Il mio amico di sempre
capelli biondi,viso d'Angelo
quello che mi dava
sempre buoni consigli,
oggi non c'era.
L'ho chiamato,cercato,
ma lui non c'era.
Il mio amico il mio migliore amico
è stato portato via dal vento del destino,
un maledetto inverno.
Lui che mi capiva,
che ascoltava i miei discorsi
a volte un poco strani,
lui che dopo una risata
si beveva insieme:non c'è più.
Un angelo l'ha rapito
e portato in cielo
fra milioni di stelle.
Il mio migliore amico,
adesso:mi guarda:da lassù.
Il mio amico di sempre,
chissà con chi berrà adesso?....
E se fosse solo un sogno
e se tutto si perdesse in voci afone,
in albe destinate e morire sotto le lance del sole.
E se mai rinascessi domani,
protese le mani e china allo stesso modo che m'è dato vivere.
Le gambe si fondono alla terra
come radici profondissine
sul misero asfalto dove adesso cammino
e m'illudo di crescere come rami che han dato frutti preziosi,
verdi ed avidi,
privi di paura negli autunni che minacciano il loro colore.
E se adesso perissi nella svista d'un solo istante
per aver smesso d'amare e di credere,
di concepir nuova emozione
rimasta incastonata nelle vecchie ferite.
Stolte le anime che credono al perdono
non sanno d'esser possedute dalla ragione,
dall'osmosi improvvisa dove tutto ha un senso
fino all'attimo in cui si perde.
E se fosse solo l'idea d'una notte lontana
in cui scambiai la tenue luce d'una lampada
per quella della luna.
Cos'è essere bambini?
Spesso li guardo
e bonariamente
li invidio.
La purezza
l'innocenza
la gioia
l'amore incondizionato.
Sta giocando
è bellissimo.
Mi avvicino al suo orecchio
e gli sussurro:
"Non crescere mai
resta così
spensierato e pulito
godi di quello che puoi avere
e che io non ho potuto vivere.
Resta bambino per sempre
e conoscerai la felicità."
Mi guarda
con la piccola bocca semi aperta
e i capelli sulla fronte
mossi dal vento.
Non capisce
quello che gli ho appena detto
si è solo fermato ad ascoltarmi
ora corre di nuovo sul prato.
Respiro l'aria
all'ombra del grande albero
sul quale appoggio le spalle.
Il piccolo che continua a correre
vicino ai girasoli
mi trasmette
un intenso senso di benessere
e assaporo quei momenti di felicità
che non ho mai.
Chiudo gli occhi e sogno.
Si alzava il sipario
e l'emozione aumentava
i battiti in gola avvertivo
le scene saltando calcava
eleganza straordinaria
voce melodiosa
che cancellava le mie monotonie
e l'anima rapiva
negli applausi accaniti
dagli effetti speciali
colorati e magnetici
molto sentiti
in bianchi sfondi
e ballerine
compagne di viaggio
da città a città
con serietà
ritirandosi dallo spettacolo
per un pò
Sono le sfumature
della vita
che si posano
sui nostri giorni
che si lasciano
assaporare
nei momenti
di sconforto.
Sono quelle che poi
anche se piccole
sono gioia per il cuore
come la sfumatura
di un sorriso
rubato
in un giorno qualunque
ma che lascia il segno
sulla pelle.
eravate divertenti
incondizionatamente
sotto un cielo trasparente
nel mio sguardo
sorridente
in rombi di macchine
che si scontravano
come autoscontri
sulle piste rotonde
immaginate
dall'ascolto
appassionato
di essi
comici da strapazzo
mitici veri guaritori
di spettatori
inguaribili delusioni
della povera era
del dopoguerra
Scusate se è poco poetica
ma avevo voglia di scrivere cosi
e pensare appunto all'allegria
Dedicata a Stanlio e Ollio
L'odio viscerale
che mi stringe in un morso letale
e congela la mia anima
per l'eternità.
L'odio
sentimento antico, universale mi corrode inesorabilmente, l'odio ,
un veleno che mi ucciderà.
Ti guardo nel tuo essere arrogante
e parte un fulmine
uccidendo il buio
il mio sangue che ribolle
per il tuo pavoneggiare...petulante.
L'odio che racchiude come in una conchiglia
la parola antipatia
e la butta via...troppo povera di significato.
L'odio verso il tuo essere
un essere senza luce
ripugnante
la mia pelle che ti avverte da lontano
e sento scosse disumane .
Il tuo nome
come un eco
che risuona...campana di morte
in un labirinto
dove la preda sei tu.
Ed io nel mio odio
per sempre sentirò il tuo odore
che nei secoli persisterà
quell'odio che non muore
ti perseguirà...per poi ritrovarti quando non ci sarai
e non darti mai pace per raccontarmi agonizzante
di come era il tuo
inferno, l'inferno descritto da Dante.
e di me hai fatto poesia
vita mia
che grata sono
alla tua signoria
eleganza
vestendo l'amor
con liriche amare
suadenti
intagliate
di vocaboli
amari
e dolcissimi
in metafore azzardate
rarissime constatazioni
mai usate
nella dura
realtà
affascinata dai soldi
dalla carriera
nuda e cruda
dall'inchiostro
allargato
spregiudicato
falsificato
bocciata
che fastidio dava
a fortune inattese
fino all'ultimo non credute
nello spazio riservato
al mirar del sol
a ridosso del mar
su una piazza calpestata
un monumento visitando
in lavori di restauro
adorati, consolati
con piccole monetine
al fianco di una donna
inginocchiata
Precipita l’addio
in un infinito irreale
nell’iride vacillante
color rosso fuoco.
La rabbia brucia
come argilla disfatta
e veleno di parole
feriscono l’istante.
Il buio intrappola
flash eterni
in una tela bianca
esile, priva di colori.
E pugnala il tuo nome
modellato senza inchiostro
sul quaderno di sabbia
che l’onda, spazza via.
Mi son trovato
sperduto....
in un tempo senza meta
lontano dalla mia esistenza
lontano dalle mie cose
sensazione d'abbandono
paura...
Mi son svegliato
hanno sorriso
labbra sincere
di chi ama
amo anche te uomo
che non t'accorgi d'essere nel tempo
sai..non siamo soli
perché c'è un tempo
il nostro...
Teniamocelo stretto.
affascinante
penetri silenziosa
cullandomi
delicatamente
prima di dormir
ove lo sguardo si posa
scartando
tempo e distanze
che al domani fan da padroni
a riflessi solari
del vivido nostalgico assente
dello striato pensiero
inafferrabile meta





