ma il vento non si calma 

non si è calmato 

remi di mani

solcato il gelo 

d'ostili flutti 

verso la salma

del sogno che resiste 

impavido e impotente, nero 

come notte che assorbe aria 

e luna che non c'è 
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Riparo

quasi eterno

da pioggia vento neve

e dal rumore

della vita

dalla strada.

 

Riparo

d’intime cene

di liti coniugali

di ozi e solitudini

di canti e delazioni

di preghiera.

 

Riparo

di popoli

di suppliche

di assoluzioni

condanne

confessioni.

 

Riparo

di notti tossiche

e giorni senza l’aria

di voci in culla

di pianto

riparo, per un attimo e poi tomba.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Chiamami a te in un giorno
o in una notte che sia senza nubi
ricoperta da un manto
che mi rinverdisca
i profumi da me amati
conservati nell'arca dell'anima
come preziosi grani di luce.

Nell'afflato dei ricordi
sento il tuo alito d'ambrosia e miele
di quando m'abbracciavi
e fitto fitto mi parlavi
con la tenerezza contenuta
nel tuo cuore.

Sentirò nostalgia dei miei prati
e di tutto ciò che finora m'ha attorniato
ma al pensiero
che mi riceverà il tuo volto amato
non avrò paura
di ritornare nel ventre che mi ha cullato.

La vita anche se breve
quando presenta il sudario
t'invita a stenderti nell'ultimo riposo
e tu capisci che:
-fu lungo correre per te-.
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Profilo Autore: Grace D  

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Parole atroci
i loquaci silenzi
spalmati sul monte delle croci.
L’uomo riservato e buono,
devoto nascondeva in petto
il suo grande dolore
e con rispetto recitava
il mea culpa
ed il peccato gli squarciava il cuore.
Taceva il cattivo corrucciato,
forse tremava ravveduto
dell’atroce misfatto consumato
o spaventato a morte
meditava in sua futura sorte.
Intanto squarciava
il tuono fuso con il lampo
il drappo del tempio.
e l’empio intorno annottava.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Vibrazioni di anime senza volto
che passano lente su asfalti e cemento
socchiudono partenze e lasciti
di nuove rivolte.
lentamente si ode un colpo che riempie

scoppi e lacerazioni di corpi in frantumi
senza piu storia e sorrisi
solo odore acre di fuoco chiude la gola
e toglie spazi a chi rimane.
senza piu' nulla nelle mani
sporche di cenere e sangue.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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Ascolta, c’e un lieve fruscio che viene dal bosco,
qui sotto i tuoi piedi s’insinua,
lo senti?
La terra ti cerca, e quel gelo nel cuore riscalda,
la voce si alza sonora nel cielo che piano scolora.
Ascolta il fruscio delle foglie all’orecchio,
ascolta, parole di tempi lontani che adesso son qui
a ricordare.
Ti chiama lo senti?
La vita ti viene a cercare
e parla parole a te note,
son fiocchi di neve sferzati dal vento
son moniti antichi?
O dolci parole d’amore, che piovono
lievi
tra petali e fiori?
Ti stringe tra dita di rami
la terra materna,
ti culla, e leggero il suo tocco ti quieta,
ascolta, il silenzio accarezza il tuo cuore
la vita ti invita a danzare una danza diversa,
e tu, lieve, ti stacchi dal mondo
e muovi i tuoi piccoli passi, su fragili zolle.
Impercettibile volo di foglia
fuggevole sogno
leggero
avvolto in un magico raggio di sole.
Ascolta, ancora,
è vita.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Inconsueti linguaggi

tra grida e bestemmie

marcavano grigia la sera.

Poca luce di cera

la squallida strada segnava,

l’ora tarda annaspava.

Il gracchiar di voci evocava

rituali di antica leggenda.

Fissava la calca il selciato

per un gioco da poco esaltata,

quand’ecco spuntare da un lato,

un volto con l’occhio sbarrato,

penzoloni un braccio piegato,

e una gamba dai lisi calzoni.

<Ohimè, freddato per niente!>

Eccitata gridava la gente.

Per un messaggio d’amore:

un omaggio che aveva mandato

ingenuamente a una signora.
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Profilo Autore: Ugo Mastrogiovanni  

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Si staglio' altero e silente

dinnanzi a quegli occhi,

intontiti e spauriti,

di chi in ginocchio

gettava la vita...

Con la faccia

negata a se' stesso

quando messa a cappuccio,

non si mosse,

neppure un istante

e neanche sul viso...

Misuratigli l'arco e la testa,

a memoria delle sue traiettorie,

al di la' della divina giustizia

che solo gli uomini sanno fare,

ando' in alto con l'ascia

alla casa di Dio

e dopo averlo affilato alla scure,

con l'esatto indirizzo

fra il bene ed il male,

con un colpo in discesa perfetto,

lo porto' a fare un istantaneo filetto

a quel capo e quel collo d'inetto...

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Profilo Autore: luigi  

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Staccala staccala,

dai, togli la spina!

Ma cosa si prova

davvero a vedere

un povero cristo

non resuscitare?

Ma levala, levala,

su, dammi la vita!

Non farmi restare

da non cosciente

a far bene il male

giocando la sorte...

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Profilo Autore: luigi  

Questo autore ha pubblicato 34 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Morire ammazzati, dal fato segnati
con tratti spietati non meglio indicati?

Morire avvizziti da stress assortiti,
per giunta intontiti da spot benserviti?

Morire appestati da cibi inquinati,
man mano squagliati da "quark" disgregati?

Morire fra gente che puzza di niente
ma tutto si sente su un’auto potente?

Morir di se stessi, solinghi e dimessi,
perché troppo fessi per essere annessi?

Morire d'amore, fra "spleen" e stridore
d'asfittico cuore votato al dolore?

Morir governati da ceffi sfrontati,
ben mal informati e ben ben derubati?

Morire trafitti da mutui, da affitti,
da ridde d’editti, da rancidi fritti?

Morire in un letto: con bel numeretto,
pastiglie, tiretto, “Guarisci t’aspetto”?

Morir sull’asfalto, chiazzona di smalto
cui luna o sole alto regalan risalto?

Morire a cent’anni, tra giorni d’affanni
che contano i danni di tempo e malanni?

Morire di tutto, con vita e costrutto
paurosi d’un lutto nerissimo e brutto?

Morir d’illusioni, tremila infezioni,
tumori, magoni, funghetti “nobbuoni”?

Morire contenti per i bei momenti
che sempre fra i denti teniamo, accidenti?

Morir da coristi, con rantol che smisti
gorgheggi tempisti da madrigalisti?

Morire - se insisti - da linotipisti:
notturni turnisti sul plumbeo, non tristi?

Morire rimando con morte allorquando
falciante, ghignando, fa neri sbiancando?

Morir fra i commenti d'amici pazienti
che fan complimenti tra rime eccedenti?

Morire vivendo? (Beh, già me n’intendo!). 
Risorger morendo?… Stupendo o tremendo?!
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Profilo Autore: Tonino Bergera  

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Da piccolo scopri
che morirai
è un attimo gelido
perchè la lama
di una separazione
attende affilata
la tua presa di coscienza
È un momento di ghiaccio
prima di tentare l'esorcismo
di quello spettro
che intanto ride
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Profilo Autore: Sabyr  

Questo autore ha pubblicato 288 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Buio d'improvviso,
Affanni,  speranze, sogni, delusioni…
Arriva il nulla!
Non così per te dolce professore,
d'amore hai vissuto, amando te ne sei andato e dall'Amore sarai abbracciato.
Ed il buio non è neanche in me,
Vedo solo il sorriso di un bambino ottantenne innamorato,
Vedo la luce anche adesso dal tuo freddo corpo, la stessa che esplode dai tuoi quadri.
D'amore hai vissuto, amando te ne sei andato dall'Amore sarai abbracciato,
Così vive e muore un uomo.
Addio professore grazie per questa ultima lezione.



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Profilo Autore: Ugo Papagni  

Questo autore ha pubblicato 99 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Si sta avvicinando quel giorno,
quell'incubo, la tua morte.
Un lutto che dopo due anni non passa mai.
Tu che sei lassù e mi stai proteggendo,
aiutami di più.
Lottare da sola non è facile.
Sai nonna, so che mi guardi e 
sai che ora una famiglia non ce l'ho più.
Ora nonna, più che mai aiutami.
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Profilo Autore: Laura95  

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E tu piccolo grande ragazzo oggi hai preso il volo
verso cieli immensi le ali hai dischiuso,
non più affanni nè solitudini,
Gesù dolcemente la mano ti ha teso
e forse questo bramavi.

D'amore colmo era il cuore
ardente il profondo timido sguardo
quando l'amico per strada incontravi,
docile alla vita ti sei mostrato
e sereno apparivi mentre nella sofferenza annegavi.

Salvatore, il vivo ricordo va anche tra i banchi di scuola
attento e gioioso i frutti del sapere coglievi
con l'esempio guida per i compagni
e per me grande orgoglio, poichè il sangue ci legava.

La tua presenza rammento allorchè
"dal Continente" nella nostra Isola adorata giungevo
col mio sposo e tu venivi a trovarci,
gli occhi favellavano prima della parola,
era semplice sentita festa.

Da Lassù volgi lo sguardo sulle pene di quaggiù
sostieni l'affranta dolce tua madre,
gli inconsolabili fratelli e noi che pur nel dolore
un raggio di luce intravediamo nella pace e bontà
che hai saputo seminare!

A Tore Zucca


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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

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Ti ritrovo sul pendio
sotto un cielo splendente.

Come gabbiano
dalle ali mozze anela il mare
capisco con dolore
che la vita è spreco vuoto
senza te.

Non ci saranno più affanni
ed ardori
ma solo fiaccole
che bruceranno i nostri cuori.

I baci dati e ricevuti
non saranno più rivissuti.
Quale sia stato quello estremo
non lo percepii nemmeno.

Guardandoti dritto negli occhi
quel giorno,
incantata tra i fiori in giardino
assaporai la gioia suprema
in quell'auro mattino.

Questo tumulo
che grava sul mio petto
non sarà dimora
del tuo spirito diletto
ma tu vivrai e viaggerai con me
a ricordarmi il nostro inscindibile
e indimenticabile vissuto.


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Profilo Autore: Grace D  

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