Il mondo è un teatro
l'uomo interpreta la sua parte,
ora satirica, ora drammatica.
I suoi sogni
evanescenti visioni,
occultano segrete passioni
reconditi desideri.


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Profilo Autore: Viola  

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Cerco in te

Quello che c’è

Cerco nel mondo quello che è

Quello che  sa

solo  di te

E cercherò

Oltre chi sa

Se quella meta

Sa Dove sarà

Quello che

Sa solo di te

E pure che

Non sia di te

Ma son ricordi di sale

Su te

Ma non so che

Cosa è

Ma so solo che

il mondo appartiene a te

Per me

 

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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Crescerò con la mente
per sollevare aridi pensieri
stravolgendo cellule danneggiate
dal tempo.

Lascerò le mie stanze
vuote nel silenzio dei mie passi
dove potranno correre pensieri
portando via linfa
per questa mente
che non sa
mentirmi.

Sono pensieri
a sollevare il morale
mentre il nostro corpo
avanzando nel tempo
ascolta le sue parole

di solitudine.


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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Tace il tempo
e sera si fa
le nostre parole arrivano
e malumori si placano
al sol
guardandoci nel dubbio
degli anni
giorni
sprecati
soffocando nelle voci
che non sentivamo più
alle fermate del tram
dei nostri passi
che si allontanavano
e la pioggia
cadeva
su di noi
in una pagina
chiusa
cercando la luce
un'idea
per zittire l'eco
rumoroso
dalle persiane
socchiuse

 

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Profilo Autore: poesie profonde  

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La noia sorprende e cattura
rende inutile la vita.
Più ti possiede
più cadi nel nulla,
verso un labirinto
senza uscita.

 

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Profilo Autore: Viola  

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In un pomeriggio uggioso

avvolto nell’oblio

di un recondito nascondiglio

mi ritrovo in modo repentino

sotto un cielo terso.

Circondato da un’accozzaglia

e da un  infinito ciarpame umano,

continuo a blaterare in modo becero

al pari di colui che brama la vittoria della disputa

come panacea del nefando periodo.

Da zotico agiato, con abile stratagemma,

in modo furtivo mi trasformo

nel cocciuto artefice  del mio destino

assaporando ebbro di gloria

il ghiotto boccone dell’amara vittoria,

Che con sagace eloquio riesco  ad ingollare

ormai madido di sudore

al culmine dell’arduo compito.

La mia indole mi porta spesso ad agognare

ogni venale risorsa in un bailamme di pensieri

trasformandomi in un bislacco e ceruleo manichino

duttile e intonso, che con passo blando

e linguaggio forbito trasforma ogni cavillo

In un ineffabile abominio.

La vaghezza della mia idea si trasforma

in un tedio ghiribizzo

riportandomi in un luogo ameno e angusto,

ma consono,un luogo dove potrò vessare

le mie emozioni, con la flebile speranza

di svegliare la mia coscienza

in un mondo meglio di così

senza quella caterva di personaggi

che con dovizia di particolari

vogliono farci credere

a tutta un’altra storia

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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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Una scultura in legno

perfetta nelle fattezze umane

Tanta grazia nel coltello di un artista

quasi a farla sembrare vera.

Ma quei fili padroni la sorreggono

dirigendo i movimenti un po’ sconnessi.

Non ha cuore la meschina né un’anima.

Unico scopo della sua futile esistenza:

divertire uno stuolo di bimbi attenti.

La sua lirica decantata dal puparo

sembra vuota, manovrata non da lei,

ma se in fondo avesse un cuore,

se avesse un’anima, cosa penserebbe

di questa triste schiavitù ridanciana?

Ora immobile davanti ad uno specchio

appiccata ad un chiodo nell’attesa

di una nuova commediola forzata.

Ma qualcosa nel suo vuoto volto si muove

e il riflesso sullo specchio sembra vivo.

La sua voce di legno lancia un grido

alla razza che lei  chiama umana

e le dice infelice… “gente viva”

perché mai sorridete dei miei gesti?

Perché forse non son da me dettati?

Perché un sordido padrone mi guida

a sua voglia rendendomi spesso oggetto

dello  scherno del pubblico sovrano?

Or vi dico una cosa e rammentatela:

guardandovi a questo specchio, non vedete

che le corde mie prigioni sono uguali

a  quei fili invisibili che legano i vostri ignari polsi?

Non siete pur sempre marionette anche voi

di qualcuno che vi guida inesorabilmente?

Che vi imprigiona a suo folle volere?

Un’unica grande differenza ci separa

Io non ho un’anima e voi si! Ed allora

spiegatemi signori, chi è più pupo tra i due

la sottoscritta di legno manufatta

o voi poveri meschini con il cuore?


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Profilo Autore: mary  

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Amore fonte di vita e odio morte dell’anima

Il giorno e la notte si inseguono e  si incontrano in una linea invisibile

L’umiltà che onora l’uomo e l’arroganza che lo degrada

La bontà ti rende fratello e l’egoismo ti isola dal mondo

A volte si cerca un equilibrio nella vita

A volte l’equilibrio  opprime la libertà

Quante volte ci siamo chiesti cosa è il bene e cosa è il male

C’è un’unica risposta a tutto questo

Vivere la vita come un bene prezioso

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Profilo Autore: mary  

Questo autore ha pubblicato 67 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Stazione Leningradsky
Poi betulle infinite
Nubi pesanti
Laghi d'acciaio
fiumi e paludi di piombo
Le ore si tuffano dentro un tramonto
di pianure senza orizzonti

Stazioni intermedie
Orologi senza quadrante Nessun calendario
Fantasmi di donne per pochi kopecki
vendono miele mirtilli frutti del bosco e tè caldo
Case di legno ed orti inventati
incastrati tra tronchi d'argento

Alto Medioevo che torna
col fascino di un colpo d'ala di falco
Col dolore di un colpo di frusta nel cuore
Quarta stazione Moskovsky
E' San Pietroburgo
Nuova era

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Profilo Autore: Rebecca  

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E' una lunga corsia
grigia,
         pulita,
                  semibuia,
contornata di grida,
                           lamenti.
Le bende
             negli occhi,
                             nel corpo.
Mille sguardi protesi...
la speranza
                incominciata,
                                  finita.
Il viso assente
il mio viso presente
guardano.
Uno stadio affollato,
vari colori
grida incontrollate.
Dalla radio si diffonde
la nota della vita.
Qui,
in questo luogo,
dove forse
ognuno di noi dovrà arrivare,
sento il cuore fremere
e vorrei
che non fosse il fremito
per una scena di amore,
per una carezza ad un bimbo,
per un brivido su una strada,
per il denaro giocato,

ma per questo viso
così pieno di amore
che vorrebbe dare...
viso di sofferenza...
le stelle si accendono
una dopo l'altra,
giocano con l'oscurità la sera
in ogni sera,
di ogni giorno,
                   giorno... 
quei visi
in quella lunga corsia,
vedono le coppie nelle strade...
innamorate...                                                                                                                                                                si guardano,
si dicono dolci parole,
e le stelle danzano
in quella dolce melodia,
ma quei visi,
in quella lunga corsia
non riescono a percepire
la dolcezza dei quel loro amore.


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Profilo Autore: gimgiamba  

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Hai fatto di me un niente
Mi hai tolto la mente
la bellezza della mia persona
Non ho più parole
Non so più che dire
uomo insensibile
e io donna stupida,
legata, ingarbugliata e vuota
che sono diventata
La mia mente svuotata
non sa più che dire
Rimango esterrefatta
e sempre incredula
..... come mi hai chiamata ieri
e così mi stai trattando
e io,
soggiogata, te lo lascio fare.
Niente più orgoglio
niente più amor proprio
Senza più parole nella mia mente...

 
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Profilo Autore: anna maria  

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Vibra l'emozione
quando mi sei accanto
mi sembra di volare
annientare risvolti inaspettati
non facili da portare
pensando a quel lettino
che ospita boccoli neri
stanchi, di ritrovarsi, chiusi
ad aspettare, sentenze
non gravi
ma che emettono ansiosi respiri
travolti dagli intrusi
lingue impulsive
curiose di vegliare l'andamento
di una stanchezza
che cerca soluzioni
girando
abbracciandosi a me
come una figlia
e una madre
che controlla
la notte
piccina



 

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Profilo Autore: poesie profonde  

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Rido,

mostrando rughe mai viste,

ascoltando il vento, inseguire

le prigioni del tempo.

Rido,

dei sapori e dissapori

posti, sul baratro della pazzia

seduto su ali d’argento.

Rido,

dei Saggi e dei Poeti

che, pensano di mutare il mondo

con lacrime d’inchiostro.

Rido,

sgomento e solitario,

stanco di battaglie perse,

con un Dio, all’apparenza distante,

 

- CHE PIANGE -.

 

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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E siamo cresciuti cosi
con la voglia di avere quello che
ci spetta
poi siamo stati scaricati via
come sacchi ingombranti
da sgombero.
E siamo cresciuti cosi
con la testa piena di canzoni
con amare verità da non svelare
con ricordi a volte da cullare.
Siamo cresciuti cosi
con le scritte sui muri del quartiere
a sentire mille cantilene
della durezza della vita.
Siamo cresciuti cosi
come se fosse un sogno
dipinto d'amore
e poi accorgersi che chi
parlava era solo il tuo cuore.
Siamo crescuti cosi
con quella scritta rude su quel muro:
"In tanti ci han visto nascere
nessuno ci vedrà morire"
noi che lottiamo a muso duro

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Al cenno di uno sguardo
scoprivo la sua comprensione
il suo malumore
che si abbassava
e capiva l'errore
commesso
ritirandosi nei suoi svaghi
preferiti
coltivati con passione
e riflessione
chiusa nel cuore
custode di timori
che scavano la sua vita
il suo passato
ancora presente
spesso cercato
nella sua malinconia



 
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Profilo Autore: poesie profonde  

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