Rosa, rosae, rosae, lacrimose
ed esfollianti, la serpe velenosa
nella selva oscura di Dante
poeti state attenti ai denti
un gancio al volto prima della dentiera
la vestale del castello ha un occhio solo
e guarda a sud del Rubicone. Eppure mi consolo
da solo, se ho i denti ancora intatti
quei matti di quattro gatti che conosco
sono in cerca d’amore giù nel bosco
dei lacrimanti. Non ho sottoscritto contratti
amo la libertà, a volte penso da solo
ma guardo oltre. C’è una schiera
di donne che non conoscono i torrenti
del sentiero creativo, parlo da fante
cerco tra le stelle una luce virtuosa
non vi faccio l’inchino, senza una dose.

Commenti
Però ben scritta e molto bella!
un saluto.
La satira, al contrario della stupidità, lascia sempre un retrogusto. Non piacevole ai palati fini.
Ciau!
Carla