Bruciano le gocce
Si dissolvono sulle pareti di un viso raggrinzito
Una stagione felice
Senza invito
Si asciugano veloci
Come all'arrivo precoci
Eppure la luce gioisce
Da qualche parte svanisce
Speranze o fortune
Frutti fuori stagione
Uragani fuori questione
Mali in prigione
Spariscono negli istanti
Echi di parole
Trattate con i guanti
Scivolano
Mescolandosi ai più
Dai cuori affranti
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Nel silenzioso tempo
raccolta nei pensieri,
allungata sul suolo,
tu, malinconica ombra
solevi nel mattino
tenermi compagnia
e nostalgicamente
non osavi parlare
di quel seguirmi sempre.

Muta e silenziosa eri,
lungo le ore del giorno
a seguire il cammino
un passo dopo l’altro.

Ma poi, quando finirà
il tempo mio mortale
vedrò l’ombra svanire
tra le nubi del cielo
per mai più ritornare!
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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Sulla rocca di bergamo alta
correvo piccola tra le pietre antiche
le mani sfioravano i muri caldi
e il vento portava con sé il profumo
di fiori pane e terra bagnata
ogni gradino una scoperta
ogni torre un piccolo universo
e io ridevo con il cuore che batteva forte
come se già conoscesse l’amore
nella sua forma più pura e semplice
il sole tingeva di oro i tetti rossi
e le campane suonavano lontane
come un invito a custodire i segreti
di quel tempo sospeso tra gioco e meraviglia
oggi guardando la rocca dall’alto
vedo la bambina che ero
e sento ancora l’intensità di quei giorni
un amore nascosto negli sguardi
un battito di cuore che attraversa gli anni
imparando a crescere tra mura torri e sogni
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Penso di aver  saputo vivere,
tra le pieghe dei giorni imperfetti,
nelle attese che sapevano di eterno
e nei gesti piccoli,
che hanno inciso più delle grandi promesse.
Ho saputo vivere
perché la vita mi ha insegnato la sua lingua:
la voce dell’amore,
il silenzio delle perdite,
il respiro breve della gioia improvvisa.
Ma non so morire.
Non ho mappe né sentieri da seguire,
nessuno mi ha lasciato istruzioni
su come attraversare l’ultima soglia.
Forse il morire
non si impara,
forse accade soltanto,
come la notte che cade sul giorno
senza chiedere permesso.
E allora non mi resta che vivere ancora,
fino all’ultimo battito,
perché anche il morire,
forse,
non è altro che un modo diverso
di continuare a vivere altrove.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Ritraggo la mia solitudine 
Un passo per volta 
Senza anteporre menzogne
Alle anime accolte
Se vi sembro dolce triste
Balordo triste appassionato
E pure ossessionato
È solo merito dei sogni
Che in tutti questi anni
Ho felicemente creato
Per non destare il pianto 
Di un epico fallimento
Senza orientamento.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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(monologo civile da palco, tono crescente, dolente, lucido)

(Luci basse. Silenzio. Poi la voce, ferma, incredula.)
Siamo ancora umani?

Non riesco a trovare le parole.
Non esistono termini abbastanza forti, abbastanza veri,
per dire quanto sia sconcertante... terrificante...
ciò che sta accadendo.

Bambini abbandonati in casa,
per strada,
nei bidoni dell'immondizia,
fra le macerie.
Morti di stenti.
Morte d’inedia.
Morti fra l'indifferenza generale.

Uomini con la pelle diversa dalla nostra,
già condannati a essere poveri:
uccisi davanti da uomini bianchi,
privi di credo, di umanità.
Uomini di nazionalità diverse,
che si odiano per diletto.

Sarà la perdita totale di valori.
Sarà un governo assente,
che ha strappato via ogni punto di riferimento.
Sarà la mancanza di lavoro.
O la carenza di danaro.
Sarà che non si fanno più figli —
perché non ci sono i mezzi per crescerli,
né aiuti, né reti, né mani tese.

Sarà quel che sarà...

Ma una sola cosa è certa:
siamo diventati asociali,
anaffettivi,
privi di umanità
e di empatia.

Si uccide.
Si uccide per potere.
Si uccide per il colore della pelle.
Si uccide per prendere ciò che è dell’altro.
Si uccide... per divertimento.
Si uccide per noia.
Si uccide per vendetta.

Si uccidono i bambini,
impedendomi loro
di diventare uomini.
Si uccidono le donne,
perché non vogliono essere sottomesse.

Si uccide per il gusto di uccidere.

Come in una giungla.
I predatori non si nascondono più.
Uccidono.
Sbranano.
Soggiogano.

Nel mare nero che ci circonda,
troppi pesci piccoli,
divorati da squali,
soccombono.

(Pausa. Voce che si spezza ma non cede.)

Cosa siamo diventati?
Dove stiamo andando?
Cosa stiamo combinando?

Stiamo distruggendo il mondo che ci ospita.
Un mondo stanco, che ci guarda
e forse ci aspetta —
al varco.

E se provassimo a essere meno egoisti?
Meno egocentrici?
Un po' più... umani?

E se provassimo a ripararla,
questa barca rotta,
che a furia di scossoni
si sta schiantando alla deriva?

Perché in fondo
siamo esseri umani.
O forse... l’abbiamo dimenticato?

Ci stiamo avviando verso l'autodistruzione.
La fine dell’umanità.
La fine della solidarietà.
La fine dell'amore.

La fine del mondo.

Lanciamo bombe sugli altri.
Ma sono bombe che ci colpiscono dentro.
Prima o poi esploderemo.
Verremo ingoiati dalla terra.
E tutto finirà
con un solo, enorme, fragoroso
BOOM.
FINE
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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“Deus sive natura” (Spinoza). L'essere della natura ci sfida con i suoi enigmi ma la natura dell’essere è l’unico e ultimo mistero.

Dire “enigma” non è dire “mistero”: 
l’enigma ha razionale soluzione,

una sola esaustiva spiegazione
ove ben applicato fu il pensiero,

e se la soluzione non arriva
ci dice la ragion che questa c’è,
quand’anche il pensier vada alla deriva
e non possa approdare a quel perché.

Ma il mistero è ciò che non ha accesso,
non si risolve ma talor rivela
in qualche del pensier imo recesso
parte di sé al chiaror d’una candela

ove più che ragione, religione
azione rischiarante può giocare,
di cui l’anima ha solo percezione
che in campo oscuro par baluginare.

Ma il mistero ha confini indefiniti,
difficil è a parole raccontare
ove i pensieri brancolan smarriti,
un mar ove inquietante è naufragare.

Sfuggente ad ogni nostra dimensione
quell’Essere che forse è il solo Dio,
mistero senza alcuna soluzione
mistero in solitudine dell’Io.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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IMMOBILE A VOLTE
LO SGUARDO SPAZIANTE IN FRONTE
NON UN RUMORE O ACCENTO DI VOCABOLI
IL BUON CATTIVO
PRONTO ALL'AIUTO
SPAZZATO VIA DAL VORTICE IGNORANTE DI UN IMBUTO
CALPESTATO DI RAGIONI SEMPRE FELICI 
TRADITO E TAGLIATO A PEZZI DAI PIU' CARI AMICI
IL BUON CATTIVO
A TERRA, IN FONDO, UN MARE AGITATO
LA RABBIA CONTRO DEL BUON SOLDATO
SANO SEMPRE COME AMMALATO
VIBRANTE IN ISTANTI SCURI
UNA NUVOLA SOFFICE IN QUELLI CHIARI
IL BUON CATTIVO
APRE AI SORRISI VANI
STRINGE DI TUTTI LE MANI
LA SERA SI RINCHIUDE NEL SUO PICCOLO GUSCIO
CON LA FORTE PAURA DEL DOPO
 
DIETRO L'USCIO

 

 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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C’è un punto in cui il respiro si ritira
come un’onda che ha smesso di credere
nella riva
non c’è rabbia
non c’è pianto
solo un silenzio largo
che si siede accanto a te
e non chiede nulla
avevo una partenza dentro
un vento che mi muoveva i pensieri
ora tutto è fermo
anche il tempo mi passa accanto
senza guardarmi
il vuoto non è assenza
è presenza spogliata
un sogno ancora caldo
che non ha trovato il giorno
ma ascolta
non tutto è perduto
nel vuoto nasce il fiore
che non ha ancora un nome
e anche se oggi
sei solo terreno nudo
ricorda
il vuoto è lo spazio
dove qualcosa
può tornare a crescere
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Oggi ho sorriso, ma dentro stavo crollando.
Oggi ho fatto il mio dovere, anche se l’anima piangeva in silenzio.
E nessuno lo sapeva, tranne forse quella donna gentile, che con una frase semplice ha visto il mio dolore nascosto.
Mi hanno deluso.
Mi hanno ferito.
Mi hanno fatto sentire sbagliata per aver voluto qualcosa di bello.
Ma io non sono sbagliata.
Io sono viva.
E sentire tutto questo significa che ho ancora un cuore vero, che ama, che spera, che si impegna.
Ora fa male, sì.
Ma passerà.
Lo so che passerà. Perché io sono più forte di quello che mi è successo.
Perché ho già superato altri dolori.
Perché anche oggi, nonostante tutto, ho trovato la forza di alzarmi, di lavorare, di sorridere.
E questo vale. Vale tutto.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Nel filo spezzato del giorno
non giunge risposta
solo l’eco leggera
di parole taciute
un nome si perde nel vento
senza peso né suono
e resta sospesa
una stanza vuota di voce
c’è chi passa
lascia luce per un tempo
poi sparisce
come l’ombra all’alba
ma il silenzio
non è vuoto del tutto
custodisce
ciò che è stato ascolto
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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E non t’illudere ,
non illudere mai te stesso,
la spensieratezza
è una leggerezza conquistata con fatica,
un fragile velo che la realtà strappa via.
Perché non proverai neanche ad immaginare
l'abisso di chi, ogni giorno , ogni notte
continua a piangere e a pregare
mentre la speranza si perde, inghiottita dai ruggiti ininterrotti della guerra.
Non c'è più lavoro, né sforzo che tenga.
Solo il silenzio assordante di ciò che resta.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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In un mondo di Nike sono Puma.
Nel gregge sembro il diverso,
ma sono gli altri tutti uguali.
Cerco sempre d’essere amico,
ma spesso non sono capito.

Qui tutti fanno gli spacconi che  
Bevono un goccio e poi  
vomitano, tutta la notte,
che vanno a ballare solo
perché devono fare i grandi.
Cerco sempre d’essere amico,
ma spesso vengo escluso.

Qui a nessuno importa di te,
se non quando fa comodo, perché
l'aiuto in matematica è sempre gradito,
e la gentilezza ormai  
non serve più a niente, se non
per farti sembrare uno Sfigato.

Cerco sempre d’essere amico,
e lo sono solo
quando indosso la maschera.
Quindi mi chiedo:
in questo mondo di Falsi,
qual è il posto per i Veri?
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Profilo Autore: Gip  

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Sfrondo,

tolgo le foglie

che ritengo morte

e che domani

sembreranno terra.

. 

Mi spulcio spesso

e schiaccio i parassiti,

ma non son bravo

ho sempre poco tempo.

. 

Così è la vita,

pulito o sporco

mi salteranno addosso.

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Profilo Autore: Andrea Borselli  

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Oggi sono un vuoto che cammina
un’eco stanca tra le ombre del cuore
delusa da promesse senza radici
parole al vento senza colore
credevo nei sogni nelle mani tese
in sguardi che dicevano "resta"
ma ogni abbraccio era un’illusione
che svaniva all’alba come la festa
mi resta il silenzio fedele compagno
e il cielo grigio che capisce il mio sguardo
oggi sono fragile  ma vera
nuda nel sentire senza fard
eppure… tra le crepe di questo dolore
una luce respira  minuscola viva
forse domani avrò nuove parole
non al vento ma mie
e finalmente in riva
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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