Nel fragoroso vociare di terpeni
(shampoo all'ultimo grido doloroso)
e lo sciabordare del pubblico invisibile

Così scivola appallottandosi
Il ragno ch'è mostruoso
a occhi chiusi

Infingardo mi palpa dove non deve
Per un attimo
Lento Lento Lento
Lisciando la lisca limata dal vento

E poi va: vivo o morto,
nella tenebra
di ciò che ancora non è fogna

E lavo via la pelle con le sue colle:
nel buio di quel buco finiscono le stelle;
ma anche la vergogna

Poi, ad acqua che tace,
finalmente all'armatura d'un giorno nuovo.
Non la mia natura,
solo intorno un altro medioevo
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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Commenti  

Catilina
# Catilina 04-10-2022 10:22
piaciuta...

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