Non il morire mi spaventa ma il vuoto che resta,
il silenzio assordante, l'assenza di voci care.
Se esiste un'aldilà, una nuova dimensione oltre la vita,
il timore che mi attanaglia forte è di non riconoscere i volti amati.
Come riconoscerli tra infinite anime libere e luminose?
Riusciranno i nostri cuori a trapassare la dissolvenza della morte
ed entrare nuovamente in contatto?
Oppure vagheremo solitari, in un'eterna nebbia grigia,
senza memoria, senza affetto, prigionieri di un'essenza vuota?
Questo è il tormento che mi attanaglia:
il pensiero atroce e crudele di non poter più amare e abbracciare
coloro che danno senso alla mia vita.
Ricordati di aprire
Quella porta
Il buio
Deve pur vedere
La luce
Le sfumature
Sono moltitudini
Dell'anima
Un sorriso ineffabile
Una frase inarrestabile
Un brivido sul collo
Emozioni disperate
Prelibatezze
Di un altro mondo
In cui posso vivere.
per non avere illusioni
conta le stelle per inventare desideri
immergiti nella poesia
per avere belle sensazioni
e quando chiudi gli occhi
spolvera pesantemente le delusioni
fino all'ultimo battito
ma sii gentile
che non serve essere visionari
infine, torna dove sei stata bene
per chetare la malinconia di non si sa cosa ...
e poi riposa.
canzoni, spensierata allegria
di sorrisi bambini, rincorro
farfalle e il vento mi grida.
Sono piccola perla preziosa,
bocciolo di rosa,
che si nasconde dietro ad
un ramo, che ride di gusto
salutando con la mano.
Piroette festose, allargano
gonne corte e preziose,
e giochi di bambola richiamano
il futuro a portata di mano.
Sospiro, imbronciando la
tenera bocca, è ora di andare,
anche il cielo saluta e mi tocca.
A un'anima speciale
Sopravvive allo spirito
Della gioia e del dolore
In ogni anfratto dell'universo
Non potrei aggiungere altro
A chi sa sorprendere
Ogni respiro come il vento
Quando giunge inaspettato
Sulla pelle di un corpo desiderato
Rendendolo partecipe
Della gioia che può contenere
Un cuore vivo per sempre
Immerso nella luce del sole
Riscaldando le fondamenta
Di una casa in cui alberga
Sempre e soltanto il freddo
Non potrei aggiungere altro
Se non un bacio lontano
Quanto l'esilio immenso
Come lo sbaglio di essere nato
E qui mi fermo e mi arrendo
Perché non posso
E non voglio dire altro
Al muro che mi sta accanto
Testimone dell'oblio che avvolge
Inconsapevolmente
Le sponde insormontabili
Della mia futile ragione
Ma il sogno continua
Oltre l'ignoto di uno sguardo lucente
E nell'aria respiro il mio amore.
facce minacciose
facce ambigue
facce coperte di folto mistero
facce che non sanno cosa sia
esser umano davvero
facce anonime
facce tutte uguali
facce che di umanità non danno più segnali
facce oscure come un antro spaventoso
facce che non sanno più fare un sorriso gioioso
facce inselvatichite e non più amiche
facce omologate
facce foderate
facce impellicciate...e
ascelle depilate?!?
facce di terrorista
facce di pirata
piace spegnere il cervello per illudersi di essere bello
Può essere bella una faccia coperta di pelo???
Sul serio, vi chiedo davvero
ma che ci trovate nelle facce impellicciate????
La trasformo in un sogno
E poi volo verso una luce
Calda
Indifesa
Rassicurante
Come il silenzio del tempo
Per dimenticare chi sono
Arrendendomi
All'abbraccio di una donna
Al suo corpo
Nudo
Intatto
Cedendo ogni colpa
In questo luogo di follia repressa
Privo di luci
E candide speranze
Quanto vorrei
Che l'amore non dimenticasse
La sofferenza
Dei sentimenti infranti e puri
La nostalgia
Di sentirsi ancora vivi
Malgrado l'accecante desiderio
Di voler tradire
La nostra indefinibile natura.
Per volare
Ma dubitava di se stesso
Ininterrottamente
Era sempre stato un tipo difettoso
Fin dal principio
Ogni giorno
Lottava per ricominciare
Una vita indecorosa
Volava e cadeva
Cadeva e volava
E intanto pensava
A quel fragile timore che coglie
La maggior parte delle persone
Non riuscire più ad avvicinarsi
Alla luce del sole
Che dolore
A volte farneticava
Per il battito d'ali di una donna
Dolce
Inarrestabile
Ansimava per quel libero arbitrio
Nell'aria della notte
Dove il mondo nascondeva
I suoi peggior difetti
Sotto un manto di indefinibili stelle
A cosa serviva volare
Nell'imperturbabile scintillio del tempo
Se non poteva condividere
Il suo corpo
Con l'anima di un torbido desiderio
Avrebbe voluto piangere
Ma il silenzio era così forte
Da opprimere qualsiasi intenzione.
È tutta una vita
Anche quando il tempo
Dice chissenefrega
È una dolce carezza
Che si erge con tenerezza
Nella fragilità di alcune dita.
Un dettaglio
È la luce romantica
Di una luna impazzita
Con cristalli di fuoco
Ombre consunte
Parole infinite
Nella terra fertile di una fede.
Un dettaglio
È la certezza assoluta
Di un sogno sopravvissuto
Alla melodia di un canto
Scosso dal boato di un pianto
Dove la pioggia riempie soltanto
I calici dei cuori fradici.





