Nel fragoroso vociare di terpeni
(shampoo all'ultimo grido doloroso)
e lo sciabordare del pubblico invisibile
Così scivola appallottandosi
Il ragno ch'è mostruoso
a occhi chiusi
Infingardo mi palpa dove non deve
Per un attimo
Lento Lento Lento
Lisciando la lisca limata dal vento
E poi va: vivo o morto,
nella tenebra
di ciò che ancora non è fogna
E lavo via la pelle con le sue colle:
nel buio di quel buco finiscono le stelle;
ma anche la vergogna
Poi, ad acqua che tace,
finalmente all'armatura d'un giorno nuovo.
Non la mia natura,
solo intorno un altro medioevo
(shampoo all'ultimo grido doloroso)
e lo sciabordare del pubblico invisibile
Così scivola appallottandosi
Il ragno ch'è mostruoso
a occhi chiusi
Infingardo mi palpa dove non deve
Per un attimo
Lento Lento Lento
Lisciando la lisca limata dal vento
E poi va: vivo o morto,
nella tenebra
di ciò che ancora non è fogna
E lavo via la pelle con le sue colle:
nel buio di quel buco finiscono le stelle;
ma anche la vergogna
Poi, ad acqua che tace,
finalmente all'armatura d'un giorno nuovo.
Non la mia natura,
solo intorno un altro medioevo

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