fatica
O il senso vero della vita?
Grondano ombre rosse
i cimiteri nella sera,
la morte dorme
con le sue ossa bianche
dentro le fosse
ma una fiamma
accende l'aria,
vivifica le statue
messe a memoria,
il marmo freddo si scalda
e si vena del ricordo del sangue,
della carne che pulsava.
I sepolcri gridano
in silenzio nella luce pallida.
Di un respiro estorto,
di un cuore marcito
resta il fremito di una fenice
i cimiteri nella sera,
la morte dorme
con le sue ossa bianche
dentro le fosse
ma una fiamma
accende l'aria,
vivifica le statue
messe a memoria,
il marmo freddo si scalda
e si vena del ricordo del sangue,
della carne che pulsava.
I sepolcri gridano
in silenzio nella luce pallida.
Di un respiro estorto,
di un cuore marcito
resta il fremito di una fenice
Eccovi, nessuno si accorge di voi
soltanto io, che vi ho conosciuto
ed amato nel tempo concesso,
ancora vi scorgo camminare,
accennare un sorriso
anche solo illusorio, mi basta,
poi tornate nella dimensione
che sfugge alla condizione umana
Un pensiero alle ombre dolci
mai scure nè invadenti,
riflessi di vita antica negli specchi.
La mano amorevole di una madre
tale resta come fantasma
all'immaginarla fugace sul viso
come una brezza di primavera,
il ricordo degli occhi buoni di un padre
non può mutare mai in altro,
resta sempre in qualche modo luce
Un pensiero alle ombre dolci
che s'appoggiano al mio cuore
scivolando lungo il mio
personale muro del pianto...
soltanto io, che vi ho conosciuto
ed amato nel tempo concesso,
ancora vi scorgo camminare,
accennare un sorriso
anche solo illusorio, mi basta,
poi tornate nella dimensione
che sfugge alla condizione umana
Un pensiero alle ombre dolci
mai scure nè invadenti,
riflessi di vita antica negli specchi.
La mano amorevole di una madre
tale resta come fantasma
all'immaginarla fugace sul viso
come una brezza di primavera,
il ricordo degli occhi buoni di un padre
non può mutare mai in altro,
resta sempre in qualche modo luce
Un pensiero alle ombre dolci
che s'appoggiano al mio cuore
scivolando lungo il mio
personale muro del pianto...
Il senso del domani mi s’ammorba
riflesso sulle mani il suo tremore
e attendo che la luce poi s’assorba
nel freddo di quest’orma di dolore.
Col viso di tua madre come goccia
nell’ombra asciutta dentro queste gore
ch’è scorsa molle al taglio d’una roccia
sino alla terra pregna del tuo umore.
E in quella terra quando è notte fonda
convoglierò le lacrime non piante
del trascinio di giorni sotto il sole.
Riparerò le mie consunte suole
con il sorriso che ora m’è distante
e pace finalmente si profonda.
riflesso sulle mani il suo tremore
e attendo che la luce poi s’assorba
nel freddo di quest’orma di dolore.
Col viso di tua madre come goccia
nell’ombra asciutta dentro queste gore
ch’è scorsa molle al taglio d’una roccia
sino alla terra pregna del tuo umore.
E in quella terra quando è notte fonda
convoglierò le lacrime non piante
del trascinio di giorni sotto il sole.
Riparerò le mie consunte suole
con il sorriso che ora m’è distante
e pace finalmente si profonda.
Vago nella notte
commissionandole sogni
al prezzo di un inferno
La morte qui prepara lapidi
e culla silenzi gravi
mentre io parlo con i fantasmi
sagome antiche
dal profumo d'amore
che trattengo mentre svaniscono
ma i ricordi non trovano mai sepolcro
abbastanza profondo,
risorgono sempre
risalgono dalla fossa
con occhi d'ombra
e dita di vento
accarezzando tempi smarriti
commissionandole sogni
al prezzo di un inferno
La morte qui prepara lapidi
e culla silenzi gravi
mentre io parlo con i fantasmi
sagome antiche
dal profumo d'amore
che trattengo mentre svaniscono
ma i ricordi non trovano mai sepolcro
abbastanza profondo,
risorgono sempre
risalgono dalla fossa
con occhi d'ombra
e dita di vento
accarezzando tempi smarriti
Pensai: sarà l'eclisse
o si annuvola il cielo
ed invece eri tu
che lanciandoti nel vuoto
mi copristi il sole
e ti ritrovai
esanime
sorridendo
in quel lago di sangue
mentre il sole
adagiato in un angolo
lasciò alla pioggia
tutto il dolore
della tua felicità
o si annuvola il cielo
ed invece eri tu
che lanciandoti nel vuoto
mi copristi il sole
e ti ritrovai
esanime
sorridendo
in quel lago di sangue
mentre il sole
adagiato in un angolo
lasciò alla pioggia
tutto il dolore
della tua felicità





